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Citazioni del giorno: il FMI sui negoziati debito greco di pagamento (2013), Keynes sui negoziati di pagamento del debito tedesco (1919)

Riprendiamo un articolo apparso su Real-World Economics Review Blog

E ‘cambiato qualcosa?

 

Il Fmi sulla Grecia, 2013:

Un modo per rendere l’outlook del debito più sostenibile sarebbe stata quella di tentare di ristrutturare il debito dall’inizio. Tuttavia,  non faceva parte del programma originale. Questo era in contrasto con il programma del Fondo in Uruguay nel 2002 e in Giamaica nel 2011, dove è stata annunciata la politica a supporto in anticipo …

Eppure in Grecia, alla vigilia del programma, le autorità avevano respinto la ristrutturazione del debito dipingendola come una “aringa rossa” che era fuori dal tavolo per il governo greco …

Infatti, la ristrutturazione del debito era stata considerata dalle parti ai negoziati, ma era stata esclusa dalla zona euro …

 Alcuni partner dell’Eurozona avevano sottolineato argomenti di tipo morale contro la ristrutturazione. Un pacchetto di salvataggio per la Grecia che la ristrutturazione del debito incorporato avrebbe avuto probabilmente difficoltà in corso di approvazione, come sarebbe necessario, da parte di tutti i parlamenti della zona euro….

Tuttavia, molti commentatori consideravano la ristrutturazione del debito come qualcosa di inevitabile. Con la ristrutturazione del debito fuori dal tavolo, la Grecia si trovo’ di fronte due alternative: di fare default immediatamente, o andare avanti come se la ristrutturazione del debito potesse essere evitata. Quest’ultima strategia è stata adottata, ma in caso, questo è servito solo a ritardare la ristrutturazione del debito e ha permesso molti creditori privati ​​di fuggire.

 

Keynes, ‘Le conseguenze economiche della pace’, circa i negoziati nel 1919 (Trattato di Versailles del dopoguerra):

Non appena si è ammesso che in realtà era impossibile per la Germania pagare le spese di entrambe le parti, e che lo scarico delle loro passività sul nemico non era possibile, la posizione dei ministri delle Finanze di Francia e Italia è diventata insostenibile.

Quindi una considerazione scientifica della capacità di pagamento della Germania è stata fin dall’inizio al di fuori dei tribunali. Le aspettative che le esigenze della politica erano quindi molto lontane dalla verità  ed è stato necessario ignorare i fatti del tutto.

Su una base di tanta falsità è diventato impossibile erigere qualsiasi politica finanziaria costruttiva, che era praticabile. Per questo motivo, tra gli altri, una politica finanziaria realistica e magnanima era essenziale.

 

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Segnaliamo questo articolo sul Sole 24 Ore: Fmi ammette: errori gravi e colpevoli ritardi nel salvataggio della Grecia

Qui alcuni estratti:

Con questa dicitura sulla copertina del rapporto il Fondo monetario internazionale ammette di aver sbagliato nel salvataggio di Atene: l’Fmi ha pesantemente sottovalutato i danni delle misure di austerità prescritte nel piano di salvataggio concesso alla Grecia.

Si tratta del secondo capitolo di quell’errore di valutazione sul peso delle misure di austerità che già aveva adombrato il capo economista Olivier Blanchard quando aveva ammesso che il Fondo aveva usato un moltiplicatore sugli effetti delle politiche recessive sulla crescita dello 0,5, mentre quello vero era dell’1,5. Il risultato? I salvataggi futuri non saranno legati a condizioni tanto distruttive quanto quelle che Atene ha dovuto affrontare.

Ma torniamo al documento del Fondo dove gli autori sostengono comunque che il salvagente lanciato nel 2010 ad Atene «ha dato più tempo all’area euro per costruire una cortina di protezione a beneficio di altri Paesi membri vulnerabili evitando effetti potenziali gravi per l’economia globale». Un aiuto che è costato 47 miliardi di dollari al Fondo, il maggiore aiuto rispetto alla grandezza del paese. In più occasioni, vari membri del Fondo, così come il numero uno Christine Lagarde, hanno detto apertamente che quel debito era «sostenibile». Ma dal documento confidenziale emerge una realtà molto diversa: che le incertezze legate al salvataggio greco erano «così significative che lo staff era incapace di garantire che il debito pubblico fosse sostenibile con una elevata probabilità».

Il Fondo ammette di essere stato troppo ottimista sulla capacità del governo greco di tornare ad accedere al mercato dei capitali. L’istituto guidato dall’ex ministro dell’Economia francese, critica a posteriori soprattutto i ritardi della ristrutturazione del debito greco, arrivato solo nel maggio del 2012, due anni dopo il via libera al primo salvataggio da 110 miliardi di euro: una ristrutturazione immediata sarebbe costata meno ai contribuenti d’Europa e avrebbe risolto prima i problemi di trasmissione del contagio. Ma la Germania era come paralizzata e timorosa di rompere un tabù: quello di aiutare un paese membro in crisi non di liquidità ma di solvibilità e quindi a rischio bancarotta. Ma comunque l’operazione di salvataggio ha permesso di guadagnare tempo e di costruire una cortina di salvataggio per proteggere i paesi vulnerabili ed evitare gli effetti severi a tutta l’economia globale. Magra consolazione. La Grecia ha pagato duramente per i ritardi e gli errori di valutazione del Fondo: una ammissione tardiva e inquietante.

 

 

Conclusioni: la Crisi attanaglia l’Europa da 5 anni, e la crisi della zona Euro e’ nel pieno da 3 anni. Ormai inizia ad essere chiaro (lo ammette perfino l’FMI) che la gestione della crisi e’ stata un fallimento assoluto, giocato in modo stupido sulle teste e spalle delle nazioni periferiche, imponendo loro azioni, sulla base di considerazioni economiche palesemente  fallimentari, dettate essenzialmente da valutazioni morali connesse alla politica interna della Germania. Versailles si ripete dopo un secolo, all’incontrario. Versailles non porto’ molto bene all’Europa, e le conseguenze di quelle scelte (anche allora dettate da criteri di politica interna delle nazioni vincitrici, e completamente avulse dalla razionalita’ economica).

 

By GPG Imperatrice

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