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C.H. Douglas: la pretesa del sistema bancario di avere la proprietà della moneta che crea è una pretesa di proprietà del paese

Il maggiore Clifford Hugh Douglas fu un ingegnere britannico, pioniere del movimento di riforma economica distributista basato sul credito sociale.
E’ un personaggio citato da John Maynard Keynes nel libro La teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta.


Tratto da Wikipedia:
Mentre stava riorganizzando il lavoro del Royal Aircraft Institut, durante la prima guerra mondiale, Douglas notò che il costo totale settimanale di merci prodotte era maggiore delle somme versate ai lavoratori sommando salari, stipendi e dividendi. Questo sembrava in accordo alla teoria marxiana del valore, che definisce tale differenza come plusvalenza.

Pensando di scollegare l’apparente tra il modo in cui scorreva il denaro e gli obiettivi sociali (“la consegna delle merci e dei servizi”, a suo avviso), Douglas ideò il modo cui applicare metodi di ingegneria per il sistema economico, prendendo spunto anche dal Racconto della finestra rotta.

Douglas raccolse dati da più di un centinaio di grandi imprese britanniche, e rilevò che in ogni caso, esclusi quelli della voce “fallimento“, le somme versate a titolo di stipendi, salari e dividendi erano sempre state inferiori ai costi totali dei beni e servizi prodotti ogni settimana: ciò significava che i lavoratori non erano stati pagati abbastanza per poter acquistare ciò che avevano prodotto. Ha pubblicato le sue osservazioni e conclusioni in un articolo in inglese dove ha suggerito: “che stiamo vivendo nell’ambito di un sistema di contabilità che rende la consegna delle merci e servizi in sé una impossibilità tecnica”.
Il motivo, Douglas concluse, è che il sistema economico è stato organizzato al fine di massimizzare i profitti per coloro che hanno il potere economico di creare inutili scarsità.
Tra il 1916 e il 1920, ha sviluppato le sue idee economiche, con la pubblicazione di due libri nel 1920: Democrazia economica e Il credito e la democrazia.

Liberare i lavoratori da questo sistema di potere d’acquisto che, in linea con la produzione, è diventata la base delle idee di riforma che divenne nota come “credito sociale”. Ci sono stati due elementi principali del programma di riforma di Douglas: un dividendo nazionale di ridistribuire la ricchezza per le classi più basse, e un meccanismo di adeguamento dei prezzi al fine di garantire che i lavoratori potrebbero acquistare ciò che potrebbero produrre. Libertà individuale, la libertà economica primaria, è stato l’obiettivo centrale della riforma di Douglas.

Douglas pronunciò questo importante discorso a Belfast, Irlanda del Nord, Regno Unito, il 24 novembre 1936, nel pieno della crisi economica degli anni 1930. Il discorso fu pubblicato sul giornale Social Credit del 4 dicembre 1936.


Il fatto centrale della crisi mondiale che stiamo attraversando può essere condensato in un paragrafo.
Ciò che gli abitanti del mondo vogliono e sono determinati ad ottenere è una quantità sufficiente di beni e servizi; non c’è una mancanza di beni e servizi, né attuale né potenziale, ma questi beni e servizi non possono essere ottenuti, se non tramite lo strumento del denaro, di cui vi è mancanza.
Questa mancanza di denaro non è in alcun modo naturale, nel senso di essere qualcosa di inevitabile [
come la grandine o un terremoto, NDT], ma è qualcosa di totalmente artificiale ed è il risultato di deliberate scelte politiche sul funzionamento del sistema monetario.

Il potere essenziale che le banche hanno acquisito è il potere di monetizzazione e di demonetizzazione della ricchezza reale. Vale a dire: il potere di creare ordinativi accettabili e accettati o domande verso il sistema produttivo e di distruggerli al momento del ritiro del denaro; e l’essenza della loro frode sulla civiltà non sta nella magnifica tecnica del sistema che impiegano, o anche nei ricarichi che applicano per l’uso di questi soldi che essi creano, anche se questi ricarichi, ovvero i loro tassi di interesse, possono in ogni caso essere considerati esorbitanti. L’essenza della frode è pretendere che il denaro che creano sia il loro denaro e la frode non differisce in nulla riguardo alla qualità, ma solo nella grande quantità rispetto alla frode della contraffazione.
Su istigazione del sistema bancario, vengono barbaramente comminate severe condanne al falsario che emette una banconota da dieci scellini, mentre viene nobilitato colui che emette denaro contraffatto tramite i metodi bancari per somme dell’ordine di centinaia di milioni.
Potrei rendere questo punto chiaro al di là di ogni dubbio? Il cuore del problema è la pretesa della proprietà del denaro. Ogni persona od ogni organizzazione che può praticamente creare somme di denaro a volontà equivalenti ai valori in prezzo di tutti i beni prodotti dalla comunità è il virtuale proprietario di questi beni e, quindi, la pretesa del sistema bancario di avere la proprietà della moneta che crea è una pretesa di proprietà del paese.


Tratto dall’archivio Social Credit
Traduzione a cura di Davide Gionco


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