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Brutti segnali dal debito pubblico USA: la peggior asta dal 2014

 

 

I timori inflazionistici sul dollaro hanno coinciso con una grossa asta di titoli di stato settennali, proprio ieri. Il risultato non poteva che essere disastroso, e infatti è andata proprio così.

Prima di tutto vi è stato un forte calo della domanda di titolo rispetto alle aste precedenti:

In media il rapporto domanda/offerta titoli è pari a 2,35. L’ultima asta ha visto il valore di 2,305. L’asta di ieri è pari 2,045 un valore così basso che non si vedeva da molti anni. L’indice che non c’è interesse per i titoli USA, per lo meno a questo livello di tassi d’interesse.

Anche gli ordini indiretti sono calati ai minimi storici, segno che vi è un minimo interesse da parte degli investitori stranieri.

Ovvio quindi l’andamento dei tassi d’interesse:

La carenza di domanda ha causato un picco nei prezzi dei titoli di stato USA che hanno toccato una punta pari all’1,6% prima di tornare a livelli inferiori, ma comunque elevati,  attorno ad 1,214%.

A questo punto la FED deve guardare con attenzione alle future aste dei titoli di stato USA e si troverà di fronte a due scelte:

  • lasciare crescere  l’interesse sui titoli di stato, aumentando le tensioni per il suo finanziamento e rischiando di far saltare la bolla finanziaria;
  • intervenire sui mercati e contenere gli interessi aumentando però lo stimolo monetario  e rischiando ulteriore inflazione, almeno sul valore degli asset, cioè di gonfiare ancora di più la bolla.

Una situazione non facile da risolvere…

 

 

 


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