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BANCHE E LIQUIDITA’ USA: sta andando male, molto male

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Mi scuso se sarò troppo tecnico. 

E venne il terzo giorno di rifinanziamento bancario, ed andò molto male. La FED ha proposto,come nei due giorni precedenti, operazioni di repo per 75 miliardi di dollari, solo che questa volta la domanda è stata per 83,87. Questo, brutalmente, significa che le istituzioni finanziarie USA non sono riuscita a finanziarsi dalla FED  8,87 miliardi di dollari !

Interessante anche l’evoluzione della domanda in tre giorni:

17/9  53 miliardi

18/9  80 miliardi – assegnati 75

19/9 83,87 miliardi – assegnati 75

Sembra che si sia rotta una diga e che adesso non ci siano più remore a chiedere fondi. Basti notare che sono stati distribuiti 200 miliardi di dollari con queste operazioni. In tre giorni si è fatto un QE grande come quello della BCE previsto per 9 mesi!

ecco i dati delle operazioni di rifinanziamento odierne:

Il taglio come vediamo è stato sui titoli di credito verso agenzie federali e nei Mortgage Backed sempre di agenzie federali.

Ora la situazione è molto semplice: con 9 miliardi di domanda non soddisfatta, e domanda non soddisfatta per due giorni consecutivi, avremo:

  • una pressione sulla FED perchè prosegua, anzi ampli, queste operazioni di rifinanziamento;
  • un aumento sui tassi effettivi pagati dalle banche per rifinanziarsi ed infatti il tasso effettivo è superiore al tasso IOER, cioè quello che paga la FED sui depositi overnight, che è il tasso massimo desiderato dalla FED e che proprio ieri è stato ribassato di 30 pb. Il tasso effettivo supera il tasso massimo di  25pb, 0,25%.

So che a molti sembra una cifra piccola, ma è indice che la FED non riesce, in questo momento a controllare i tassi di interesse, e questo non è bello.

Facciamoci due domande:

  • dove è finita tutta la liquidità sinora immessa sul mercato? In una serie di beni finanziari e non sono che, evidentemente, hanno valori elevati in modo artificioso, ma non hanno la necessaria liquidità. La mossa della FED può rinviare il momento della loro liquidazione, e quindi del forte calo dei relativi mercati, ma lo vorrà fare? e fino a quando? Non è una cosa semplice da valutare: nove giorni prima del crash del 1929 Irving Fisher, uno dei più noti economisti del XX secolo, disse  che le azioni “Reached what looks like a permanently high plateau“, “Hanno raggiunto quello che sembra un livello permanentemente alto”;
  • I vasi sono comunicanti, non possiamo pensare che una crisi di liquidità non passi i confini. Già qualche giorno fa abbiamo mostrato come gli swap sulle posizioni euro-dollaro mostrassero delle forti tensioni. Magari fra un paio di settimane rimpiangeremo un’eccessiva timidità di Draghi

 

 


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