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Confindustria , Sindacati Governo alleati con Renzi e UE ? (DI MARCO MACCIS)

 

 

monti-camusso

Confindustria , Sindacati Governo alleati con Renzi e UE ?

L’ignoranza criminale e inconsapevole dei sindacati , spinge i lavoratori a diventare servi , senza diritti e speranza per il futuro , il fenomeno è descritto perfettamente in un articolo di Luigi Pecchioli del 1 maggio 2016

https://scenarieconomici.it/lignoranza-criminale-dei-sindacati-ovvero-degli-spingitori-di-lavoratori/

nelle assemblee sindacali o scioperi a cui ho partecipato per solidarietà , queste parti collaborazioniste più che parti sociali non orientano i lavoratori a denunciare le Cessioni Illegittime di Sovranità che mirano alla distruzione della domanda interna di lavoro , non si pongono domande sul perché si delocalizza , o perché vengono firmati dei contratti di prelazione a favore di multinazionali statunitensi ….

Vediamo come questa distruzione dei diritti avviene :

Rapporti con le aziende: in questi anni, dopo la sciagurata concertazione, si è sviluppato un forte legame tra aziende e sindacati, il legame non è solamente fatto da connivenze, quello, anche se deplorevole, è possibile in quanto si tratta di organizzazioni fatte da uomini (anche se dovrebbero essere delle eccezioni e non una regola), mi riferisco ai rapporti economici e ve ne cito alcuni:

Fondi Pensione

per esempio COMETA è un fondo negoziale costituito come forma di associazione il 21 ottobre 1997 per un accordo tra le organizzazioni di categoria delle imprese (Federmeccanica, Assistal e Intersind) e dei lavoratori (Fim, Fiom, Uilm e Fismic).

I patronati:

Sono degli enti di assistenza sociale senza fini di lucro, costituiti e gestiti dalle confederazioni o dalle associazioni nazionali dei lavoratori, che hanno l’obiettivo di informare, assistere e tutelare i lavoratori dipendenti e autonomi, i pensionati e i singoli cittadini (a pagamento o retribuito dallo stato che siamo sempre noi).

FAPI

Fondo Formazione PMI è un’associazione costituita da Confapi, CGIL, CISL, e UIL per promuovere le attività di Formazione Continua dei dipendenti delle PMI (si parla di soldi).

Di questi torbidi legami c’è ne sono tantissimi e spiegano il motivo per il quale i sindacati attualmente svolgono il ruolo di moderatori nelle vertenze aziendali,

proprio perchè esiste un intreccio di interessi tra aziende governi e sindacati.

Allo sciopero generale svolto il 9.06.2016 a Vicenza ,infatti , il mantra del sindacato era “Contratto , Contratto , Contratto “ riferendosi al contratto nazionale che vede i salari fermi da anni e chiedono di contrattare con Finmeccanica.

Alla mia domanda “ Siete favorevoli all’uscita dall’euro , causa distruzione della domanda interna di lavoro “ Landini non ha risposto, e Paolo Ferrero afferma di non voler uscire dall’euro. Non sono allora in contrasto con Giorgio Cremaschi che a maggio 2016 dichiarava pubblicamente fuori dall’euro e dalle politiche neoliberiste?

Ricordiamo che:

Roberto Nardella (ALI Foggia) scrive qui su Scenarieconomici:

Sappiamo che nei paesi avanzati il costo medio di un prodotto è formato grosso modo così:

70% costi da lavoro

20% materia prima

10% energia

Negli emergenti invece:

50% materia prima

25% energia

25% costi da lavoro

Penso che capirete da soli dove dovrà arrivare la quota salari occidentale per essere competitivi con Cina, India ecc.”

La globalizzazione per come è stata impostata è esattamente questo, abbassare i livelli sociali dei paesi più avanzati in tal senso e non migliorare il livello sociale dei paesi più indietro.

Huffingtonpost , scriveva che un pressing di Palazzo Chigi sul nuovo management delle società controllate dal Tesoro per avviare una possibile uscita da Confindustria, sulla scia della Fiat di Sergio Marchionne.

In ballo ci sono oltre 25 milioni di euro all’anno versati come contributi da Eni, Enel, Poste, Finmeccanica e Ferrovie.

Il manager più sensibile alla richiesta di Renzi di lasciare Confindustria sembra sia il numero uno di Finmeccanica Mauro Moretti, che già ai tempi delle Ferrovie aveva mostrato una certa insofferenza alle liturgie confindustriali.

Nel 2014 Confindustria richiamò il governo pe non aver menzionato, neppure con un minimo accenno, il nodo dei debiti della pubblica amministrazione, senza nemmeno un richiamo alla “scommessa” fra Squinzi e Renzi. Minimi riferimenti alla sfida sulla riduzione del cuneo fiscale, partita che ha visto Confindustria soccombere di fronte alla decisione del Governo di puntare quasi tutto sugli sgravi Irpef ai lavoratori – i famosi 80 euro.

