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La Costa Concordia ha creato più lavoro di mille promesse della politica: considerazioni sull’insegnamento tratto dal disastro

Piu potè Schettino per incrementare l’impiego in Italia che mille politiche governative: prima l’isola del Giglio con le frotte di turisti anche fuori stagione a vedere il relitto semisommerso, poi Genova per la demolizione. In effetti il comandante Schettino rappresenta bene l’Italia: codardo ma capace, arrogante e geniale. Ha iniziato con l’affondare per una sciocchezza l’ammiraglia della Costa Crociere, poi facendo una manovra di appoggio agli scogli che è al limite dell’impossibile ha salvato migliaia di persone (non commentiamo il suo abbandono della nave mentre rischiava di inabissarsi). Schettino rappresenta bene gli italiani, anch’essi geniali ma mediamente senza coraggio – gli ignavi di dantesca memoria -, non direi arroganti ma certamente incapaci di guardare all’interesse comune se non “incidentalmente”. Ora Schettino con la demolizione della Concordia ha finito per creare 1000 inattesi posti di lavoro a Genova grazie al un contratto di 100 milioni di euro per la demolizione, con conto pagato dalle assicurazioni (estere).

Ma cosa rappresenta la demolizione della Costa Concordia, oltre alla sopravvivenza di un migliaio e passa di famiglie genovesi per almeno un paio d’anni? In soldoni la Concordia rappresenta l’equivalente di una piccola multinazionale che trasferisce valore dall’estero all’Italia. Insomma, un po’ come fa ENI che prende petrolio dai paesi in via di sviluppo a basso prezzo e trasferendoli sui mercati globali a prezzi elevati occupa migliaia di persone nel mondo con i propri proventi, soprattutto in Italia dove c’è la sede. Ecco, mi sembra suoni bene: la demolizione della Concordia rappresenta l’equivalente di un asset nazionale.

Forse da questo parossismo, perfettamente centrato nella sostanza al di fuori della tragicità dell’evento, ben si capisce l’importanza di avere situazioni ed aziende che permettono di occupare in Italia grazie alla competenza nel proprio lavoro. Si, perchè in campo cantieristico navale l’Italia ad esempio eccelle (Fincantieri, Gruppo Ferretti già venduto ai cinesi…), come eccelle nell’ingegneria (Saipem), nella manifattura del lusso (si sprecano gli esempi), nella meccanica di precisione etc. Non è notizia solo di questi giorni che gli stranieri sono alla finestra in attesa delle privatizzazioni delle aziende nazionali, possibilmente a saldo. Privatizzazioni volute dall’Europa dell’euro austero, si intende…

Si noti che per mantenere in piedi e per “fertilizzare” la nascita di manualità e competenze specialistiche atte a fare “lavori di fino” è sempre necessaria l’industria pesante, perno attorno a cui ruota l’economia: acciaierie, aziende automobilistiche, cementifici e via discorrendo… Senza la Fiat non sarebbe nato lo stile delle forme mobili italiane, probabilmente senza l’acciaio la Fiat non avrebbe avuto lo sviluppo che conosciamo. Appunto, l’acciaio è veramente cruciale, anche per la costruzioni di navi come la Concordia. Non posso dimenticare la causalità del fatto che l’attacco al governo che stava sullo stomaco dell’Europa, quello dell’incontrollabile Berlusconi [per l’Europa tedesca era una spina nel fianco, a partire dalla sua partecipazione alla guerra in Iraq come principale alleato USA dopo gli UK mentre Francia e Germania restavano a casa], sia coinciso con l’attacco al cuore dell’acciaio italiano, l’Italsider dei Riva: eh si, i Riva erano anni che inquinavano ma nessuno sa spiegarmi perchè l’attacco al gruppo siderurgico sia partito proprio e casualmente nel momento economicamente più difficile della Repubblica, per altro coincidente con l’attacco ad un pezzo super-strategico degli interessi nazionali, la Libya di Gheddafi. Ricordo ancora il caso Thyssen in Italia, che tutta la popolazione associa all’incidente di Torino che ha ucciso un numero inaccettabile di persone a causa della manutenzione scientemente non fatta sugli impianti per risparmiare. Bene, tale manutenzione non fu fatta anche perché i tedeschi già pianificavano la chiusura di tale sito produttivo: è notizia di questi giorni che il colosso tedesco si appresta a chiudere anche l’altoforno di Terni, certamente parte del patrimonio nazionale, una volta chiuso l’acciaio speciale italiano sarà perso per sempre. Ossia, letta in altro modo economicamente più convincente, i tedeschi stanno chiudendo le acciaierie italiane a causa di eccesso di produzione globale con il fine di tenere aperte le loro acciaierie che producono lo stesso prodotto in Germania. Se non ci credete guardate l’immagine seguente (e vedete il riferimento in calce, da Il Sole 24 Ore):

21ago2013-2

Questo vuole essere solo un esempio, la radice del messaggio che voglio dare è invece più perentoria, sebbene ripetitiva per chi scrive: io resto contrario a questa Europa a trazione tedesca solo per il fatto che si sta facendo costantemente leva su tutte le singole debolezze dei paesi periferici – e per l’Italia sono davvero tante – per portare acqua e soprattutto ricchezza al mulino tedesco. Il successo nel recupero della Concordia è davvero un bel messaggio, alla faccia dei “portasfiga” d’oltralpe [noblesse oblige].

Io dico no, non ci sto e sto attuando di conseguenza: lo strumento per me più semplice è boicottare nei propri consumi e nelle proprie scelte TUTTI I PRODOTTI TEDESCHI che non occupano in Italia.

Questo è l’unico strumento rimasto agli italiani per fare quello che la politica non ha il coraggio di fare [uscire dal questo euro che avvantaggia solo la Germania, ndr], ritornando al saggio messaggio del nonno adattato ai tempi attuali che tante volte ho sentito ripetere in giovinezza: COMPRA ITALIANO! Ma questo messaggio sarà il leit motiv dei miei prossimi interventi…

A breve faremo assieme una digressione su quali prodotti tedeschi occupino direttamente o indirettamente nel Belpaese, in modo da agevolare la scelta.

Meditate gente, meditate

Mitt Dolcino

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Riferimenti:

http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2014-05-29/ecco-re-acciaio-mondiale-il-riassetto-gruppo-riva-scivola-classifica-090530.shtml?uuid=ABksr6LB

 

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