Seguici su

DifesaEconomiaGermania

Berlino al buio: l’esercito tedesco in strada mentre il “Nemico Interno” Sabota la Rete Elettrica

Berlino sotto attacco: sabotaggio “green” lascia 40.000 famiglie al gelo. L’esercito scende in strada mentre le scuole chiudono. È allarme per il terrorismo interno.

Pubblicato

il

Un attacco mirato alle infrastrutture energetiche ha messo in ginocchio la capitale tedesca. Mentre migliaia di famiglie restano al gelo, la Bundeswehr distribuisce pasti caldi. È il fallimento della sicurezza interna o l’inizio di una nuova era di terrorismo “green”?

Se qualcuno avesse detto, solo pochi anni fa, che nel cuore della “locomotiva d’Europa” l’esercito sarebbe dovuto scendere in strada non per difendere i confini, ma per garantire la sopravvivenza dei cittadini lasciati senza elettricità da un sabotaggio interno, sarebbe stato preso per pazzo. Eppure, eccoci qui. Siamo a gennaio 2026, e Berlino offre uno spettacolo desolante: quartieri al buio, scuole chiuse e la Bundeswehr mobilitata per un’emergenza che non è naturale, ma dolosa, ideologica e tremendamente pericolosa. C’è un grosso Blackout, in tedesco Stromausfall, causato dall’uomo.

L’Attacco al Cuore della Rete

Tutto è iniziato con un incendio doloso su un ponte cavi non documentato pubblicamente, che attraversa il canale di Teltow. Un’operazione chirurgica, mirata a colpire la centrale elettrica di Berlino-Lichterfelde. Non si è trattato di un semplice guasto tecnico, di quelli che la transizione energetica ci ha abituato a vedere con frequenza preoccupante, ma di un atto di guerra asimmetrica condotto dal cosiddetto “Gruppo Vulcano”(Vulkan).

Il risultato è stato immediato e devastante:

  • Decine di migliaia di famiglie (circa 38.000 ancora al buio) senza corrente elettrica.

  • Interruzioni del riscaldamento in piena stagione invernale, e non è proprio un piacere a Berlino.

  • Scuole e asili chiusi a tempo indeterminato nel sud-ovest della capitale. Moltissime scuole ed asili non riapriranno domani come previsto.

  • Mobilitazione delle forze di sicurezza federali (BKA) e dell’esercito.

Mentre la Senatrice per l’Energia, Franziska Giffey (SPD), si affanna a rassicurare la popolazione affermando che “l’approvvigionamento idrico è sicuro” grazie ai generatori di emergenza, la realtà per i cittadini è ben diversa. Le riparazioni ai cavi ad alta tensione, danneggiati in modo esteso e cortocircuitati con barre d’acciaio dai sabotatori, continueranno almeno fino a giovedì. Un’eternità, quando il termometro scende.

Il comunicato della Polizia sul blakcout

Il Manifesto del Delirio: “Autodifesa” contro la Civiltà

Ciò che rende questo evento non solo un problema tecnico, ma un caso politico inquietante, è la rivendicazione. Il “Gruppo Vulcano” ha diffuso una lettera che è un misto di fanatismo ideologico e fredda pianificazione tattica. In quasi 300 frasi, gli estremisti giustificano l’atto come “autodifesa” e “solidarietà internazionale”.

“L’attacco alla centrale elettrica a gas è un atto di autodifesa… Le infrastrutture che servono all’attacco tecnologico e promuovono la distruzione della Terra possono essere sabotate.”

La logica è perversa ma chiara: per “salvare la vita” (intesa in senso astratto e planetario), si mette a repentaglio la vita concreta di migliaia di persone, bloccate negli ascensori, prive di riscaldamento o dipendenti da apparecchiature mediche domiciliari. Gli autori ammettono candidamente di aver mirato ai quartieri ricchi di Wannsee e Zehlendorf, scusandosi ironicamente con i “meno abbienti” che, inevitabilmente, subiscono le stesse conseguenze. È la lotta di classe che incontra l’ecoterrorismo: colpire l’infrastruttura per punire lo stile di vita occidentale. Il massimalismo indeologico green, che sta facendo male economicamente all’Europa, è arrivato ad un altro livello.

La Fragilità di una “Smart City” al Buio

L’attacco ha messo a nudo la fragilità del sistema. Berlino, che aspira a essere una “Smart City” iperconnessa, si ritrova a dover gestire l’emergenza con metodi medievali. Le chiese sono diventate hub per ricaricare i cellulari, le palestre si trasformano in rifugi di emergenza e i cittadini vengono invitati a spostarsi nei comuni limitrofi.

Il Sindaco Kai Wegner (CDU), che ha gestito le prime fasi della crisi dal suo ufficio in casa (ironicamente, finché ha avuto corrente o batteria), ha definito l’accaduto “inaccettabile”, promettendo pene severe, che, ovviamente non arriveranno. La Germania e il suo governo, Berlino in particolare, non hanno la forza politica né la volontà per contenere gli estremisti Verdi.

