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Appello ai rappresentanti istituzionali di qualsiasi partito o movimento di Mario Romano

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Riceviamo dal Sig. Mario Romano questo appello accorato e lo pubblichiamo volentieri.

A tutti i rappresentati istituzionali di qualsiasi partito o movimento, indistintamente voglio farvi una sola domanda che mi sorge spontanea.
In che Italia vivete???
Perché l Italia reale che descrivete voi politici, media giornali non è la stessa che vediamo noi quotidianamente.
Quello che io vedo e ascolto è un mondo politico incoerente che dice “fate come vi dico ma non fate come faccio”.

Quando un cittadino esprime un voto non elegge solo un rappresentante che deve comandare… no… questo è quello che voi vedete, ma quello che vorrei eleggere è un rappresentante che sia un esempio, che alla pari ci indichi le regole, cosa fare e cosa non fare, che ci tuteli, che ci indichi la strada da seguire, che sia come un padre di famiglia.
E un padre si famiglia non si comporta come voi…
La macchina politica italiana ci costa qualcosa come 25 miliardi all’anno per un totale di 150000 rappresentanti.
Ma nel mondo reale cari rappresentanti un operaio mediamente costa 30 mila euro all’anno… non al mese, ma all anno!!!
E nel mondo reale cari rappresentanti un operaio deve pagare la luce, la benzina, la spazzatura, deve mangiare, deve VIVERE con quei 30 milaeuro lordi annui!!! È non ha rimborsi spese,esenzioni,indennità o per lo meno non come voi rappresentanti…

Quindi una persona comune ci pensa 100 volte prima di aprire il portafoglio perché le reali priorità sono quelle di vivere, di mantenere una famiglia. Non fa come voi rappresentanti che avete la mani bucate perché detta sinceramente è con tutto il rispetto “c’è chi paga”!
Un padre di famiglia tutela un suo figlio non lo abbandona al “poi si vedrà”, questa si chiama avere responsabilità.
Trovate 25 miliardi di euro per i vostri stipendi, trovate miliardi per le banche, ma non trovate 50 milioni per la sanità di Taranto!
Taranto è un ottimo esempio di irresponsabilità politica dì tutti voi rappresentanti… si trovano milioni e milioni di euro per mandare avanti una fabbrica come l’ILVA, 10 decreti per farla funzionare, ma in cambio di cosa? Sarà anche una fabbrica che a livello strategico è molto importante per l’Italia, una fabbrica in difficoltà che va aiutata, tutelata, ma andiamo tutelati anche noi.

Lo Stato vi dà i soldi, vi permette di andare avanti ma riammodernate questa fabbrica in modo che non inquini o per meglio dire che non ammazzi la gente. Ma quando un padre di famiglia aiuta chiunque deve pensare anche ai suoi figli, quei soldi che investiamo nell’ILVA, perché sono anche soldi nostri, non devono essere a fondo perduto. Qui nel mondo reale quando io presto dei soldi o me li restituisci o mi rendi partecipe di eventuali profitti (nazionalizzazione).
Aprire si il portafoglio, ma con responsabilità come farebbe un buon padre di famiglia.
Lo stesso vale per le banche.
Aiutate si… tutelare ILVA, banche, perchè creano occupazione, ma tutelate anche noi… sono soldi nostri.

È poi avere memoria o ricordare a aziende in difficoltà che una volte sollevate volano via dove conviene.
Abbiamo aiutato, incentivato aziende di bandiera ma dovevamo anche avere il diritto di mettere becco in decisioni importanti come delocalizzazione, sede legale, fiscale, ecc… o restituire i benefici o siamo anche noi comproprietari e abbiamo voce in capitolo.
Ascoltare i mercati, invogliarli a investire in Italia mi sta bene ma sbattere anche i pugni sul tavolo quando c’è da farlo… investire in Italia, perché siamo bravi a fare le cose e perché rispettiamo le regole,non perché in Italia il lavoro deve costare poco ed essere poco tutelato.
Non voglio essere razzista, ma perché aprire i mercati e fare affari con mercati dove un operaio costa pochi centesimi di euro al giorno, dove si utilizzano pesticidi, diserbanti e metodi proibiti da noi perché nocivi alla salute e se noi poi non rispettiamo le loro regole ci arrestano?
Come possiamo competere con questi mercati, un olio extravergine in Italia deve essere venduto tra gli 8 e i 12 euro al litro secondo le vostre regole, perché non bisogna utilizzare disserbanti nocivi (giustissimo), assumendo personale in regola, pagando contributi, (giustissimo), assicurazioni (giustissimo) e tasse (giustissimo)!
Poi trovi extravergini a 3/5 euro al litro, anche di aziende italiane e ti chiedi come fanno???
Comprano olive dove tutto ciò che in Italia non è permesso è permesso, così lavora e guadagna solo chi imbottiglia l’olio ma lasciando a bocca asciutta una filiera dell olio.
Olive da Tunisia e Marocco, come pomodori dalla Cina.
È come sarà con il latte, carne ecc. con il TTIP.
Accade che ci constringete ad essere dei fuorilegge, non per diventare ricchi e fare i furbi,  ma per sopravvivere!!!
Dobbiamo assumere o lavorare in nero, dobbiamo utilizzare materie prime scarse o pessime per sopravvivere non per competere.
E ci fate male due volte quando poi siamo di fronte allo scaffale del negozio perché chi pensa prima di aprire il portafoglio deve scegliere tra un olio da 3 euro e uno da 10, ma non ha scelta… tra un petto di pollo… una bistecca… un pomodoro in scatola…
Quindi un padre di famiglia, come dovreste essere tutti voi, non ha scelta e deve accontentarsi di avvelenarsi un po’ ogni giorno, deve accontentarsi di un contratto part time anche se lavora 12 ore al giorno!
Un padre di famiglia non abbandona i suoi figli ma dà il buon esempio e li tutela.

E il buon esempio non era la riforma costituzionale del 4 dicembre, perché in parole povere diminuiva le poltrone, ma non le faceva diventare sedie come noi comuni cittadini, quelli da 30 mila euro all’anno lordo non da 15 mula euro al mese lordi.
E la tutela non era la riforma Fornero, jobs act, la modifica dell art 18, e tutto quello che avete fatto fino ad ora.
Tutto il mondo politico ora parla di voto o non voto, governo tecnico o governo Renzi… responsabilità morale… referendum politico…
Beh io sono un cittadino italiano e
vi racconto quello che vedo ogni giorno e non quello che vedete tutti voi.
Faccio un appello alla responsabilità ma non se andare o meno al voto, non se far cadere o meno un governo.
Faccio appello alla responsabilità di un padre che non si ingrassa e vive in un attico guardando e imponendo dall’alto lasciando i suoi figli morire di fame, di disoccupazione e di salute abbandonandoli.
Manderò questa lettera ad ogni partito, movimento,giornale, telegiornale o programma.
Questa è la voce di un cittadino su 60 milioni di italiani, questa è una goccia in un mare.
Ma è la voce di un vostro figlio che vi chiede aiuto e spero arrivi a miei genitori istituzionali.

Mario Romano

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