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Weber: L’Europa si è spostata a destra, lo facciano anche i centristi”

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E’ passata forse sottotraccia un’intervista esclusiva che il presidente del Partito popolare europeo Manfred Weber, ha rilasciato a Politco cinque giorni fa. Eppure le dichiarazioni del potente capo del primo gruppo per composizione del parlamento europeo, sottolineano come appaia sempre più evidente il fatto che  si stia profilando con sempre maggiore nettezza una nuova maggioranza nella Ue. Una maggioranza che somiglia sempre più a quella che sta governando stabilmente da tre anni in Italia.

D’altra parte lo scorso anno in diverse occasioni i popolari hanno votato provvedimenti insieme alle destre, staccandosi da quella che è la tradizionale maggioranza con sinistre e liberali che governa il parlamento europeo da un decennio almeno. S&D e Renew si sono infuriati per il presunto tradimento, affermando che il PPE si era spinto troppo oltre votando con l’estrema destra e infrangendo il muro di protezione che avrebbe dovuto tenere l’estrema destra lontana dal processo decisionale. Ma Weber è stato irremovibile nel dire di non aver fatto nulla di sbagliato, affermando: “Voglio fermare il populismo e gli antieuropei”, e aggiungendo di essere felice di lavorare a fianco dei partiti centristi, ma che devono ascoltare gli elettori.

In altre parole Weber ha fatto notare quella che è ormai un’evidenza chiara a tutti, e cioè che gli equilibri in Europa si sono chiaramente spostati verso destra. Le elezioni del 2024 hanno premiato i partiti come Fdi, Rn che hanno considerevolmente aumentato i loor rappresentanti all’interno dell’emiciclo europeo. I verdi, le sinistre e i liberali hanno invece dovuto fare i conti con risultati elettorali certamente deludenti, che evidentemente hanno punito le loro politiche degli ultimi anni, incentrate sulla ideologia e sulla burocrazia a danno di interi settori industriali e delle famiglie europee. “Possiamo risolvere i problemi al centro quando si tratta di questioni migratorie, la grande paura e incertezza di molte persone che temono di perdere il lavoro, dobbiamo prendere la questione sul serio.” ha detto Weber nella sua intervista.

Secondo Weber, insomma, il modo per combattere i partiti euroscettici e populisti è affrontare le questioni su cui fanno campagna elettorale: “Per favore, considerate anche… cosa dobbiamo fare per togliere ai populisti le questioni della campagna, questa è la posta in gioco”, ha aggiunto nell’intervista, avvenuta a fine dicembre. Nella sua logica, cristallina, se i cittadini sono preoccupati per l’immigrazione, l’UE dovrebbe espellere più persone che si trovano in Europa illegalmente; se le persone ritengono che la politica ambientale ostacoli la crescita economica, Bruxelles dovrebbe abolire gli obblighi di rendicontazione ambientale; e se migliaia di posti di lavoro vengono persi nel settore automobilistico, Bruxelles dovrebbe concedere all’industria maggiore libertà d’azione nella transizione alla produzione di veicoli elettrici.

Insomma si tratta in altre parole di una chiara sconfessione delle politiche approvate nella passata legislatura a cominciare dalla follia green portate avanti dall’ex commissario al Green deal Timmermans, di cui, per fortuna, si sono perse ormai le tracce. Weber, eurodeputato dal 2004, leader del gruppo PPE al Parlamento dal 2014 e leader del PPE europeo dal 2022, ha affermato che il centrodestra sta “conseguendo risultati positivi” e che “non si lascerà fermare da nessuno” nell’attuazione del programma del partito. Ha inoltre detto testuale che che quando il PPE ha votato a fianco dell’estrema destra – per annacquare una legge anti-deforestazione, approvare obblighi di rendicontazione ambientale per le imprese e allentare le regole per l’espulsione dei migranti verso paesi terzi – “ queste non erano posizioni radicali, ma  riflettevano le opinioni dei governi nazionali e della Commissione europea. I voti non sono una sorta di radicalizzazione”.

Poi Weber  ha parlato del suo ottimo rapporto con Giorgia Meloni e con il suo partito, che fa parte dell’Ecr. Un rapporto che si è consolidato nel tempo grazie all’abilissimo lavorio diplomatico di Raffaele Fitto, il vero motore della crescita del gruppo Ecr e del suo ruolo ora sempre piu determinante all’interno del Parlamento. Manfred Weber ha chiesto ai centristi di collaborare con Fratelli d’Italia, il partito del Primo Ministro italiano Giorgia Meloni e membro del gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei, che si trova a destra del PPE.

“Il PPE ha mantenuto la parola data, ci siamo impegnati a raggiungere gli obiettivi del 2040… Non è stato facile nemmeno nel mio partito, devo essere onesto.”  Il PPE ha difeso la candidatura di Fitto, citando il pragmatismo e l’affidabilità di Meloni a livello europeo. Fitto è ora vicepresidente esecutivo per la coesione e le riforme. Weber ha affermato che il tempo gli ha dato ragione. Un anno e mezzo dopo le elezioni, “Penso che nessuno possa davvero dire che Raffaele Fitto sia un populista di estrema destra… è un collega molto serio”. Ha accusato i suoi alleati centristi di concentrarsi sulla retorica e sul “dibattito ideologico” invece di guardare alla “realtà sul campo” e comprendere la nuova realtà politica di destra in Europa. Meloni si sta “comportando bene”, ha detto Weber, ed “è pronta a trovare compromessi”

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