Comunque la domanda sorge spontanea: come è possibile che infrastrutture così critiche siano così vulnerabili? I sabotatori conoscevano l’ubicazione di cavi non documentati. Questo suggerisce un livello di pianificazione e, forse, di insider knowledge che dovrebbe allarmare i servizi di sicurezza molto più di quanto non facciano le consuete minacce esterne.

L’intervento dell’Esercito: la Germania ha un Nemico Interno

La vera notizia, quella che dovrebbe far riflettere gli analisti economici e politici, è il dispiegamento della Bundeswehr. I soldati tedeschi sono stati chiamati a fornire supporto logistico, cibo e bevande calde. Una scena da catastrofe naturale o da dopoguerra, ma causata da cittadini tedeschi contro altri cittadini tedeschi.

La Germania ha investito miliardi nella transizione energetica (Energiewende), rendendo la sua rete complessa, costosa e, a quanto pare, estremamente fragile. Se un gruppo di estremisti con barre d’acciaio e liquido infiammabile può paralizzare una parte della capitale per giorni, cosa accadrebbe in caso di un conflitto reale?

La tabella seguente riassume l’impatto immediato sulle strutture educative, evidenziando il danno sociale:

Struttura ScolasticaStato AttualeNote
Werner-von-Siemens-GymnasiumChiusoFino a nuovo avviso
Johannes-Tews-GrundschuleChiusoNo elettricità/internet
Scuola elementare Conrad WannseeChiusoFino a nuovo avviso
Altre scuole (Lichterfelde/Zehlendorf)ChiuseRiapertura prevista giovedì

Conseguenze Economiche e Sociali

Le ripercussioni economiche sono immediate. Oltre al costo delle riparazioni e dell’intervento militare, c’è il danno alle imprese locali (già colpite in passato, come nel caso del Parco Tecnologico di Adlershof a settembre 2025) e la perdita di produttività. Ma il danno maggiore è alla fiducia.

L’idea che lo Stato possa garantire la sicurezza delle forniture essenziali è venuta meno. La Senatrice Giffey è sotto accusa dagli estremisti proprio per aver promosso l’espansione della rete, vista come “macchina di investimenti assetata di energia”. È il paradosso del progressismo tedesco: le stesse forze politiche che hanno coccolato l’ambientalismo radicale si trovano ora a dover difendere le infrastrutture necessarie alla vita civile da chi ha preso quei messaggi troppo alla lettera.

Mentre i tecnici di Stromnetz Berlin lavorano giorno e notte per ripristinare i servizi, e la polizia setaccia la neve in cerca di indizi, resta l’amara constatazione. La Germania si sta riarmando per le minacce esterne, ma la vera sfida alla sua stabilità arriva dall’interno, alimentata da un mix di ideologia anti-industriale e vulnerabilità infrastrutturale. E per ora, al buio e al freddo, Berlino sembra aver perso questa battaglia.


Domande e risposte

Chi è il “Gruppo Vulcano” e cosa vuole?

Il Gruppo Vulcano è un’organizzazione di estremisti di sinistra attivi in Germania. Si definiscono militanti ecologisti e utilizzano il sabotaggio delle infrastrutture come strumento politico. Il loro obiettivo dichiarato è colpire l’industria dei combustibili fossili e il “capitalismo verde”. Nella loro rivendicazione, considerano l’attacco alla rete elettrica come un atto di “autodifesa” contro il cambiamento climatico e il sistema economico che lo sostiene, prendendo di mira specificamente le zone benestanti, pur danneggiando indiscriminatamente la popolazione.

Perché è intervenuto l’esercito tedesco (Bundeswehr)?

L’intervento della Bundeswehr si è reso necessario a causa dell’estensione del danno e delle basse temperature invernali, che hanno creato una situazione di emergenza umanitaria in alcune parti di Berlino. Le forze armate non svolgono compiti di polizia, ma forniscono supporto logistico (Sussistenza) e umanitario, come la distribuzione di cibo e bevande calde e il supporto alle infrastrutture critiche. Questo evidenzia la gravità del sabotaggio, che ha superato le capacità di risposta immediata delle sole autorità civili locali.

Quali sono le ripercussioni economiche immediate dell’attacco?

Oltre ai costi diretti per le riparazioni dei cavi ad alta tensione, le conseguenze economiche includono la paralisi delle attività commerciali nei quartieri colpiti, la chiusura delle scuole che costringe i genitori a non lavorare, e il blocco delle attività produttive che dipendono dalla rete. Già a settembre 2025, un attacco simile aveva fermato 1.300 aziende. Questo crea un clima di incertezza per gli investitori, dimostrando la vulnerabilità delle infrastrutture critiche tedesche e il rischio associato alla continuità operativa nella capitale.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI
E tu cosa ne pensi?

You must be logged in to post a comment Login

Lascia un commento