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Adesso si accorgono di aver sbagliato politica energetica. Salviamo gli italiani con un po’ di Supply Side Economics energetica

Sono mesi che vi mettiamo in guardia su Scenarieconomici.it sulla fiammata nei prezzi energetici, sul pericolo della politica “Verde”, fatta in un momento in cui i prezzi internazionali energetici sono alle stelle a tal punto da limitare le forniture, anche in modo furbesco. Per citare un articolo a caso sulla materia eccovi questo

Esplodono i prezzi dell’energia, in Italia come in California. Pagherete carissimo il “Verde”

Ora una nostra lettrice ci invia l’aumento dei prezzi del gas che le praticherà la sua società di gas

Questo è il volume degli aumenti nei prezzi del gas naturale che si troveranno ad affrontare le famiglie italiane, con aumenti dell’ordine del 90% rispetto i prezzi precedenti. Questo significa che se prima una famiglia spendeva 200 euro al mese per il gas naturale, questa’anno rischia di trovarsi ad affrontare cifre ben superiori, dai 300 ai 400 euro mensili. A fronte di redditi famigliari in calo, ci saranno le risorse necessarie a far fronte a questo aumento dei prezzi? Inoltre ci sarà un devastante effetto secondario che colpirà tutta l’economia: i soldi che verranno spesi in più nel gas (e nell’elettricità…) dovranno essere risparmiati da altri costi, in primis i consumi voluttari. Meno ristoranti, meno cinema, meno viaggi, praticamente una bella crisi economica indotta esternamente.

Sulle cause ne abbiamo parlato e ne parleremo in seguito, anche se la sensazione che Gazprom abbia voluto approfittare della superficialità di Bruxelles con il Green Deal è fortissima. Sulle soluzioni di medio-lungo periodo parleremo in seguito più volte: tecnologie ce ne sono, anche se chi parla di nucleare non ha minimamente idea dei tempi, soprattutto in Italia. Cosa fare subito: l’unica soluzione è un rapido ritorno al passato, alla “Supply side economics”. Questo significa taglio del carico fiscale e dei costi indiretti che pesano sul servizio energetico per far si che il suo costo, nel breve periodo, non si porti a fondo tutta l’economia.

Facciamo degli esempi pratici e vediamo una bolletta del gas 2021:

Poco più di un terzo era il costo dell’energia sino al primo trimestre 2021. Questa componente è più che raddoppiata. A questo punto, per evitare che tutto si trasferisca subito coi prezzi, mettendo gli italiani in mutande, bisogna fare “Supply side economics”, cioè tagliare costi indiretti e fiscalità, almeno temporaneamente :

  • congelando l’IVA o riducendone l’aliquota, per evitare che all’aumento dei prezzi si aggiunga l’aumento dell’IVA;
  • riducendo le altre accise verdi, comprensive di eventuali carbon tax;
  • ridurre temporaneamente all’osso i costi di trasporto e di gestione dei contatori

Si tratta di superare l’inverno, quindi di un misura che potrà durare sino ad aprile 2022. Nel frattempo un governo serio cercherebbe fonti di approvvigionamento alternative o riattiverebbe le riserve nazionali, per poi congiungersi con eventuali, se esistono, politiche verdi di medio periodo. L’alternativa è una crisi economica stagflattiva durissima, che colpirà soprattutto i più poveri e i redditi fissi.

In questo momento non c’è altra soluzione e tutto dipenderà dalla sensibilità sociale del governo. Questo è il vero problema perché, al di là delle parole, la bolla di benessere che circonda burocrati e politici è, purtroppo, troppo spessa per poter far capire loro il disagio dei cittadini.

 

 


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