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Dati su Occupazione: la Secessione della Lombardia

DATI 3 TRIMESTRE 2013: LA LOMBARDIA CREA 54.000 POSTI DI LAVORO IN UN ANNO, IL RESTO D’ITALIA NE DISTRUGGE 572.000

 I Dati regionali diramati dall’Istat e rielaborati da Scenarieconomici.it sull’occupazione mostrano un’Italia sempre piu’ divisa in 3 blocchi:

In Lombardia l’occupazione cresce di 54mila unita’ in un anno e di 88mila in 2 anni.

Nel resto del Centro Nord l’occupazione cala in modo netto: in un anno il Piemonte perde 37mila posti, il Veneto 68mila, Friuli 12mila, Liguria 20mila, Emilia Romagna 13mila, Toscana 10mila, Umbria 9mila, Marche 20mila, Lazio 51mila

Nel Meridione e’ un ecatombe e si bruciano in un solo anno 333mila posti in un anno (solo in Puglia 120mila)

Sempre piu’ indicatori (occupazione, consumi energia elettrica, produzione industriale, PIL) segnalano un Italia divisa in 3 durante questa crisi: un Sud povero che vede crollare ulteriormente ogni indicatore, un Centro-Nord (Lombardia esclusa) in arretramento, ed una tenuta dell’economia della Lombardia. Evidentemente Milano e’ la linea del piave, e molte imprese chiudono le sedi periferiche e concentrano la produzione nell’area piu’ attrezzata e dinamica d’Italia.

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LA DISOCCUPAZIONE AL 12,5%

Nel terzo trimestre 2013 prosegue il calo tendenziale del numero di occupati (-2,3%, pari a -522.000 unità), soprattutto nel Mezzogiorno (-5,4%, pari a -333.000 unità). La riduzione degli uomini (-2,8%, pari a -376.000 unità) si associa a quella delle donne (-1,5%, pari a -145.000 unità). Al persistente calo degli occupati più giovani e dei 35-49enni (rispettivamente -530.000 e -249.000 unità) continua a contrapporsi la crescita degli occupati con almeno 50 anni (+257.000 unità).

La riduzione tendenziale dell’occupazione italiana (-541.000 unità) si contrappone alla leggera crescita di quella straniera (19.000 unità). In confronto al terzo trimestre 2012, tuttavia, il tasso di occupazione degli stranieri segnala una riduzione di 2,9 punti percentuali a fronte di un calo di 1,1 punti di quello degli italiani.

Nell’industria in senso stretto prosegue la flessione dell’occupazione, con una discesa tendenziale del 2,2% (-99.000 unità), cui si associa la più marcata contrazione di occupati nelle costruzioni (-7,1%, pari a -123.000 unità). Per il terzo trimestre consecutivo, e a ritmi più sostenuti, l’occupazione si riduce anche nel terziario (-1,9%, pari a -300.000 unità).

Non si arresta il calo degli occupati a tempo pieno (-3,0%, pari a -568.000 unità rispetto al terzo trimestre 2012), che in più della metà dei casi riguarda i dipendenti a tempo indeterminato (-2,3%, pari a -291.000 unità). Gli occupati a tempo parziale aumentano a ritmo meno sostenuto rispetto al recente passato (1,2%, pari a +46.000 unità), ma la crescita riguarda esclusivamente il part time involontario.

Per il terzo trimestre consecutivo continua a calare il lavoro a termine (-7,4%, pari a -180.000 unità), cui si accompagna la nuova significativa diminuzione dei collaboratori (-17,0%, pari a -73.000 unità).

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By GPG Imperatrice

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