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PERCHÈ GLI 80 EURO NON SERVONO AL PAESE? di Luca Tibaldi

Domanda semplicistica e forse un po’ provocatoria.
Ma il senso è quello. Il governo sbandiera da mesi e mesi i famosi 80 Euro come un’efficace manovra per aiutare i consumi.
La domanda è semplice: perchè al Paese questi soldi non servono a niente? Perché sono pochi? No, il problema non è quello. Potrebbero essere 100 Euro, 500, 1000, e non risolverebbero nessun problema.

Attenzione: è ovvio che per una persona in difficoltà nell’immediato questi soldi sono sicuramente utili. Nessuno lo nega.
Ma vanno dette due cose.

Primo: siamo in un Paese che ormai ha accettato di convivere con l’ideologia del pareggio di bilancio. Visto che il ruolo dello stato viene eliminato, visto che non possiamo più fare un’adeguata spesa a deficit, l’unico modo per dare risorse finanziare a qualcuno è… togliere risorse finanziarie a qualcun altro.
Se nel Paese lo Stato spende 100 e tassa 100, e quindi al settore privato resta ZERO, se io voglio darti 80 Euro li devo necessariamente togliere a qualcun altro.

Secondo: questo è molto più importante. Qual è uno dei problemi dell’Euro? Che è una moneta troppo forte. Bene, giusto.
Ma lo è per tutti i Paesi? No, assolutamente. Per la Germania l’Euro è debole, è sottovalutato, e questo incentiva le sue esportazioni, perchè fa costare i suoi prodotti venduti all’estero meno di quanto dovrebbero. E non dimenticate che l’eccesso di esportazioni in Germania è uno dei problemi riconosciuti universalmente dalla politica italiana, addirittura dal PD.
Se lo Stato, quindi, dà soldi alle persone così, con la speranza che i consumi aumentino, qual è l’unico risultato?
Sì, i consumi magari aumentano perché la gente ha più soldi di prima, ma cosa compra?
Ovvio, i prodotti tedeschi, perché gli convengono! Se l’Euro per la Germania è sottovalutato, a noi conviene comprare prodotti tedeschi! E quindi i tedeschi vendono, e quindi la bilancia commerciale della Germania aumenta il suo surplus, e quindi gli squilibri aumentano.

Questo è l’unico risultato.
E attenzione, non c’è la scusa del “Non potevamo prevederlo!”.
Dopo l’unificazione tedesca ci furono, naturalmente, dei trasferimenti monetari dall’Ovest all’Est.
Grande generosità? No, per niente, perché infatti quale fu il risultato?
Ovvio. I cittadini dell’Est, con il famoso cambio 1:1, smisero di comprare i loro prodotti che non erano più convenienti… e comprarono i prodotti dell’Ovest!

Possono dare 80 Euro. Possono dare 100 Euro. Possono darne 1000, possono staccare un assegno da quanto volete.
Ma se distruggo la capacità produttiva di un Paese, i “soldi” servono SOLO ad arricchire le aziende dei Paesi già forti, aumentando gli squilibri.
La soluzione non è dare soldi ai cittadini senza uno scopo. La soluzione non è il QE, la soluzione non l’helicopter drop, la soluzione non è il “più Europa” (cioè, sostanzialmente, i trasferimenti monetari).
Se “noi” riceviamo del denaro, adesso lo spendiamo comprando prodotti tedeschi, olandesi, finlandesi, perché sono più convenienti.

La soluzione è ricostruire il tessuto produttivo.
La soluzione è permettere allo stato di fare adeguata spesa pubblica in qualità di monopolista della moneta.
La soluzione è un cambio flessibile in cui la moneta si adegua all’economia e non il contrario.

Luca Tibaldi

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