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CARNEY (BoE): DOPO IL DOLLARO LA VALUTA DI RIFERIMENTO DEVE ESSERE UN MIX

 

Jackson Hole, dove si sono riuniti i banchieri centrali, sta rivelandosi interessante non solo per quello che dice Powell, voce molto attesa, ma anche per quello che dicono altri governatori presenti.

Mark Carney, il canadese governatore della Bank of England, ha scritto un discorso di grande interesse sulla necessità di riforma, a breve, medio e lungo termine del sistema finanziario e monetario mondiale. Molto interessante soprattutto il discorso sulla valuta di riferimento mondiale.

Attualmente il dollaro è la valuta dominante sul mercato degli scambi internazionali,ne più ne meno di quanto fosse nel 1944, quando furono presi gli accordi di Bretton Woods.

Ancora adesso con il 15% del PIL Mondiale gli USA sono l’aggancio di un terzo delle valute mondiali, la denominazione del 50% del fatturato mondiale ed in dollari sono espressi i 2/3 del debito dei Paesi emergenti e delle riserve mondiali. Il 70% del PIL mondiale è espresso da monete che, in qualche modo, sono agganciate al dollaro o lo usano come riferimento.

Questo viene a produrre dei grossi problemi di politica monetaria: il fatto che la fatturazione sia in dollari viene da un lato a trasmettere all’esterno la politica monetaria statunitense, dall’altro viene ad annullarne gli effetti. Se il dollaro rivaluta automaticamente aumentano i prezzi sia di output sia di input dei prodotti dei singoli paesi, da un lato accendendo le dinamiche inflazionistiche interne dall’altro però rendendo complessa la gestione della politica monetaria interna, e questo viene mostrato anche dal fatto che i tassi di interesse mondiali ormai si muovo quasi in modo sincrono, con scarti sempre minori. Una svalutazione del dollaro si trasmetterebbe, invece, sarebbe inefficace per rilanciare i saldi commerciali USA perchè, data la percentuale di fatturato espressa in dollari, si trasmetterebbe immediatamente alle merci importate o esportate espresse in dollari, annullandone quasi l’effetto. Questo spiega come sia così difficile per Trump riequilibrare le partite commerciali: essendo la svalutazione inefficace, non può che passare dai dazi.

Lo Yuan è molto lontano dall’essere una moneta di riferimento mondiale, nonostante l’enorme peso della Cina nell’ambito dei commerci ed il suo rilevante peso come paese produttore: infatti per essere valuta di riferimento è necessario essere anche rilevanti nell’ambito finanziario, facendo si che internazionalmente obbligazioni, prestiti ed altri prodotti finanziario vengano espressi in Yuan. Questo non è ancora accaduto. Inoltre sostituire lo Yuan al Dollaro porrebbe la Cina nella stessa non comoda situazione degli USA. La soluzione non può essere il passaggio da una valuta fiat ad un’altra, ma la creazione di una  valuta di riferimento mondiale che sia o agganciata a qualche elemento fisico oppure ad un insieme di valute. Quello che traspare è la creazione di una criptovaluta mondiale basata su un basket, idea che sembra maturata dopo la nascita di Libra (progetto attualmente in stand by) e che però si riallaccia, nelle sue radici, al Bancor di John Maynard Keynes. Questa potrebbe essere anche la soluzione per il riallineamento della bilancia commerciale degli USA, alternativa a quella politicamente devastante dei dazi. Se io svaluto devo  farlo rispetto ad un parametro di riferimento, perchè svalutazione o rivalutazione sono sempre concetti relativi, non assoluti, come invece sembrano pensare tanti (troppi..) italiani.

Mark Carney è candidato alla guida del FMI, e pare persona lucida, ben informata e di grande esperienza nella gestione delle politiche monetarie, fatto dimostrato nella sua posizione attuale alla guida della Sterlina britannica. Uomo di grandi doti, NON verrà scelto per la guida del Fondo, cosa classica in un mondo che non premia i meriti.

 


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