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IL REFERENDUM SULL’€URO SI PUò FARE COMPATIBILMENTE CON LA COSTITUZIONE – Il precedente del referendum del 1989 su temi europeisti

 

Negli ultimi giorni rimpalla sui media la notizia di un possibile referendum sulla permanenza dell’Italia nella moneta unica nel caso in cui il M5S vincesse le future elezioni.

In realtà il deputato 5stelle nell’ambito di un’intervista su diversi temi, aveva risposto ad una domanda fatta dal giornalista sul tema euro. Ha risposto che secondo lui dovrebbero esprimersi i cittadini su questo. Dal giorno dopo i giornali sono stati intasati dalla notizia che sembra sia stato fatto un preciso proclama da “tutti quelli che hanno votato NO al referendum” che “ora vogliono il referendum sull’€uro”.

Tralasciando la levatura di questo sillogismo, e dei relativi espedienti mediatici, nel merito si sproloquia su una presunta superficialità tanto di chi questa proposta l’ha fatta, quanto di chi la sostiene, sulla base di una millantata comprensione del dettato costituzionale. Il quale dettato, infatti, prevederebbe all’art. 75 che “il referendum sull’€ tecnicamente nun se po fa’ ”.

Premesso che io di chi ha messo lo stupro della Costituzione sul piatto a prezzo del sostegno di un governicchio e di un fantoccio che continua a giocare ad House of Cards (non avendone però le capacità vista anche la martellata sui gioielli che gli si proietta innanzi), non mi fido.

Tuttavia, nel merito bisogna smentire la su menzionata indebita illazione.

L’ art 75 Cost. al 2°comma dice : <<Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali>>

Il divieto è esplicito, ma l’art 75 disciplina il REFERENDUM ABROGATIVO quindi il divieto si estende solo a quella tipologia.

CONSIDERATO CHE

Questi sono i tipi di Referendum ammessi nel nostro ordinamento suddivisi in base allo scopo per il quale vengono indetti:

Referendum consultivo o di indirizzo: serve per conoscere il parere popolare in merito ad uno specifico tema o questione politica. Questo non esisteva prima del 1989, fu introdotto proprio con legge Costituzionale, proprio per consentire agli italiani di esprimersi su temi europeisti (ma va’! Si veda a seguire).

Referendum confermativo: serve per interrogare il consenso popolare su una legge appena promulgata e da esso dipende la sua entrata in vigore.

Referendum abrogativo: serve a far abrogare una legge o atto avente forza di legge.

Ce ne sono altri tre tipi, il propositivo, il deliberativo e il legislativo ma non sono previsti dall’ordinamento italiano.

NE CONSEGUE CHE

Un referendum consultivo sarebbe perfettamente compatibile con il dettato costituzionale. Non sarebbe giuridicamente vincolante, è vero, in quanto non potrebbe ipso facto determinare il recesso da un trattato, ma avrebbe un indubbio peso politico (si pensi al referendum consultivo sulla Brexit per esempio). Inoltre sarebbe il più appropriato visto che l’obiettivo non è abrogare un trattato (cosa peraltro impossibile) ma conoscere la posizione del popolo italiano in merito ad un tema specifico di natura politica.

Fosse una questione di abrogazioni basterebbe un decreto, a cosa servirebbe un referendum a questo scopo è oggettivamente incomprensibile. Tra l´altro ciò che è irreversibile è il cambio 1936,27 lire , la scelta di appartenere alla moneta unica invece è stata una scelta politica e come ogni scelta politica non può essere irreversibile.

IL PRECEDENTE

Nel 1989, in contemporanea con le elezioni europee l’Italia tenne un referendum proprio su tematiche europee. Pochi lo ricordano, ma si consultò il popolo italiano circa il consolidamento del potere politico delle istituzioni europee. La possibilità di chiamare al voto gli italiani per questa occasione fu stabilita da una legge costituzionale appositamente creata, su proposta del Movimento Federalista Europeo. Prima di allora non esisteva la possibilità di indire un referendum di indirizzo.

Il quesito referendario era il seguente:

Ritenete voi che si debba procedere alla trasformazione delle Comunità europee in una effettiva Unione, dotata di un Governo responsabile di fronte al Parlamento, affidando allo stesso Parlamento europeo il mandato di redigere un progetto di Costituzione europea da sottoporre direttamente alla ratifica degli organi competenti degli Stati Membri della comunità?

La schiacciante maggioranza dei votanti (88%), sebbene la bassissima affluenza alle urne, espresse un parere favorevole. Vinse il SI.

Qui la legge costituzionale n.2 promulgata da Cossiga il 03/04/1989 che istituiva il referendum consultivo.

QUINDI

Un referendum consultivo per conoscere la posizione del popolo italiano in relazione a:

disposizioni in materia di cessione della sovranità monetaria

sarebbe perfettamente compatibile con il dettato costituzionale.

Alessandra Barletta

(La CiVetta Autoctona)

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