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DALLA RETATA CONTRO GLI OPPOSITORI IL REGNO SAUDITA GUADAGNA 800 MILIARDI DI DOLLARI

Cari amici

 

La recenti ondata di arresti, con anche alcune  vittime indirette o dirette, ha avuto un duplice effetto: da un lato ha politicamente rafforzato la guida dell’attuale principe ereditario Bin Salman all’interno dei complessi giochi della dinastia saudita, ma dall’altro ha anche avuto il non secondario risultato di cumulare ingentissime quantità di riserve finanziarie.

Il PIL dell’Arabia Saudita è strettamente legato al prezzo del petrolio ed alle sue oscillazioni e recentemente non se l’è cavato benissimo.

Questo è causato una stretta nelle spese pubbliche, la decisione di cedere parte della società di stato petrolifera ARAMCO, che , con grande gioia di Trump, sarà quotata a New York, ed il progetto di staccare l’economia saudita dal petrolio entro il 2030. Tutto questo però richiede risorse e pompare più petrolio rischia di farne precipitare il prezzo, vista la domanda piuttosto stabile.

Ecco che allora anche l’ondata di arresti  viene  ad avere una valenza molto positiva per le casse del Regno, dato che da soli i primi quattro personaggi sotto inchiesta valgono 33 miliardi di dollari ed in totale sono ben 1200 le persone a cui hanno bloccato i conti correnti.

Dato che la purga ha colpito una parte consistente della classe abbiente saudita si calcola che , in totale, le ricchezze sottoposte a sequestro raggiungano gli 800 miliardi di dollari. Questo andrebbe a compensare le riserve valutarie in calo del Regno, ridottesi lo scorso anno di ben 250 miliardi.

Quindi il principe Salman avrebbe abilmente raggiunto due obiettivi: cancellare l’opposizione pericolosa all’interno della famiglia allargata Saudita e raccogliere 800 miliardi necessari a finanziare la riconversione del Regno senza intaccare eccessivamente le riserve di petroli. Direi geniale.

Una vicenda politica che ci riporta al nostro rinascimento ed alle vicende  delle nostre familglie signorili, ma sullo sfondo di un possibile conflitto mediorientale che coinvolgerebbe Iran , Israele e Libano. Domenica è filtrato un cablogramma, riportato da Zerohedge, nel quale Israele comunicava alla sue sedi diplomatiche di essere pronte ad un conflitto bellico a fianco dell’Arabia e dei sunniti per il contenimento dell’espansionismo iraniano in Libano, Penisola Arabica e Siria. Una nuova inedita alleanza, di cui vedremo presto le evoluzioni.

 

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