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Che succede se il dissenso viene chiamato odio? La relazione della commissione parlamentare che definisce gli italiani razzisti e ignoranti

Avete sicuramente sentito parlare di questa relazione che potete consultare qui. Per chi non lo sapesse, la “Commissione « Jo Cox » sull’intolleranza, la xenofobia, il razzismo e i fenomeni di odio“, è stata istituita il 10 maggio 2016, nel Parlamento italiano, con il dichiarato compito di condurre attività di studio e ricerca sui suddetti temi.

La Commissione è presieduta dalla Presidente della Camera Laura Boldrini, include un deputato per ogni gruppo politico, rappresentanti di organizzazioni sopranazionali, di istituti di ricerca e di associazioni, nonché esperti (dicono).

L’iniziativa nasce, ovviamente, su spinta del Consiglio d’Europa.

Nel primo capitolo dedicato alla definizione di “discorso d’odio e crimine d’odio” la commissione si lancia in un tentativo grottesco di dare veste giuridica a concetti che essa stessa afferma non avere alcun contenuto vincolante.

« Non esiste una definizione europea di discorso d’odio che sia giuridicamente vincolante. Una prima ed esauriente spiegazione del termine si trova nella Raccomandazione del Comitato dei Ministri n. 20 del 1997 del Consiglio d’Europa, in cui viene così definito: “(…) il termine “discorso d’odio (hate speech)” deve essere inteso come l’insieme di tutte le forme di espressione che si diffondono, incitano, sviluppano o giustificano l’odio razziale, la xenofobia, l’antisemitismo ed altre forme di odio basate sull’intolleranza e che comprendono l’intolleranza espressa attraverso un aggressivo nazionalismo ed etnocentrismo, la discriminazione l’ostilità contro le minoranze, i migranti ed i popoli che traggono origine dai flussi migratori”.

In primis si noti il linguaggio che vuole essere giuridico ma non lo è. DEVE ESSERE INTESO è un’espressione definitoria che dovrebbe delineare i margini di una condotta, ma la raccomandazione non ha questa vocazione. Sorvoliamo.

“La Decisione quadro dell’Unione europea sulla lotta contro il razzismo e la xenofobia qualifica come reato l’istigazione pubblica alla violenza o all’odio nei confronti di un gruppo di persone o di un suo membro, definito in riferimento alla razza.”  La decisione fa riferimento a xenofobia e razzismo. Quindi viene presa una fattispecie specifica per estrapolarne il contenitore.

​Due passaggi interessanti:  

Nell’ideologia razzista, i gruppi della specie umana sono individuati, messi in gerarchia e resi inferiori per legittimare discriminazioni e sfruttamento.”  

E fin qui nessuno può dissentire.

« Pur non essendo affatto scomparso, il razzismo tradizionale, che si basa sulla cosiddetta “razza”, assume oggi forme diverse.”

Dal punto di vista penale (del codice, non delle serie tv) il crimine di odio, qualunque ne sia la sua natura e l´oggetto, per dirsi tale deve connotarsi dell´elemento DISCRIMINATORIO. Quindi se io critico l´operato del governo italiano e del silente europeo in merito alla gestione dell´immigrazione, di grazia, dove sarebbe ravvisabile l´elemento discriminatorio? Perché includere questo dibattito nella retorica dell´odio? Semplice, perché si tratta di dissenso politico, non di odio, e lo si vuole reprimere. Per un approfondimento giuridico sul tema, scritto da giuristi veri, rinvio qui. La reductio ad unum dell´odio é un atto di pura e semplice strumentalizzazione.

Segue un certo afflato idelogico-romanzato… La diga eretta nel dopoguerra dopo la Shoah, in cui il razzismo aveva raggiunto l’apice della soluzione finale, cioè la distruzione degli ebrei d’Europa, e le lotte per i diritti a livello internazionale hanno reso impresentabile il razzismo, almeno nel discorso ufficiale.”. –>il filo conduttore che lega la insofferenza per le politiche scellerate degli ultimi anni e il razzismofascismonazismo è imbastito.

Negli ultimi anni, però, sono vari in Italia e in Europa gli esempi inquietanti di una regressione che porta a rendere la “razza” o il colore bersagli di attacchi, anche politici.”  Forse negli ultimi anni c’è stato un piccolo fenomeno migratorio non ben controllato che alla lunga genera problemi? Problemi di ordine pubblico, non razziali

La relazione giunge con un volo pindarico alla seguente conclusione, occhio al passaggio:

«Tra gli esiti della paura di integrare (paura e odio…evangelico, nevvero?) e includere socialmente e politicamente gli immigrati, peraltro indispensabili all’economia europea (questo assioma su quali dati si fonda? E qual è la connessione con la premessa ?), vi è il ritardo nell’approvazione della riforma della legge sulla cittadinanza n.91 del 5 febbraio 1992. »

Traduco:  siccome ci sono partiti che criticano il modo in cui il governo gestisce il fenomeno migratorio, allora questi partiti sono razzisti, soprattutto perchè non vogliono approvare lo Ius Soli, loro e tutti quelli che li sostengono. L’obiettivo della relazione sembra più quello di creare un nesso causale tra la crisi dei rifugiati e questo presunto pericolo di recrudescenza dei reati cosiddetti « d’odio » , che l’analisi dei fatti.

Per fare un’analisi scientifica non basta citare statistiche ad minchiam (cosa che nemmeno fanno tra l’altro, si parla di dati ma non si dice 1 DOVE SONO STATI PRESI 2. COME SONO STATE CONDOTTE LE ANALISI e soprattutto 3. DA CHI*). I dati sono una cosa , le informazioni estratte dai dati sono un’ altra.

*forse da organismi independenti come questo.

« L’evocazione dell’invasione e l’incitamento a una “guerra tra poveri”, legata alla concorrenza per le risorse tra italiani e immigrati, ha come effetto una xenofobia diffusa che alcuni esponenti politici veicolano attraverso i mezzi di comunicazione e i talk show. In un Rapporto del dicembre 2014 lo Special Rapporteur ONU sui diritti umani notava che in Italia viene utilizzata una terminologia basata sul disprezzo che legittima l’esclusione o la criminalizzazione dei migranti, specie, irregolari, creando un ambiente in cui si giustifica il loro sfruttamento ».

Facciamo lo schemino :

  1. La guerra tra poveri è un fatto ed è causato dalle politiche deflazionistiche dell’Unione Europea e dall’adozione di una moneta sbagliata: l´Euro. Non è colpa dei migranti. Ce l’ abbiamo con il governo, non con le persone con la pelle di un altro colore. Razzismo, odio e discriminazione non c’entrano nulla, si vuole prendere l´opposizione alla vulgata e incartarla nella confezione  dell´odio per arginarla. Generalmente questa miopia si paga cara in sede elettorale.
  2. In Italia gli immigrati vengono sfruttati da sciacalli senza scrupoli mossi dal proprio tornaconto personale, punto. Il terreno fertile per questo stato di cose lo determinano le mafie. Siamo in un terreno completamente diverso dall´odio.

La relazione parte con un’analisi condivisibilissima sui rischi legati a tutte le forme di discriminazione. Purtroppissimo poi inserisce una serie di retoriche non pertinenti con il tema di fondo e giunge alle seguenti Raccomandazioni finali….buona lettura.

Sulpicia

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