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Come risolvere le emergenze senza debito

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2026-04-09_Camera_Fabio Conditi_Moneta Positiva

C’è qualcosa di curioso nel modo in cui affrontiamo la crisi energetica. I prezzi salgono, le bollette esplodono, le imprese arrancano e le famiglie tagliano i consumi… e la risposta dello Stato è sempre la stessa: qualche bonus, qualche sconto temporaneo, qualche miliardo “trovato” con fatica, spesso in ritardo rispetto all’emergenza.

Poi, inevitabilmente, arriva la frase magica: “Non ci sono le coperture”.

Che, tradotta, significa: le risorse reali ci sarebbero – imprese pronte a lavorare, tecnologie disponibili, lavoratori da impiegare – ma non possiamo attivarle perché i numeri nei bilanci pubblici non lo consentono.

È un paradosso tutto italiano (ed europeo): abbiamo i mezzi per intervenire, ma non lo facciamo perché non abbiamo il modo “contabile” per farlo in tempo utile.

Nel frattempo, però, l’economia reale non aspetta. Le imprese energivore riducono la produzione o chiudono, i prezzi aumentano, l’inflazione si diffonde lungo tutta la filiera e lo Stato, invece di incassare più gettito, si trova con meno entrate e più spese. Un capolavoro di inefficienza: si risparmia oggi per spendere molto di più domani.

Eppure, lo strumento per uscire da questo corto circuito esiste già. Non è una teoria esotica, non è una moneta alternativa, non è un salto nel buio. È qualcosa che lo Stato utilizza da anni: i crediti d’imposta cedibili.

Sì, proprio quelli già visti con i vari bonus edilizi (con tutti i loro problemi di gestione, non di principio), ma con una differenza fondamentale: usarli in modo strutturato e mirato, invece che emergenziale e disordinato.

L’idea alla base del SIRE (Sistema Integrato di Risparmio Erariale) è estremamente semplice: se il problema è il costo dell’energia, lo Stato può ridurlo subito concedendo a imprese e famiglie crediti d’imposta cedibili pari a una parte delle bollette. Non tra sei mesi, non dopo un decreto attuativo, ma subito.

In questo brevissimo video spiego come il SIRE può essere facilmente utilizzato con la Tessera Sanitaria sui POS commerciali.

Le imprese ricevono questi crediti e possono:

  • usarli per pagare le tasse future;
  • cederli a fornitori o banche;
  • utilizzarli negli scambi economici.

Risultato? Liquidità immediata, costi ridotti, attività produttiva che continua invece di fermarsi.

E qui arriva il punto che manda in tilt molti commentatori: ma quanto costa tutto questo allo Stato?

Risposta controintuitiva: molto meno di quanto costa non farlo.

Perché se un’impresa chiude o riduce drasticamente la produzione:

  • smette di pagare imposte;
  • riduce l’occupazione;
  • taglia gli investimenti;
  • contribuisce alla spirale inflattiva.

Al contrario, se continua a produrre grazie a un intervento tempestivo:

  • genera reddito;
  • mantiene i livelli occupazionali;
  • continua a pagare tasse.

In altre parole, il credito d’imposta non è un “regalo”: è un anticipo fiscale che serve a tenere in vita la base imponibile futura.

Dal punto di vista europeo, poi, il tema è molto meno scandaloso di quanto si voglia far credere. Il Manuale del Deficit e del Debito Pubblico aggiornato nel 2022 da Eurostat chiarisce che i crediti d’imposta cedibili, se strutturati correttamente, non sono debito pubblico e, in determinate condizioni, non incidono nemmeno sul deficit al momento dell’emissione.

Tradotto: lo strumento esiste, è riconosciuto e può essere utilizzato senza violare i trattati.

Serve solo decidere di usarlo bene. Il vero nodo, quindi, non è tecnico. È culturale e politico.

Preferiamo continuare a rincorrere le emergenze con strumenti lenti e insufficienti, oppure vogliamo dotarci di un meccanismo che consenta allo Stato di intervenire subito, quando serve davvero?

La crisi energetica è il banco di prova perfetto. Perché mostra in modo evidente che il tempo è una variabile economica fondamentale: intervenire sei mesi dopo non è la stessa cosa che intervenire oggi. Nel primo caso si gestiscono i danni. Nel secondo si evitano.

Ed è esattamente qui che il SIRE cambia prospettiva: non più “quanto possiamo spendere”, ma “quanto possiamo evitare di perdere”.

Di tutto questo si discuterà nel convegno “Una proposta di legge per finanziare le emergenze senza debito”, che si terrà giovedì 9 aprile 2026, alle ore 15:00,  presso la Camera dei Deputati, nella Sala del refettorio di Palazzo San Macuto, trasmesso in diretta streaming sul Canale YouTube Moneta Positiva e anche sul Canale 262 del digitale terrestre di ByoBlu.

L’ingresso in sala è riservato a politici, giornalisti, rappresentanti di associazioni e gruppi portatori di interesse, o chi aderisce al Movimento Un Mondo Positivo, chi possiede questi requisiti, può richiedere di partecipare scrivendo a moneta.positiva@gmail.com

Un’occasione utile non solo per approfondire uno strumento tecnico, ma per aprire un dibattito più ampio: come uscire da una gestione perennemente emergenziale e iniziare finalmente a governare le crisi invece di subirle.

Perché, alla fine, la vera domanda è semplice: vogliamo continuare a dire “non ci sono le coperture”… o iniziare a costruirle in modo intelligente?

Fabio Conditi
Presidente dell’associazione Moneta Positiva
fondatore del Movimento culturale Un Mondo Positivo
https://unmondopositivo.it/

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