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CITTA’ ALLAGATE? SENZA SOLDI NON SI FA NULLA, INDIPENDENTEMENTE DAL COLORE POLITICO

 

 

 

questo weekend è stato funestato dalle notizie degli allagamenti a Livorno ed a a Roma, con il solito assurdo contorno di accuse, contraccuse e polemiche. Se l’Italia, e soprattutto la sua politica, di qualsiasi colore, potesse ripagare i debiti con le battute e lo scarico di responsabilità non avremmo più un titolo di stato in circolazione.

La polemica è stata particolarmente forte perchè gli allagamenti e le tragedie hanno colpito due comuni governati dal M5s, Livorno e Roma, ma facciamoci una domanda: sarebbe cambiato qualcosa se le amministrazioni locali fossero state di qualsiasi altro colore, verde , rosso, blu, grigio o a pois ?

Per rispondere prendiamo qualche dato dal recentissimo report della Cassa Depositi e Prestiti sull’indebitamento delle amministrazioni locali. In questi ultimi 10 anni , a fronte di un debito pubblico in crescita, qualcuno ha fatto dei grossi sforzi al risparmio:

Come vedete a fronte di un debito pubblico in continua crescita la quota delle amministrazioni locali è stata in continuo calo. Quindi le amministrazioni locali hanno fatto il vero risparmio, a fronte di uno stato sprecone Ad esempio basterebbe ricordare i 70 miliardi versati all’ESM per aiutare le banche franco tedesche ed i 20 miliardi del decreto salvarisparmio che non ha salvato nessuno, ed avremmo una cifra complessiva superiore a tutto il debito delle amministrazioni locali. Eppure sono proprio queste ultime  ad occuparsi principalmente dei servizi al cittadino e della tutela del territorio.

Vediamo in modo graficamente più rilevante il rapporto fra debito dell’amministrazione centrale e quello delle amministrazioni locali, e quindi come il debito si distribuisce fra le amministrazioni locali stesse:


Nel secondo grafico vediamo come i maggiori risparmi siano stati fatti dai comuni, cioè dagli enti più vicini e rilevanti per i cittadini. Questo spiega in modo tangibile perchè da un lato le nostre città siano così mal tenute , dall’altro come i cittadini sentano tangibilmente l’assenza di una mano pubblica. Notiamo come il debito delle provincie sia rimasto sostanzialmente stabile, a dimostrazione che l’abolizione dell’elezione dei consigli provinciali non ha portato ad alcun vero beneficio finanziario. Del resto non è che le funzioni di un ente scompaiano con l’ente stesso, e che con l’abolizione dei consigli provinciali scompaiano strade ed edifici scolastici da manutenere.

Vediamo anche l’andamento del rapporto debito /PIL per le amministrazioni locali

Se il debito pubblico seguisse lo stesso andamento rapporto al PIL di quello della PA Locale non esisterebbe un problema del debito. Il peso del debito al sud è essenzialmente dovuto al minor prodotto interno lordo ed al suo più forte calo durante la crisi.

Per concludere: senza soldi non si fa manutenzione, non si fanno opere pubbliche, non si fanno investimenti , non ci si prepara alle intemperie, non si danno servizi. Lo stato centrale, spendaccione, ha condannato alla fame le amministrazioni locali ed i risultati si vedono. Tutta la spending review, tutti i risparmi e le riduzioni dei debiti sono stati fatti sulla pelle degli enti che erogano servizi ai cittadini. Invece di queste stucchevoli, o rivoltanti, polemiche, gli amministratori locali si unissero per chiedere un cambiamento deciso di rotta forse potrebbero fare veramente l’interesse delle proprie comunità e dei propri cittadini, invece di continuare a beccarsi come i polli di Renzo (o di Renzi). Purtroppo l’arrivismo politico e l demagogia in Italia hanno superato il livello di guardia più di quanto facciano i fiumi in piena.

 

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