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Berlusconi come Fini: le sante parole di Buttafuoco.

 

 

 

Alcuni giorni fa, per la precisione il 20 gennaio, Pierangelo Buttafuoco su Il Fatto Quotidiano ha usato parole di fuoco, quanto mai necessarie, per segnare la parabola politica di Silvio Berlusconi.

Forza Italia nel finale di partita è – per contrappasso – una specie di Futuro e Libertà.

Ebbene, sì: è come Fli, il partito che – parlandone da vivo – fu di Gianfranco Fini e che piaceva a tutti perché dispiaceva assai al Silvio Berlusconi di ieri.
Come nel passato, così nel presente.
Come Giorgio Napolitano, pur di sabotare il Berlusconi donizettiano, accompagnava ogni passo del post-fascista con gli occhiali – lo illudeva di portarselo a Palazzo Chigi – così Sergio Mattarella, al Quirinale, prende respiro nel ragionarsela col capo di Forza Italia piuttosto che vedersi intorno i barbari gialloverdi.
Come ieri Fini, teleguidato, parlava di “patriottismo repubblicano”, così oggi Berlusconi – irriconoscibile nel suo secondo predellino – sciorina in tema di “democrazie occidentali” cancellando il Silvio più sovversivo, quello che scatenava gli anatemi di Angela Merkel e Nicholas Sarkozy. 
Corsi, ricorsi e giravolte storiche, è il caso di dire.
Ma ogniqualvolta il sistema fronteggia l’anti-sistema è sempre all’interno di questo – individuando il soggetto più permeabili alle lusinghe – che va a trovarsi un volenteroso sicario della propria cerchia pronto a farsi cooptare nel palazzo altrui: Fini aveva da farsi candeggiare la camicia nera, e tant’è che Berlusconi – che pure è storia, non è certo una comparsa come il cognato di Tulliani – al prezzo della redenzione sta adesso rischiando di de-berlusconizzare se stesso.

Buttafuoco non è un signor nessuno, anche in virtù delle sue esperienze in AN, nel panorama della Destra tradizionale italiana, e la sua figura eccentrica comunque viene ad indicare un sentire comune in certi ambienti che una volta erano il fondamento elettorale d FI, AN  e del Popolo delle Libertà, lo sfortunato ircocervo nato dalla fusione delle due esperienze politiche. Il Belusca ormai sembra sempre più la figura, patetica, di un nonnetto un po’ troppo avanti negli anni e nelle esperienze che vuole comunque correre la cavallina senza rendersi conto che è tempo di scrivere le proprie memorie e, al limite,  di dare dei consigli, non di saltare sul podio a piè pari.

Se comunque Silvio è un gigante, nel bene o nel male, per la propria carriera politica, come perfino Fini, ai sui tempi, poteva vantare dei meriti politici, veramente invereconde sono le figure di contorno, ultimi commensali che cercano di divorare il divorabile prima che la tavola venga sparecchiata. Personaggi che politicamente non hanno realizzato nulla, che di nulla sono capaci, se non il mordere le briciole che cadevano dal piatto e cercare di farne cadere delle altre.

Ora questi seguaci cercano sempre di più di condurre Forza Italia sul cammino già percorso da Futuro e Libertà, in una ripetizione che è oggettivamente impressionante. Praticamente si ripercorre passo passo il cammino finiano. Basta leggere i titoli dei giornali….

Oppure, più recente:

Si ripercorrono i passi finiani, tradendo le proprie radici, le proprie tradizioni, sulla base di un piccolo calcolo politico, mettendosi con chiunque, sostenendo qualsiasi cosa, pur di essere contrari anche alla logica, anche all’amor di patria.

Ora se Berlusconi può essere scusabile per l’età e per le sue vicissitudini personali, giudiziarie ed aziendali, non lo sono assolutamente queste persone di contorno dedite neanche al bene della propria parte politica, ma esclusivamente al loro “Particulare”, da intendersi nel senso più restrittivo del termine.

Speriamo che percorrano la parabola discendente fino all’estremo passo.

 

 

 

 


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