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CELACINA: CAPIRE GLI STATI UNITI D’EUROPA E CAPIRE RENZI !

Vi siete mai chiesti perché l’eurocrazia tende agli Stati Uniti d’Europa e ha trasmesso alla classe politica attuale questa vision? Il motivo è molto più semplice da comprendere di quel che pensate! Ci vengono in aiuto le proiezioni di lungo termine contenute nel seguente studio:

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Esse indicano che entro il 2050 il PIL di uno qualunque dei primi 3 stati al mondo, USA, Cina e India, sarà (preso singolarmente) maggiore della somma dei 5 paesi che seguono:

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Ovviamente, questo ribaltamento di posizioni ultracentenarie (vi faccio presente che l’Italia già all’alba della sua nascita, nel 1870, era l’ottava potenza mondiale), comporterà un maggior peso delle prime 3 nazioni nella determinazione delle regole del commercio mondiale, nonché un ridimensionamento di Germania, UK, Francia e Italia (unico paese del G10 attuale destinato a scomparire dal novero dei grandi).

Di tal guisa, quando ci dicono CELACINA si riferiscono non tanto alla situazione attuale quanto a quella in divenire; l’idea di base è predisporre oggi le basi difensive future costruendo oggi quel che nel 2050 potrà sedersi ancora al tavolo dei grandi.

E’ probabile che, unendo Germania, Francia, UK e Italia, si ottenga una onorevole quarta piazza e che, in caso di cinesizzazione del vecchio continente, si possa anche ambire ad un terzo posto.

 

IL MODELLO DI SVILUPPO PER LA RICERCA DEL TERZO POSTO

Come si riesce a garantire al vecchio continente uno sviluppo economico tale da poter fare ambire alla terza posizione? Ovviamente tramite il modello di sviluppo più noto al mondo: il modello di Solow!

Si riporta l’Europa ad essere un paese in via di sviluppo di modo che i capitali ivi investiti rendano di più e tendano dunque a dirigersi in essa, laddove sono più scarsi. 
Il duo Becchetti-Paganetto comunque sostenne che affinché il capitale sia profittevole, sono necessarie una serie di condizioni di contorno che le riforme strutturali tendono a costituire: qualità del sistema istituzionale, qualità delle risorse umane, coesione sociale, disponibilità di tecnologie. Senza tali condizioni fondamentali, il rendimento elevato del capitale non è cosi elevato come ipotizzava Solow.

La teoria endogenizza, poi, il “progresso tecnico” (altrimenti detto esogeno ossia noto al mondo intero). In questo modo il progresso tecnico è influenzabile dai governi tramite apposite politiche di bilancio.

Già ne abbiamo parlato ma è bene ribadirne i concetti:

  1. la funzione di produzione è sempre una cobb-douglas in cui il PIL dipende dagli investimenti effettuati e dalla manodopera assorbita dal mercato; più investimenti e più manodopera si immette nel sistema e maggiore è l’output realizzato (ossia il PIL prodotto);
  2. la funzione di produzione ha inserito al suo interno il modello di crescita da progresso tecnologico in modo da consentire di evitare lo steady-state associato ai continui investimenti (la cui produttività ad un certo punto si annulla quando troppa tecnologia viene immessa nel sistema); l’endogenizzazione è data dalle Università che creano maggior valore aggiunto a parità di tecnologia; il sistema quindi ha una seconda funzione dell’output legato al numero di impiegati nella ricerca all’interno delle università (non necessariamente ricerca di base ma anche ricerca applicata);
  3. l’aumento della Popolazione consente di copiare la crescita Cinese e Indiana fatta di persone che dalle campagne si riversano in città offrendo lavoro e domandando beni ai negozi; da qui l’esigenza di svariati milioni di nuovi “contadini” (cinesi) sostituiti oggi dagli extracomunitari.

endogenizzazione progresso tecnico

Il punto 3 è a sua volta inquadrabile all’interno del modello strutturale dualistico Harris-Todaro, fondamentalmente basato su due settori (industria e agricoltura), secondo il quale la gente migrava dalle campagne (oggi dall’Africa) alla città (oggi l’Europa intera) in cerca di redditi superiori e ciò avveniva sino a quando i differenziali di reddito esistevano; poco importa alle classi dirigenti se questa immigrazione genera l’economia informale (molte aree urbane nei PVS hanno avvertito lo sviluppo dualistico, dove un settore convenzionale moderno esiste accanto ad un grande settore informale urbano): gran parte della forza lavoro urbana è “occupata” nel settore informale. La forza lavoro urbana informale è tipicamente caratterizzata da:

  • basse skills
  • scarsa produttività
  • lavoro indipendente
  • mancanza di input complementari
  • lavori nelle vendite e nei servizi piccoli

Questa gente svolgerà lavori sottopagati affollando le periferie che, quindi, degraderanno a vista d’occhio sino al punto di mettere in crisi la stessa sicurezza sociale. Tale degrado è accettato poiché funzionale al modello neoclassico di lungo periodo!

Occhio quindi, nel parlare con la gente, a non utilizzare termini complottistici. Ogni evento che ci colpisce è facilmente spiegabile ricorrendo ai noti modelli economici esistenti. La facilità d’impiego da parte della tecnocrazia di Bruxelles è sbalorditiva ma a colpire è soprattutto la comprensione e condivisione di tutta la classe politica Piddina!

In pratica, secondo i seguaci del mercato ad ogni costo, la crescita economica di lungo periodo è la più importante tra le determinanti del benessere economico dei cittadini di un paese. Il modello di crescita di Solow endogenizzato (secondo questi) insegna che il risparmio, la crescita demografica e il progresso tecnologico interagiscono per la determinazione del livello e della crescita del tenore di vita di un paese nel lungo periodo. 

Capite perché Renzi contesta i muri austriaci e parla sempre di cultura e dell’incremento del risparmio (Var K = f (s x Y))?

Poiché sa che il primo rende impossibile la fusione dell’area economica, il secondo poiché determina maggior progresso tecnico a parità di tecnologia esistente, ed il terzo poiché nei modelli neoclassici si assume che più aumenta il risparmio e più aumenta l’investimento in tecnologia!

Peccato che per arrivare al compimento di tale modello manchi un parametro che rende impossibili se non inutili gli investimenti: chi compra oggi?

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