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CHI E’, VERAMENTE, IN DEFAULT? Una piccola provocazione agostana.

 

 

Ora vi proponiamo una piccola provocazione agostana. I siti di informazione generale, come Investopedia, definiscono Default di un titolo obbligazionario la situazione in cui “Il debitore non può ripagare in toto, alle scadenze determinate,  il capitale o gli interessi”. Chiaramente esistono definizione più coerenti dal punto di vista legale che si riferiscono al rispetto delle clausole contrattuali previste in un prestito obbligazionario, però in linea generale, diciamo così pratica, potremmo veramente intendere in questo modo un default: quando il debitore non può ripagare in toto capitale ed interessi.

Ora vediamo il rendimento dei titoli di stato tedeschi:

Questa carta mostra il rendimento dei titoli di stato tedeschi nel tempo. Il colore blu indica i titoli con rendimento positivo, quello arancio quelli con rendimento negativo. Attualmente il 95% dei titoli di stato tedeschi ha un rendimento negativo,  cioè se uno investe 100 in un titolo tedesco , ad esempio a 10 anni, riceverà al termine del periodo meno di quanto ha investito. Però questa è la definizione di default secondo il senso comune: il debitore non ripaga in toto il suo debito. 

La situazione economica europea, la mancanza di una politica fiscale, ci ha spinto verso un vicolo cieco in cui i titoli dei paesi finanziariamente più forti hanno rendimento negativo e quindi sono , oggettivamente, in default. Questo perchè la BCE non ha voluto aiutare chi ne aveva più bisogno, i titoli dei paesi con rendimenti più alti e sproporzionati, una situazione illogica che potrà terminare o con la fine della moneta unica o con una ridefinizione radicale delle politiche fiscali e monetaria.

Chiaramente questa è solo una provocazione….

 

 


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