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Vi spiego dove Autostrade pubblica potrebbe trovare le risorse e senza furti (Caso Gronda di Genova)

 

Ogni tanto, soprattutto ora che si parla di ritiro delle concessioni, qualche male informato che afferma “Dove troviamo i soldi per gli investimenti”, nella curiosa o strana idea per cui attualmente Autostrade per l’Italia ed Atlantia ci mettano del loro per fare gli investimenti.

Laa scelta se proseguire o meno nella gestione concessionaria privata è una scelta soprattutto politica, e come tale deve essere trattata perchè, chi parla di un problema di reperimento dei fondi, o non sa cosa dice o fa il furbo.

Prendiamo il caso della famosa Gronda di Genova, il raccordo il cui costo è previsto pari a 4,3 miliardi di euro, più altri “Costi non specificati” che avrebbero portato il costo complessivo a 7,8 miliardi. In cambio autostrade avrebbe ottenuto 4 anni in più di concessione, dal 2038 al 2042,  un aumento del canone e 5,7 miliardi al termine del contratto stesso.

Bene quanto avrebbe incassato lo stato nel 2015- 2016-2017 se avesse avuto la gestione diretta dell’autostrada? Consideriamo solo 3 anni, per non impazzire, e sommiamo l’utile ante imposte (perchè le imposte, nel caso specifico, sono solo una partita di giro,  ed i soldi pagati per la concessione autostradale, che nel caso specifico sono un’altra partita di giro.

Concessione Autostradale 2015-2017:            1356 milioni di euro

Utili ante imposte 2015-2017:                          3413 milioni di euro

Totale risorse finanziarie in capo allo stato: 4769 milioni di euro.

In tre anni 4,7 miliardi di euro, più di quanto bisognerebbe spendere per la famosa Gronda di Genova. Tra l’altro ci chiediamo: quanto è intelligente far costruire l’opera dal concessionario che l’avrà in gestione e che quindi ha tutto l’interesse a far apparire alto il costo, anche  più di quanto questo non sia, perchè , come mostra il caso Autostrade per l’Italia, non si fa che aumentare la durata del contratto e il premio a termine contratto, direttamente proporzionale alla possibilità di proseguire nel contratto stesso. Insomma si fa costruire alla ditta che ha il maggior interesse a proporre il prezzo più alto, cosa che non è andata inosservata neanche in sede europea, e questo la dice lunga.

LA Gronda, anche a costo puro, senza interventi aggiuntivi, cioè a “Soli” 4,3 miliardi verrebbe a costare 84 milioni di euro a Km. Facendo qualche semplice comparazione, senza spaccarci la testa nelle ricerche abbiamo che :

  • in Austria il prezzo medio al km delle autostrade è 12,5 milioni a km, e mi riferiscono che l’Austria sia montagnosa;
  • un’autostrada urbana a 3 corsie in Polonia (Attenzione, urbana) a Varsavia 29,5 milioni a km;
  • in Bulgaria 2,17 milioni di euro al km se fatta dai bulgari, 1,9 milioni di euro al Km se fatta dai greci;

Aggiungiamo un altro dato molto interessate, che può farci capire come la Gronda di Genova sia forse la più grande “Cagnotta”, come dice a Reggio Emilia, terra di Delrio, è quello che appare sul sito della SPEA, la società di progettazione del gruppo Atlantia.

 

Ora 2500 milioni al km sono 49 milioni di euro al chilometro, un costo che riporta l’opera da Marte alla Terra. Anche perchè con questi costi, stupida Ferrovie dello Stato a non offrire di caricare auto e tir sui tremi e portarli direttamente a Genova ed in Liguria. Perchè ogni opera dovrebbe essere valutata sui costi e benefici, e, come insegna la Pedemontana, ad essere troppo avidi si rischia di fare dei buchi nell’acqua, anche commercialmente.

Insomma la gestione privata delle autostrade appare come il caso di espropriazione di ricchezza privata maggiore nella storia dell’Italia, o forse del mondo. Nonostante questo c’è qualcuno che ha dei problemi a “Reperire le risorse” per la realizzazione degli investimenti. Una difficoltà che , magari, può essere proporzionale ai collegamenti con i gruppi industriali in questione.


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