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WIREDCARD, TOP 30 AL DAX, HA DEI GROSSI PROBLEMI

 

Wiredcard è una società fra le top 30 del DAX, dove ha sostituito recentemente in classifica Commerzbank, ma si vede che la sostituzione non porta fortuna. Oggi il DAX ha deciso di bloccare le vendite allo scoperto dopo che una serie di articoli apparsi sul Financial Times e su altri media ne hanno messo in dubbio l’affidabilità. Da questo è nata una bella contesa fra il quotidiano finanziario e la società che sta sfociando nel penale, dopo che un pubblico ministero di Monaco di Baviera ha chiesto di interrogare il giornalista che si è occupato della vicenda.

Tutto nasce un mese fa quando una fonte interna, un whistleblower, rivela un curioso meeting avvenuto nella filiale di Singapore del gruppo che si occupa della gestione di un sistema di  pagamenti. Durante questo meeting Edo Kurniawan, che gestisce la funzione finanze e contabilità della filiale asiatica del gruppo tedesco avrebbe insegnato, letteralmente alla lavagna, ai manager del gruppo su come falsificare i libri contabili. La finalità di questa cosmesi contabile avrebbe dovuto essere convincere i regolatori di Hong King a concedere il permesso, alla filiale locale, di emettere carte prepagate valide anche per il territorio mainland cinese, mercato enorme ed attualmente esterno al gruppo tedesco. Per accentuare l’apparente robustezza della filiale dormiente di Hong Kong si sarebbe utilizzata una tecnica detta “Round Tripping” con cui una cifra di denaro importante sarebbe stata fatta transitare sui conti della filiale di Hong Kong per poi essere spostata attraverso un complesso giro di pagamenti su altre filiali.

Apparentemente questo potrebbe essere l’opera di un singolo dipendente infedele, ma , secondo quanto rivelato dalla fonte interna, esistono documenti alle sede bavarese del gruppo che rivelerebbero come Thorsten Holten  e Stephan von Erffa, massimi dirigenti della società, fossero a conoscenza delle manovre illecite. Un gruppo che basa la propria attività sui pagamenti non può neanche permettersi la più vaga nuvola sulla propria solidità, e questo è ben oltre.

Le azioni della società hanno iniziato a cedere un mese fa, quando fu pubblicato il primo articolo, per poi proseguire una settimana fa quando ne fu riproposta una seconda puntata.

Ora il blocco di vendite allo scoperto è finalizzato a sostenere il titolo mentre la magistratura cercherà di far luce sulla vicenda, per vedere se si tratta solo di calunnie o se c’è del marcio in Germania, in una delle 30 più capitalizzate società con 4900 dipendenti.

 

 


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