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BITCOIN: ecco le possibili cause del flashcrash di questa notte. Cautela, sempre

Questa notte si è assistito ad un flashcrash di BTC, il primo serio da quando è iniziato un periodo positivo ai primi di aprile e probabilmente il primo collegabile al mondo dei derivati. Un elemento che dovrebbe metterci in guardi di fronte alla terribile volatilità di questo tipo di investimenti, soprattutto quando il mercato sembra preso da un periodo di euforia.

Iniziamo a vedere questo primo flashcrash da Coinmarketcap:

Questa caduta è successa in modo rapidissimo ed è partito con un ordine di vendita di Bitcoin dalle 3,45 e le 4,15 ora universale, cioè le 4,15 e le 5,15 ora dell’europa centrale. Il sassolino che ha fatto partire tutto è una vendita su Bitstamp per 5000 BTC, di per se una vendita di un valore non enorme (in quel momento sui 37 milioni di dollari), ma avvenuto in un momento di scarsa liquidità,e che ha causato quindi un calo sensibile dei prezzi sull’exchange (ringraziamo zerohedge):

Tutto avrebbe potuto risolversi in modo rapido e, pian piano, vedere una ripresa dei prezzi sull’exchange. Un evento simile, anche maggiore, era avvenuto su Kraken a fine aprile senza grossi problemi. Però Bitstamp conta per il 50%, l’altro 50% è Coinbase Pro, nell’indice su cui si basano i derivati di Bitmex il più grande mercato dei derivati su criptovalute.

Quindi la caduta del prezzo di Bitstamp ha fatto cadere il valore dell’indice su Bitmex e quindi ha fatto scattare in modo automatico i contratti derivati , portando alla loro progressiva e massiccia liquidazione:

Normalmente i derivati trovano compensazione su domanda ed offerta interni: un contratto che scommette su una salitaa trova compensazione su uno in discesa, per cui il tutto si conclude come un gioco a somma (quasi) zero. In questo caso però l’evento è stato troppo rapido, troppo improvviso, e non ha trovato compensazione, come si può vedere in questo grafico dove si vede come  i contratti siano stati falcidiati.

Prima che la consistenza nel numero di contratti si ricostituisca è necessario che il mercato prenda atto dei nuovi prezzi e che qualcuno entri a finanziare i contratti stessi. In questo caso non c’è stato il tempo. Le fluttuazioni quindi hanno avuto subito una trasmissione sui mercati di valute collegate BitMex e Coinbase, con delle fluttuazioni molto consistenti dell’ordine del 5%. Se vediamo Bitmex e lo confrontiamo con Bitflyer  vediamo come sia esploso un vero e proprio gap nelle quotazioni.

Se poi in Bitmex analizziamo domanda ed offerta su BTC anchee in questo caso osserviamo che c’è si è aperta un’enorme voragine quasi istantanea, rompendo il funzionamento del mercato ed accentuando il valore della caduta: senza ordini di acquisto adeguati le vendite hanno seminato una vera e propria strage:

 

 

Vorrei far notare che quindi 35 milioni di vendita su Bitstamp hanno portato alla liquidazione di 5.82 miliardi su BitMex ed in totale ad una perdita di capitalizzazione per BTC di 10 miliardi e di 25 miliardi per il totale sistema delle criptovalute che, naturalmente, si sono mosse in sincrono. Un movimento minimo ha avuto un effetto colossale, a dimostrare che è l’applicazione della teoria del caos, cioè che uno spostamento casuale in un sistema può avere conseguenze così complesse da non essere prevedibili. Ricordate l’esempio della farfalla che batte le ali in Amazzonia e causa il tifone in Cina? Siamo a questi livelli. Per questi motivi è necessaria la massima cautela negli investimenti in valute virtuali, e soprattutto non farci troppo conto, tranne che non facciate delle analisi dei fondamentali. Inoltre l’altissima correlazione nei valori fra le varie cripto viene ad avere effetti contagio quasi istantanei.

Insomma quando si sta guadagnando troppo, allora quello è il momento di farsi delle domande.

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