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COME LA BCE, OGGETTIVAMENTE, STA RIDUCENDO IL DEBITO DI CERTI STATI E NON DI ALTRI

 

 

Questa settimana 1200 miliardi di titoli di stato, 700 miliardi dei quali in un solo giorno, sono passati ad avere un rendimento nominale negativo. Quindi ci sono altri 1200 miliardi di dollari di titoli mondiali il cui valore viene a calare nel tempo, non ad incrementarsi:

Questi tassi negativi sono figli del “Whatever it  takes 2” di Mario Draghi, con cui si sono prospettati nuovi ribassi dei tassi ed un nuovo QE, ed anche dell’atteggiamento più morbido di Powell. Queste affermazioni hanno avuto un duplice effetto:

  • in generale ribassato i tassi di interesse;
  • in particolare, portato gli investitori a rifugiarsi nei titoli ritenuti più sicuri perchè la mossa ha dato quasi per certo l’arrivo di una recessione, con conseguente fuga verso investimenti sicuri.

Questo è avvenuto un po’ ovunque, con i titoli giapponesi che sono scesi da -0,12% del 18/6 al -0,17% del 20/06. Sui titoli europei l’effetto è stato ancora più dirompente:

Rispetto a fine anno 2018 il calo di interessi sui titoli di stato tedesco è stato dello 0,5%, quello dei francesi dello 0,7%. Soprattutto ha portato in campo negativo i rendimenti dei titoli, con un sostanzioso -0,32% per quelli tedeschi, -0,15% per quelli olandesi e -0,11% per quelli finlandesi. In questo modo la BCE sta agendo direttamente riducendo il debito di questi stati. Un tasso negativo riduce il debito. Ora la BCE non può acquistare i titoli sul mercato primario, ma può agire per creare le condizioni per ridurre il debito portando i tassi dei titoli al segno meno. Se la letteraa delle norme viene rispettato, non lo è lo spirito. Inoltre questi tassi negativi nominali sono solo a favore di certi titoli dell’area euro, e si lascia al mercato, o meglio alle distorsioni del mercato, decidere quali. Tra l’altro con un’inflazione al 1,4% il tasso reale tedesco è -1,72%.

La base di questa distorsione è anche la necessitò delle riserve tecniche delle assicurazioni che devono essere investiti in titoli con rating massimo, ma il rating non è deciso da enti esterni, da, per esempio, una serie di società di lucro, se agenzie di rating, che,  senza criteri chiari, decidono quale debito debba calare e quale no.

Insomma la situazione attuale mostra le contraddizioni e le distorsioni di questo sistema economico e finanziario, delle norme che lo regolano, e delle norme europee che, alla fine, sono dietro tutto questo sistema. Lascio a voi le cconclusioni.

 

 

 


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