attualita' posted by

Guida utile al mosaico della regolamentazione dei derivati di credito Parte 2 / Normativa USA (di Alessandra Barletta)

derivati

 

Continuiamo il nostro viaggio nel mosaico della regolamentazione dei derivati di credito, procedendo a cascata tra i vari livelli di giurisdizione.

Sul piano internazionale le regolamentazione di riferimento é quella che promana dai noti Accordi di Basilea. Sul punto mi permetto di fare “skip” poiché se n‘è giá ampiamente discusso in diversi post del blog.

NORMATIVA USA

L´ordinamento USA è il più influente in materia, la sua legislazione é un paradigma che le più importanti direttive europee si sono in più occasioni limitate a recepire.

Essa è suddivisa a livello federale tra Commodities Futures Trading Commission (CFTC), e Securities and Exchange Commission (SEC).

La CFTC regola contratti futures su securities, o su altri indici, financial futures, commodity futures, commodity options, su queste ultime può imporre veti e condizioni, ma solo quando si tratta di controparti qualificate (cioè banche, grandi aziende, compagnie assicurative) ed ha esentato dal relativo regolamento gli strumenti ibridi ed alcuni contratti derivati energetici, ponendoli sotto la supervisione di un altro regolatore meno qualificato. La CFTC non ha alcuna giurisdizione su alcune operazioni finanziarie come operazioni in valuta estera e operazioni in titoli di Stato, a meno che la transazione avvenga nel mercato dei contratti futures. La SEC, invece, non ha giurisdizione su nessuna di queste operazioni. Regola securities, opzioni su securities e altri indici sugli stessi.

Chiarire quali sono le aree di competenza delle autorità federali è importante perché da questo dipende l´individuazione della normativa di riferimento.

Le firms d’intermediazione mobiliare sono soggette alla vigilanza della SEC, mentre le compagnie d’assicurazione sono soggette ad una disciplina variabile di stato in stato, conforme però alle linee guida federali fissate dalla National Association of Insurance Commissioners (NAIC), diversa perció da quella prevista per le banche.

Sono due le norme-chiave del diritto statunitense che istituiscono un sistema di immunità sui derivati creditizi tra le maglie del regime prudenziale occidentale.

La prima è l’esenzione del business dei derivati dalla riserva di attività prevista per banche ed assicurazioni. La seconda é il trattamento contabile dei derivati nel bilancio dell´emittente, o compratore di protezione; elaborata sul finire degli anni ’90 e poi rimodellata, oggi contenuta nel Federal Accounting Standard (FAS) 133. La sua fonte è stata adottata dal Comitato di Basilea, nel 2001, nell’accordo cui ci si è soliti riferire come Basilea II.

Secondo lo standard FAS 133 le società che hanno emesso o detenuto derivati sono tenute a differenziare, attraverso un’apposita informativa nei bilanci, tra derivati utilizzati a fini di negoziazione e quelli utilizzati per la gestione del rischio o per altri finalità dall’utente finale.

Un derivato può essere valutato come fair value hedge, come cash flow hedge, o come una copertura valutaria. Qualsiasi inefficacia in una strategia di copertura deve risultare contabilizzata. In sisntesi, a meno che non siano chiaramente correlati alle caratteristiche economiche e ai rischi degli strumenti in cui risiedono, i derivati incorporati vanno indicati in bilancio separatamente dallo strumento contrattuale che li ospita.

Nell’area dei principi contabili gli Stati Unti sono diventati un modello proprio grazie al principio contabile FAS 133 (vedasi principio condabile internazionale IAS 139 che richiama il FAS 133).

Sul finire degli anni 90 il Congresso USA propose di approntare una regolamentazione più vigorosa nell´affrontare i pericoli insiti nel mercato, incontrando una forte opposizione da parte di altri regolatori che invece vi vedevano un ostacolo all’efficienza del mercato. Con l’incoraggiamento di Greenspan, all’epoca presidente della Federal Reserve, il Congresso respinse l’idea di regolamentare i derivati Over The Counter (OTC, quelli scambiati al di fuori dei mercati regolamentati).

Questo è il quadro di come la normativa statunitense sul piano federale ha guardato ai contratti derivati creditizi prima del 2000.

Gli anni 2000 sono caratterizzati dal filo rosso che parte dal Glass – Steagall Act e giunge sino al Dodd-Frank Act.

Sul Glass-Steagal Act vale lo stesso skip che per gli Accordi di Basilea.

Il Wall Street Reform and Consumer Protection Act (Dodd Frank Act) è un massiccio atto legislativo, che incarna la risposta USA alla crisi del 2008 e incorpora l’agenda del G-20. Adottato nel giugno 2010 dal Congresso, anche se molti degli elementi controversi del disegno di legge sono ancora in attesa di una piena applicazione.

Uno dei principali cambiamenti a livello istituzionale è la creazione (nel 2012) del Consumer Financial Protection Bureau (CFPB), è la prima agenzia federale degli Stati Uniti che si occupa di fornire ai consumatori le informazioni necessarie per comprendere i termini dei loro accordi con società finanziarie, per rendere la comprensione di regolamenti e linee guida in materia finanziaria più chiara possibile, con il potere eventualmente di prendere idonee misure contro le violazioni degli indirizzi. Il Dodd-Frank Act fornisce alla CFTC il potere di adottare norme che disciplinano l’eccezione di compensazione per l’utente finale e di imporre regole, interpretazioni, o richiedere informazioni da chi ne fa richiesta per prevenirne l’abuso, definendo al tempo stesso l’utente finale.

L’eccezione per l’utente finale è limitata ai soggetti non finanziari, cioé gli utenti che non hanno esposizioni nel mercato OTC a fini speculativi. La regola impone che un ente non finanziario che invochi il regime di esenzione debba indicare alla Commissione come intende generalmente soddisfare le obbligazioni.

Vengono rafforzati, inoltre, i poteri delle istituzioni federali, vale a dire della Federal Reserve, l’ufficio del Comptroller of the Currency (OCC) e la Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC).

Un emendamento di modifica del Security Exchange Act del 1933 ha introdotto la sezione 27B e la Sezione 619 del Dodd-Frank Act disciplina la tutela dei consumatori ed è comunemente conosciuta come Volcker Rule (dal nome del presidente della Federal Reserve, Paul Volcker, accreditato come suo architetto). La Volcker Rule stabilisce che una entità bancaria non deve essere coinvolta in speculazioni e non deve acquisire o conservare alcun legame patrimoniale, partnership o altro interesse proprietario o anche sponsorizzare un hedge fund o un fondo di private equity.

In breve, anche se il trading non viene praticato direttamente nelle banche per proprio conto, può ora essere gestito da soggetti quasi svincolati dalle regolamentazioni che gravitano intorno alle attività delle banche, frequentemente si tratta di hedge fund per la gestione del rischio di credito. La Regola Volcker, di conseguenza, non riflette un cambiamento importante nei mercati finanziari, il trasferimento realizzato è quello di una funzione di banca tradizionale, ad un nuovo e meno regolamentato operatore di mercato.

Alla prossima puntata.

Alessandra Barletta

Comments are closed.

comments powered by Disqus
RSS Feed

Archivi

Ebuzzing - Top dei blog - Economia e finanza
Ebuzzing - Top dei blog