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Analisi di cosa accadrebbe in Italia se la Russia fermasse l’export di Gas

E’ tornato lo spettro, con la crisi Ucraina, di una possibile riduzione delle forniture di Gas. Cosa accadrebbe?

Per capirlo, abbiamo messo in tabella la situazione di Consumi, Produzione Nazionale ed Importazioni nel 2006 e nel 2013.

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 Si nota che dal punto di vista strategico, la situazione per l’Italia era decisamente piu’ preoccupante nel 2006 rispetto al 2013, in quanto all’epoca le Importazioni erano del 25% piu’ elevate, non erano ancora entrati in funzione rigassificatori (in primis quello di Rovigo con capacita’ di 8 miliardi di m3/anno) ed i gasdotti erano tutti utilizzati vicino al massimo teorico.

Nel 2013 si nota che l’unico gasdotto pienamente utilizzato e’ quello del Tarvisio, da dove importiamo il gas russo, mentre tutte le altre pipelines e rigassificatori, sono stati ulilizzati su per giu’ al 50%. Inoltre, la situazione delle riserve di stoccaggio e’ piuttosto buona. Si noti inoltre, che nel 2014 i consumi sono ancora in calo, e la necessita’ di import e’ ancor piu’ limitata.

Nell’ipotesi di STOP dell’Import dalla Russia (ipotesi quantomeno estrema) la capacita’ persa, potrebbe essere rimpiazzata per il 50% dall’incremento di importazioni dal gasdotto algerino, e per il restante 50% facendo funzionare i rigassificatori a regime ed importando maggiormente dalla Libia e dal mare del nord. Attualmente, infatti, e’ stato massimizzato l’import dalla Russia per una scelta di tipo commerciale.

E’ altrettanto vero che, se la Russia, stoppasse l’export verso l’Europa, difficilmente Norvegia ed Olanda potrebbero aumentare l’export verso l’Italia; anzi, vi sarebbe il rischio di vedere tale import azzerarsi, visto che i paesi confinanti dovrebbero rimpiazzare il gas russo perso.

D’altro canto, pero’, oggi circa il 30% dei consumi di Gas, sono legati al termoelettrico. Questi consumi sono comprimibili, incrementando la produzione delle altre centrali, a partire da quelle a Carbone ed a fonti rinnovabili, e perfino dalle vecchie Centrali ad Olio Combustibile (oggi tenute spente o in riserva).

A conti fatti, in caso di Blocco dell’export Russo di Gas, gli impatti per la Russia verso la sola Italia, sarebbero una perdita dell’ordine di 10 miliardi di Euro in un anno di mancata fornitura (per la Russia sarebbe una perdita secca, perche’ non potrebbe tecnicamente indirizzare l’export altrove). L’Italia difficilmente entrerebbe in crisi di approviggionamento (salvo simultanei, seri e perduranti problemi dall’approviggionamenti anche dall’Algeria), per i motivi sopra richiamati, ma potrebbe avere un impatto sulla bolletta energetica di qualche miliardo, a causa del doppio effetto “rincaro dei prezzi” legato alla crisi, ed utilizzo di importazioni piu’ care. 

GPG

 

 

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