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Argomenti caldi post Olimpiadi brasiliane: la probabile invasione del Venezuela da parte della Colombia (con sponsor importanti)

Come riportato in precedenti interventi, sembra ormai assodato che siamo prossimi ad un futuro interventismo in sud America in prospettiva di un possibile ridimensionamento della sfera di influenza USA a seguito dell’alleanza Russia-Cina-Iran in medio oriente e prospetticamente in tutto l’est asiatico/Giappone escluso, alleanza che rischia di fare da diga alle mire globalistiche americane. Che poi la causa di tale debacle nella rappresentatività di Washington dipenda da errori di una propria presidenza è argomento che esula dalla presente trattazione, certamente gli storici avranno abbondante materiale per ragionare sulla vera causa – Obama ne è dentro fino al collo – del prossimo crollo USA che molti commentari stanno forse troppo frettolosamente preconizzando.

maduro-putin

In passato abbiamo collegato la deposizione dei governi regionali forti soprattutto in Brasile alla necessità di togliere di mezzo avversari locali ingombranti con il fine di evitare che potessero essere d’impaccio in quello che probabilmente sarà il take over di un paese tra i più ricchi del mondo in termini di risorse naturali, il Venezuela. Oggi stiamo oservando il progressivo indebolimento del presidente venezuelano Maduro sotto enorme pressione a causa della debacle economica innescata dal crollo del prezzo del petrolio. Certamente le crisi non vanno mai sprecate; dunque la probabilità che Maduro venga deposto nei prossimi mesi – prima della risalita del greggio – è una possibilità più che concreta che suona come musica per coloro che sono interessati ad avere/riprendersi un ruolo guida nella regione. Che poi la presidenza venezuelana sia vicina all’avversario occidentale del momento, il presidente Putin, non fa che rafforzare le nostre tesi. Idem il fatto che una sfida militare che coinvolga un grande produttore petrolifero possa aiutare a creare un po’ di inflazione globale, inflazione che sarà utilissima per i paesi fortemente ineditati a tasso fisso come Washington (assieme a gran parte del mondo occidentale…).

Il piano bolivariano è ormai un vago ricordo dopo la fine di Chavez e l’avvicinamento di Washington a L’Avana: restava l’incognita Brasile i grado di assumere un ruolo egemonico nell’area in contrapposizione con gli interessi di Washington. Allo scopo, fa pensare che i metodi usati per annientare i governi di Lula e Roussef – con le annesse politiche di respiro regionale – siano stati precisamente gli stessi applicati in un altro paese latino per eccellenza, l’Italia (Tangentopoli e golpe del 2011). Ossia per il tramite della magistratura (…)

Riproponiamo dunque un argomento già trattato in precedenza (forse con troppo anticipo) su cui temo dovremmo confrontarci nel prossimo futuro, appena dopo la fine delle Olimpiadi di Rio (oggi sono ancora in corso le paraolimpiadi a cui è stata inopinatamente – ma fino ad un certo unto – negata la partecipazione alla Russia).

Buona lettura.

MD

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La possibile invasione del Venezuela da parte della Colombia filo-USA: ora abbiamo capito a cosa serviva abbattere il governo brasiliano. Obama ci lascerà in eredità il caos dei due mondi?


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