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“CIAO” RENZI: IL PIANO DI GUERRIGLIA DELL’UOMO INCOLLATO ALLA POLTRONA. La stanca farsa prosegue

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La farsa non è ancora conclusa. Dopo “Scuola di polizia I, II, II, IV , V”, abbiamo avuto “La crisi di governo più pazza del mondo I” e ora l’allegra compagnia Renzi ed ItaliaViva ci offrono l parte II.

Dato che per un buon sequel è essenziale un titolo ad effetto, tipo “Rambo III, la Vendetta” ecco che Renzi si è inventato “CIAO”, acronimo per “Cultura, Infrastrutture, Ambiente e Opportunità”, cioè la versione del Piano Nazionale di Resilienza e Ripresa (PRRR, a no scusate, PNRR)  preparata dai renziani e che si dovrebbe presentarsi come alternativo al piano predisposto dal governo.

Fare un piano migliore del pastrocchio preparato da Conte è molto semplice: una classe del Liceo ci riuscirebbe facilmente, per cui il piano CIAO è migliore di quello di Conte, come lo sarebbe qualsiasi documento. Si tratta però solo di documenti teorici, sia perchè il problema non è la fase ideativa, ma l’applicazione nell’Inferno burocratico creato negli ultimi venti anni, sia perchè la decisione finale è comunque della Commissione che può accettare anche il vergognoso piano Conte o respingere un piano presentato da Camillo Benso, conte di Cavour. Comunque è solo l’ennesimo pretesto per tirare il governo per la collottola.

Che cosa vuole Renzi? Dare un significato alla propria esistenza.  Il toscano esiste solo sulla base di due elementi:

  • la presenza televisiva e mediatica, anche sul nulla, per dar sfogo al proprio desiderio di protagonismo;
  • la capacità di arraffare posti per la propria corte dei miracoli.

Con la farsa della crisi di governo l’uomo di Rignano raggiunge questi obiettivi: comunque fa parlare di se, nel bene e nel male, e comunque apre la strada al collocamento di qualche proprio consulente o membro di CdA aggiuntivo. Con un nulla di rappresentanza nel Paese ha un ruolo strabordante.

Alla fine arriverà veramente alla crisi di governo? Quasi certamente no, è solo la solita commedia. La crisi potrebbe nascere solo se fosse certo che il risultato non sarebbero le elezioni anticipate, ma un governo nel quale potrebbe ottenere qualcosa in più, o magari garantirgli un seggio ministeriale. Quindi le possibilità di crisi sono, allo stato attuale, quasi nulle, al massimo un 10%., Per il resto è solo la solita farsa.

 

 


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