Veniamo ad oggi: Boccia suggerisce al Governo di non farsi incantare dalle sirene che suggeriscono l’aperta violazione delle regole comunitarie per non essere sanzionato dai mercati… Prudenza, dunque, la stessa linea che il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha sempre indicato per i problemi atavici dei conti pubblici italiani, cioè il debito e il deficit.

Però un altro tema lega Boccia e il Governo, quello della ricetta per le relazioni con i sindacati. I rapporti tra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil sono ai minimi storici dopo che è saltato il tavolo sui contratti. Ora Boccia propone di fatto un ‘do ut des’: nessun gioco al ribasso sui salari, ma se si vogliono aumentare gli stipendi bisogna riscrivere le regole della contrattazione collettiva e soprattutto occorre puntare sulla produttività. Il neo presidente non ci gira intorno e propone uno “scambio” appunto tra salari e produttività. E’ proprio quest’ultimo elemento uno dei cardini che sta caratterizzando le politiche economiche e del lavoro di palazzo Chigi: spostare il baricentro verso la produttività e la contrattazione di secondo livello, quella aziendale e territoriale. Su questo tema, tuttavia, Boccia auspica un accordo tra le parti sociali, senza l’intervento del legislatore. Il nuovo corso di Confindustria prende il via. E Matteo Renzi, da oggi, ha un nuovo e importante alleato.

Ma scusate !!!! Non è esattamente la stessa agenda politica che ci viene imposta così come riportata nella lettera della BCE dell’agosto 2011 al Governo Berlusconi, ma applicata da Monti, Letta e Renzi, e nello studio di J.P. Morgan del maggio 2013 che Renzi sta applicando ora?

Veniamo alla speranza del presidente dei Giovani Industriali di Confindustria espresse al governo Renzi “I governi li vogliamo valutare per quello che fanno e per gli effetti che hanno sull’occupazione, sul fisco, sulla burocrazia e vogliamo che chi li guida lavori su questi aspetti e soltanto su questi”

Poi continua …. In un altro passaggio, il leader dei giovani industriali ha ricordato che l’Italicum «chiude 10 anni di rinvii e ci dà una legge elettorale che favorisce la stabilità», auspicando quindi un completamento dell’intervento riformatore « non solo con le riforme costituzionali ma anche con una legge sui partiti». L’auspicio è che il Parlamento approvi una legge con «poche regole chiare sull’ordinamento democratico, controlli della Corte dei conti e, soprattutto, bilanci trasparenti».

Mi colpisce poi questa frase sempre del presidente dei Giovani Industriali

«Il tempo del “piove governo ladro” è finito. Sporchiamoci le mani. Dobbiamo sporcarcele con il lavoro per cambiare il sistema». Dal palco del 45esimo convegno dei giovani di Confindustria, il presidente Marco Gay ha lanciato un invito alle imprese e alla politica ad assumersi le proprie responsabilità per «costruire il domani». Le mani bisogna «Sporcarcele di buono – ha detto nella relazione introduttiva – quello delle fabbriche e quello della cosa pubblica, dell’impegno, della passione e della giustizia».

La visione politica del presidente Marco Gay a me sembra evidente , servilismo assoluto alle politiche neoliberiste e perseguimento della stabilità dei prezzi che ha come obbiettivo ridurre i salari e la domanda interna di lavoro , distruzione dello stato sociale .

Con il QE accade in Italia dove , nel 2015 secondo i dati della Consob, le imprese hanno raccolto in borsa 4,6 miliardi , ma hanno restituito (principalmente tramite dividendi ) 20,8 miliardi .

Chi si è avvantaggiato ? Il lavoratore ? La PMI ? Il pensionato ? Il paziente ?

Ve lo spiega il presidente emerito della Corte Costituzionale Paolo Maddalena

https://www.youtube.com/watch?v=ERs6GT141R4

giudicate voi se questo non è un colpo di stato.

Vedo un Presidente dei Giovani Confindustria che fintamente invita  fintamente la classe dirigente al suo Convegno.

Vedo un Presidente dei Giovani Confindustria che ha già deciso che linea prendere.

Vedo un Presidente dei Giovani Confindustria che probabilmente è stato messo lì da un partito di governo.

I sindacati non sono mai stati così in crisi, sono praticamente spariti.

Da 20 anni in Italia si fanno leggi per la Confindustria, e le imprese italiane sono tutte scappate all’estero.

Un’autocritica Confindustria la può fare?

Il job-act ha creato la precarietà a vita e di fatto abrogato l’art. 18.

Il prezzo del lavoro è bassissimo, il più basso d’Europa.

La disoccupazione fa precipitare a ribasso le condizioni per lavorare a svantaggio dei lavoratori.

Cos’altro vogliono ancora?

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