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CROAZIA: PENE DA SOVRANITA’ PERDUTA (LOVE’S LABOURS LOST – W. Shakespeare)

(Il RE di Navarra…)
Voi tre, Biròn, Dumain e Longueville,
avete preso, sotto giuramento,
l’impegno a viver qui insieme a me,
miei compagni di studio, per tre anni
e d’osservare scrupolosamente
le regole sancite in questo scritto.
Ciascuno apponga, in calce al giuramento,
ch’è formulato qui, la propria firma,
e sia la stessa mano che ha firmato
a colpire l’onore di colui
che violi nel più piccolo dettaglio,
quanto è qui stabilito.
Perciò se vi sentite bene armati
a far le cose che avete giurato,
apponete la firma al vostro impegno
e preparatevi a tenervi fede.

(Pene d’amor perdute – W Shakespeare)

Shakespeare3
Il primo luglio 2013 la Croazia è entrata in UE e ha adottato l’euro (inteso per ora solo come metodologia tipica del cambio fisso, accordi per arrivare a….ovvero riduzione del deficit di bilancio, effettuazione di riforme per la riduzione del perimetro dello stato e riduzione dell’inflazione, perchè per la moneta unica debbono prima allinearsi e poi tra 24 mesi, forse, entrare!) per accordi precedenti ad oggi in cui l’Eurozona è un incubo. Questo passo, ora, avviene nel periodo peggiore della crisi economica mondiale tanto che il suo rapporto debito su pil ha già raggiunto il livello di soglia oltre il quale gli stati indebitatissimi non dovrebbero andare (il 60%), mentre addirittura per questi signori si pensava a limiti inferiori (40%)..

DEBITO SU PIL

Il quadro complessivo macroeconomico del paese è veramente peggiorato. e ora il paese ha deciso di scegliere la “stabilité”: la Ceaucescunomics.

PRODUZIONE INDUSTRIALE

Questa era la produzione industriale, quella che segue è l’andamento del commercio.

RETAIL SALES

Se vi ricordate Ceausescu ricorderete anche la brutta fine che fece. Come mai? Per gli stessi motivi che oggi colpiscono al cuore ogni “Sovrano” di ogni nazione dell’eurozona (Germania esclusa): l’austerità espansiva!

Il Conducator decise, un bel di, che il debito (estero) andava eliminato e per fare questo attivò un piano di austerity assolutamente rigido………
DEBITO ESTERO
(NB: debito estero della Croazia)
….al punto che pur di eliminare i consumi interni portò il paese a livelli di vita medioevali: niente elettricità, riscaldamento, consumi di merce estera, produzioni degli allevamenti (maiali) esclusivamente da destinare all’export.

Anche la Croazia si trova oggi in quella situazione, oltre al deficit pubblico da correggere e ad una bilancia commerciale da risistemare,
BILANCIA DEI PAGAMENTI
lo squilibrio nei confronti dell’estero rappresentato dall’indebitamento estero, ormai oltre il 110% del PIL nel 2012, rappresenta il maggiore elemento di vulnerabilità per l’economia croata. Nonostante il saldo di parte corrente sia previsto in sostanziale pareggio, il fabbisogno finanziario estero rimane significativo per via dell’indebitamento accumulato negli anni e la Croazia resta vulnerabile alla disponibilità di finanziamenti esterni con il reserve cover ratio stimato pari a 0,8.

grafico riserve croazia

 

Ceausescu, a suon di austerity portata all’estremo, dopo alcuni anni annullò completamente il debito estero. Sarebbe stato un grandissimo dirigente Prussiano! Peccato per lui che la gente si arrabbiò un tantino e gli riservò un trattamento completo (barba e capelli).

Ma torniamo alla nostra:

BANDIERA
Lo Staff della UE lo scorso 25 febbraio al termine della visita ispettiva segnalava:

1) Debolezza della domanda esterna e mancanza di fiducia di imprese e consumatori;
2) Il programma di riforme strutturali deve accelerare;
3) il consolidamento fiscale progressivo dovrebbe continuare;
4) Il settore finanziario va preservato e deve tornare ad assistere l’economia.

