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Beppe Grillo e quella brutta abitudine di non accendere il cervello prima di parlare.

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Grillo e l’amico Casaleggio se ne sono usciti con questa trovata demenziale: penale di € 150.000,00 per chi tradisce il vincolo di mandato e cambia casacca.

A volte verrebbe da pensare che Beppe Grillo lo faccia apposta, quando il movimento acquisisce meritati consensi inesorabilmente tira fuori, insieme a Casaleggio, le peggiori sciocchezze del suo repertorio. Avevo imparato ad apprezzare (molto) Beppe non solo come comico ovviamente, ma anche per i contenuti di alcuni suoi splendidi spettacoli sulla moneta, quando ancora aveva il coraggio di picchiare duro contro quella finanza che avvelena l’intero pianeta. Insomma la versione di Beppe pre casta, cricca e corruzione… Quando non se la prendeva solo con i ladri di polli, ma anche con chi ci ruba la vita e lo fa con orgoglio da generazioni.

La sparata di oggi è la classica uscita di chi necessiterebbe, con estrema urgenza, di riprendere in mano la Costituzione e ripassarne contenuti e ratio. Ovvero occorre che Grillo comprenda la ragione per cui certe norme sono state scritte così dai Padri Fondatori della nostra Repubblica, persone di un livello intellettuale di cui oggi sentiamo davvero la mancanza e che certamente, per quanto possiamo volere bene al Beppe nazionale, gli sono enormemente superiori. Ma sono sicuro che di questo non si offenderà. Persino i “piddini”, ovvero coloro che stanno distruggendo pezzo dopo pezzo il nostro Paese, hanno potuto facilmente attaccare il movimento e purtroppo con ragione.

Chiariamolo subito, non ho affatto simpatia per un traditore della Patria che dal movimento passa al PD, cionondimeno mi taglierei un braccio perché questo rimanga un diritto inalienabile di ogni eletto. Immagino che, se siete a digiuno di diritto costituzionale come Grillo, vi chiederete il perché affermo una cosa del genere. Ebbene il perché è semplice, ma richiede una comprensione profonda del concetto di democrazia.

Perché i Padri Costituenti, ovvero coloro che hanno redatto la nostra Carta fondamentale hanno imposto e costituzionalizzato il divieto di vincolo di mandato? Neppure loro amavano i traditori, ma amavano profondamente la democrazia ed il divieto di vincolo di mandato è l’essenza della democrazia.

L’On. Costantino Mortati, ad esempio, rammentava già durante la Costituente la ratio dell’art. 67 Cost.: Sottrarre il deputato alla rappresentanza di interessi particolari significa che esso non rappresenta il suo partito o la sua categoria, ma la Nazione nel suo insieme. L’eletto, con voto libero, eguale, personale e diretto, rappresenta interessi superiori a quelli del partito o della parte.

Tale impostazione è coerente al ruolo che era stato voluto per il Parlamento della Repubblica, ovvero l’unico luogo in cui si dovevano formare le leggi nel dibattito e nella pluralità di tutte le vedute. Per i Padri Fondatori era il Parlamento, con la massima tranquillità e senza necessità di tempi stretti, a dover indirizzare e dirigere il Governo e non il contrario. Il Governo, in linea di principio, non poteva legiferare. Questo perché era naturale che solo l’organo di diretta emanazione della sovranità popolare doveva davvero dirigere il Paese. La democrazia doveva essere il più vicino possibile al popolo.

Il vincolo di mandato invece subordina l’eletto al proprio partito cancellando ogni forma democratica. Il “porcellum” ha distrutto il Paese subordinando il Parlamento al Governo, proprio attraverso l’introduzione indiretta del vincolo di mandato. Una legge elettorale in cui gli eletti sono nominati dal partito e dunque non entrano più in Parlamento in base ai voti ricevuti sottopone i deputati all’obbligo di obbedienza, pena la mancata rielezione alla successiva tornata. Ecco come si è riusciti a fare in modo che il Governo sopravanzasse il Parlamento sovvertendo alla base la democrazia nazionale. L’organo di emanazione di sovranità popolare non conta più nulla poiché composto da “yes man”, che non possono dire no al partito, che dunque impone le proprie decisioni. Chi legifera e dunque incide nelle nostre vite è più lontano possibile dalla sovranità popolare.

Avete mai pensato a quanto sia più facile per il potere economico acquistare un partito piuttosto che acquistare ogni singolo membro di quel partito? Un notevole risparmio di energie, basta controllare i vertici e non ci sarà più pericolo che cani sciolti, votando secondo coscienza, possano impedire di proseguire nella direzione politica preposta. In sostanza basterebbe avere il consenso, tanto per fare un esempio a caso, di Grillo e Casaleggio per garantire la permanenza dell’Italia nell’euro. L’opposto pensiero degli eletti diverrebbe a quel punto totalmente irrilevante, essi dovranno obbedire, seguire le linee del “partito” pena la multa (Premesso che in ogni caso tutto questo è una doppia sciocchezza visto che è la multa sarebbe illegittima anche se fosse firmata per accettazione da ogni singolo eletto del movimento, proprio perché incostituzionale. Il contratto sarebbe nullo per pacifica contrarietà a norma imperativa).

L’assenza del vincolo di mandato è dunque un atto di libertà democratica, che come tutte le libertà ovviamente ha un costo, quello di causare qualche spiacevole tradimento a cui gli elettori potranno però rimediare votando alla tornata successiva. Questo costo è sempre inferiore al prezzo che tutti noi pagheremo con un potere legislativo subordinato a quello esecutivo, facendo così proprio un assetto classico dei regimi totalitari. Non a caso oggi stiamo pagando carissimo il “porcellum” e la prosecuzione di attività di questo parlamento di illegittimi usurpatori del potere politico.

 Avv. Marco Mori, blogger di scenarieconomici.it ed autore del libro “Il tramonto della democrazia – analisi giuridica della genesi di una dittatura europea” disponibile su ibs.it

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