Seguici su

ItaliaMaterie prime

Aumento dei carburanti: quanto incassa realmente lo Stato dopo l’escalation in Iran

Quanto incassa davvero lo Stato quando aumenta il prezzo di benzina e gasolio? I calcoli reali sull’extra-gettito IVA e sulle accise fisse dopo i recenti rincari alla pompa.

Pubblicato

il

Nel dibattito pubblico si discute molto del fatto che, quando i prezzi dei carburanti aumentano, lo Stato incassi di più. Per comprendere con precisione la portata di questo fenomeno è utile verificare quanto effettivamente aumenti il gettito fiscale per ogni litro di carburante quando il prezzo alla pompa cresce.

La struttura della fiscalità sui carburanti è composta da due elementi distinti. Il primo è l’accisa, che è un’imposta specifica, fissata in valore assoluto per quantità e non in percentuale sul prezzo. Attualmente l’accisa è pari a 672,90 euro ogni 1.000 litri, cioè circa 67,3 centesimi per litro, sia per la benzina sia per il gasolio. Essendo un’imposta specifica, l’accisa non varia quando aumenta il prezzo del carburante: lo Stato incassa lo stesso importo per litro indipendentemente dalle oscillazioni del mercato.

Il secondo elemento è l’IVA, che è invece un’imposta proporzionale applicata al prezzo complessivo del carburante. Per questo motivo, quando il prezzo industriale aumenta, cresce automaticamente anche l’IVA incorporata nel prezzo finale pagato dal consumatore.

Per valutare concretamente questo effetto si possono confrontare i prezzi medi nazionali alla pompa immediatamente prima delle operazioni militari in Iran con i dati più recenti disponibili.

Assumendo come riferimento il 27 febbraio 2026, ultimo giorno prima dell’inizio delle operazioni militari in Iran, il prezzo medio nazionale self-service era pari a circa:

  • 1,649 euro al litro per la benzina
  • 1,693 euro al litro per il gasolio

I dati medi nazionali disponibili al 5 marzo 2026 indicano invece valori pari a:

  • 1,724 euro al litro per la benzina
  • 1,815 euro al litro per il gasolio

L’incremento registrato nel periodo considerato risulta quindi pari a:

  • +7,5 centesimi al litro per la benzina
  • +12,2 centesimi al litro per il gasolio

Poiché l’accisa resta invariata, l’unico aumento di gettito fiscale deriva dall’IVA incorporata nell’aumento del prezzo. Poiché i prezzi alla pompa sono espressi al lordo dell’IVA, la quota di imposta contenuta nel rincaro si ottiene applicando al differenziale il rapporto 22/122, che consente di isolare l’imposta contenuta nel prezzo lordo.

Il risultato è che l’incremento di gettito fiscale per lo Stato è pari a circa:

  • 1,35 centesimi per litro sulla benzina
  • 2,20 centesimi per litro sul gasolio

In altri termini, su un aumento alla pompa compreso tra 7 e 12 centesimi al litro, l’extra-gettito fiscale effettivamente generato per lo Stato è nell’ordine di uno-due centesimi per litro. Tutto il resto dell’aumento deriva dall’incremento del prezzo industriale del carburante, mentre le accise rimangono rigidamente invariate.

Antonio Marina Rinaldi

Antonio Maria Rinaldi, ex membro della commissione del Parlamento Europeo ECON

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI
E tu cosa ne pensi?

You must be logged in to post a comment Login

Lascia un commento