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2,1 milioni di Greci rischiano di rimanere senza elettricità, grazie al canone TV ed alle tasse in bolletta

DEI

La Grecia è chiaramente il laboratorio della UEM, il posto dove si sperimentano le soluzioni economiche liberiste più estreme per vederne gli esiti, come se il popolo greco fosse composto da cavie e non da esseri umani. L’ultimo esperimento, iniziato nel 2012, sta ora dando i suoi effetti: 2.1 milioni di greci rischiano di vedersi sospendere l’erogazione di energia elettrica da parte del fornitore pubblico DEI per morosità sulle bollette. Secondo il sito Keep Talking Greece il credito dell’azienda elettrica nei confronti di famiglie ed imprese è stimato intorno ai 2,5 miliardi di euro.

Qualcuno di voi penserà: beh, mi sembra normale, se uno non paga le bollette è giusto che gli venga staccata la fornitura, ecco i soliti greci che vogliono consumare senza pagare e poi si piangono addosso, ecc. ecc.. No, la questione è un po’ più complessa ed ha a che fare con le manovre economiche imposte al Paese. Nel 2012 infatti fu deciso di inserire nella bolletta elettrica una serie di voci che non c’entravano nulla con la fornitura di energia, con l’idea che, in questo modo, il cittadino greco/utente, non avesse modo di eluderne il pagamento. Un modo per combattere l’evasione fiscale, insomma. Nella bolletta furono così inseriti il canone della TV pubblica (vi ricorda qualcosa?…), la nuova tassa speciale sulle proprietà immobiliari, introdotta nel 2011 dal memorandum, le tasse comunali ed altre tasse su emissioni ed ecologia. Il risultato è che la bolletta del 2012 è letteralmente esplosa: tra la seconda metà del 2011 e la seconda metà del 2012 l’aumento della bolletta è stato del 14,5% (peggio ha fatto solo Cipro con uno stratosferico +20,6%) e la situazione è andata man mano peggiorando come mostrano questi due grafici sul costo unitario dell’energia, il primo del 2012, il secondo del 2014:

Electricity_prices_for_households_consumers_2012s2

Elettricità 2014

Come si può vedere la Grecia in due anni ha scalato la propria posizione dal 24° posto nella classifica dei più cari al 12°, superando Paesi come la Francia, l’Olanda o la Finlandia, decisamente più avanzati.

Questo caro bolletta derivante dall’inserimento di tasse e canoni, unito al crollo dei redditi greci, come ormai abbiamo visto in numerosi articoli qui su S.E., ha portato ad un aumento spaventoso degli insoluti che sono passati da meno di 300 milioni complessivi nel 2012 alla cifra attuale di 2,5 miliardi. Semplicemente i cittadini greci non hanno reddito sufficiente per pagare le bollette e d’altra parte l’Ente fornitore non accetta neppure una riduzione di uno 0,001% del dovuto, sempre grazie ai vincoli derivanti dai referendum, con la conseguenza che o l’utente riesce a pagare tutto e tutto insieme il debito pregresso (che può essere anche di migliaia di euro per persone che ne guadagnano 3/400 al mese), o il debito si perpetua ed aumenta, grazie agli interessi di mora, come appunto è accaduto fino ad oggi.

L’esperimento quindi di far pagare tasse e canone TV in bolletta si è dimostrato disastroso ed anche controproducente per il fornitore e lo Stato. Non sappiamo quale sarà l’esito, se davvero staccheranno la corrente ad oltre 2 milioni di greci, famiglie ed imprese, con le conseguenze catastrofiche che si possono immaginare (ricordo i morti per intossicazione da legna trattata usata per riscaldarsi di cui ho parlato in questo post), ma sono sicuro che i creditori della Grecia, spalleggiati dalla Commissione europea e dalla BCE si inventeranno qualche altro esperimento per spremere ulteriormente il popolo ellenico, qualche manovra di feroce austerità che un Governo servo sarà pronto ad applicare.

Per poi esportare la ricetta anche in altri Paesi vicini…

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