Ecco, queste importanti sfide economiche (pro cicliche) che tanto fanno bene al popolo diventano fondamentali. Alla Croazia viene comunque chiesto di fare le riforme strutturali per migliorare la competitività e rilanciare la crescita a medio termine (perché si sa che le riforme strutturali richiedono tempo per dare frutti mentre invece vanno attuate rapidamente).

Ecco cosa veniva chiesto nel dettaglio per la seconda metà del 2013:

Sistema pensionistico
La rapida attuazione di riforme del sistema pensionistico richiede di portare l’età pensionabile a 67 anni per gli uomini e le donne a un ritmo di sei mesi all’anno. Stop all’indicizzazione delle pensioni privilegiate e stringere il controllo dell’abusato sistema circa le pensioni di invalidità .

Il mercato del lavoro
Le modifiche previste in questo campo mirano a migliorare il funzionamento del mercato del lavoro e puntano ad essere ancora più ambiziose:
– riduzione dei costi di assunzione e di licenziamento, anche per scarso rendimento,
– consentire alle imprese di uscire da contratti collettivi settoriali onerosi,
– facilitare gli accordi tra le parti sociali per portare la remunerazione del lavoro in linea con le condizioni del business.

Il consolidamento fiscale deve andare avanti
L’attuale traiettoria del debito pubblico è insostenibile, i costi di interesse sono in rapido aumento, il governo deve attuare rapidamente politiche di aggiustamento che portino il bilancio su un sentiero di consolidamento. Il bilancio 2013 ha bisogno di misure aggiuntive oltre al recente annuncio di un taglio annunciato del 3 per cento dei salari nel settore pubblico. Urgono risparmi nella spesa pensionistica e nella spesa sanitaria.

Rafforzare la stabilità finanziaria, sostenendo la ripresa della crescita del credito
La missione chiede un aumento graduale di disponibilità bancarie contro le sofferenze e chiede che le banche concedano nuovamente credito all’economia. Parallelamente, servono ulteriori sforzi per migliorare il funzionamento del sistema giudiziario e rendere le procedure fallimentari più efficienti e più veloci.

E da allora cosa è accaduto?
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MESE DI OTTOBRE 2013: (ANSA) – ZAGABRIA – Il deficit della Croazia ha raggiunto a fine settembre 1,77 miliardi di euro. Il ministro ha detto che lo sforamento del deficit di quasi 440 milioni di euro è dovuto a un risanamento straordinario del sistema sanitario che non era pianificato. ”Se non ci fosse stata questa spesa inattesa il deficit sarebbe rimasto nei limiti previsti, sotto il 4% del Pil”.

Le entrate dello Stato croato nei primi nove mesi del 2013 sono state del 2% inferiori rispetto all’anno scorso, mentre le spese sono risultate del 3,5% superiori. Per questa ragione sarà necessaria una manovra correttiva.
Il ministro ha ribadito che nel 2014 la Croazia non potrà contenere il suo deficit, che sarà superiore al 5% del Pil, e dovrà di conseguenza attendersi una procedura per infrazione da parte di Bruxelles. ”Il costo sempre più alto per gli interessi sul debito e i 620 milioni di euro di trasferimenti verso l’Unione europea, di cui Zagabria fa parte dal primo luglio, non ci permettono di ridurre il deficit”, ha spiegato Linic.
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Ed infatti, secondo alcuni esperti il deficit Croato potrebbe raggiungere il 6 per cento nel 2013, quindi, arriverà la famosa procedura d’infrazione per deficit eccessivo.
I Croati sanno benissimo, un aggiustamento troppo rapido avrebbe un impatto negativo su economia nel breve e su occupazione. Per questo motivo le decisioni difficili sono mal digerite dalla politica (Pene da Sovranità Perduta).

Ed è per tale motivo che oggi, secondo l’ultima ispezione della UE pubblicate il 5 novembre “l’Unione non crede più alla Croazia”!

 

BUDGET DEL GOVERNO

La tanto amata spesa a deficit, croce e delizia dei politici sempre in bilico tra il populismo e l’europa!

Arriviamo infine a Dicembre e malgrado le pressioni esercitate dal FMI e dalla Commissione Europea per il contenimento del deficit pubblico e il completamento del processo di privatizzazione, il primo invece di  ridursi vola e il secondo non è da meno. C’è ancora un’alta presenza di imprese pubbliche nell’economia croata. Anche se è vero che alcune imprese private mantengono posizioni dominanti in settori importanti (quali la grande distribuzione e l’agro-alimentare) il settore pubblico continua ad assorbire tantissime risorse. Gli articoli giornalistici Croati, quindi, riportano i seguenti annunci:

– Grcic: Nei prossimi tre anni il deficit deve essere inferiore al 3% del PIL (12-12-2012 – Agenzia Balcani)
Zagabria – Il Vice Presidente del Governo croato ed il Ministro dello Sviluppo regionale e dei Fondi europei, Branko Grcic, ha dichiarato che il 2014 sarà un anno molto difficile e che nei prossimi tre anni, bisognerà ridurre il deficit dello Stato al di sotto del 3% del Prodotto Interno Lordo (PIL) …..(Pene da Sovranità Perduta).

– Gli stati dell’Unione Europea cadono uno dopo l’altro come dei birilli: ieri la Slovenia, oggi il disastro della Croazia (13-12-2013 – Agenzia Balcani).
ZAGABRIA – La privatizzazione dell’unica banca ancora di proprietà statale in Croazia, la Hrvatska postanska banka (Hpb), dell’austriaca Erste&Steiermärkische bank (Esb) che per il 99 per cento delle azioni della Hpb ha offerto 105 milioni di euro, è stata ritenuta bassa, rispetto ai 150-200 milioni della stima per una banca che opera bene”. ”La Hpb resta per ora in mani pubbliche e manterrà la sua posizione sul mercato finanziario croato”, E siamo già a due privatizzazioni fallite in Croazia nelle ultime settimane. Per la vendita del 49% della compagnia aerea di bandiera croata, la Croatia Airlines (Ca), non era pervenuta nessuna offerta.

Insomma, la Croazia ha aderito alla UE da Luglio 2013 sperando che avrebbe appreso l’arte di gestire alla tedesca le finanze pubbliche, che avrebbe incrementato il commercio e gli investimenti nella nazione ed invece, per ora, ha solamente accumulato fallimenti e guai!

La Croazia necessita di grandi aiuti perché nella nazione la disoccupazione è alta ….
TASSO DI DISOCCUPAZIONE
….e dopo la contrazione del PIL del 6% nel 2009 e dell’1,4% nel 2010, l’economia è rimasta ferma
nel 2011 prima di una nuova caduta nel 2012 (-2,0%) dovuta ancora prevalentemente alla debolezza della domanda interna. Il Paese non è ancora uscito dalla recessione in cui è entrato nel 2009..

La posizione geografica è ottima e il costo del lavoro è basso. Il turismo è il settore trainante, più importante, ad alta crescita, ma gli altri settori, correlati (edilizia , infrastrutture stradali e ferroviarie) e non (gli altri) ancora stentano e forse nel medio termine potranno vedere una certa crescita se l’economia mondiale riprenderà e se funzioneranno le riforme già fatte:

– il taglio alle tasse delle persone fisiche:

TAGLIO TASSE

– l’aumento dell’IVA al 25%

IVA

– le misure per la produttività del 2012:

PRODUTTIVITA'

Adesso io mi chiedo….

…. riusciranno Biròn, Dumain e Longueville a tener fede al giuramento fatto al Re di Navarra, impegno preso quando ancora si sentivano bene armati a far le cose che giurarono, sottoscrivendo i ben noti trattati?

Se dovessero riuscirci, superando i rimpianti per la sovranità monetaria perduta, sarebbe vero amore. Sarebbe inutile cercare un perchè, è già tutto scritto. Se ciò fosse, chi meglio del “Grande Bardo” può permetterci di capire il perchè? Perché, cioè, nonostante le sofferenze del popolo, le classi dirigenti insistono su scelte da “Eurimberga”?

“L’amore non è amore se si altera di fronte a degli ostacoli. Oh no, è un punto fissato per sempre che osserva le tempeste e non ne è mai scosso. È la stella cui si riferisce ogni barca alla deriva”.

(William Shakespeare)

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Maurizio Gustinicchi

  Economia 5 Stelle

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