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Vertice EU di Bruxelles: una vittoria non completa, ma siamo solo all’aperitivo.

 

 

Cari amici,

alla fine si è giunti ad un compromesso sulla questione dei migranti. Iniziamo con gli elementi positivi dell’accordo, che comunque rimane di massima:

  • chi entra in Italia entra in Europa, per cui la responsabilità è europea;
  • hotspot e richieste già nei paesi di transito;
  • “Centri di Sbarco” in Nord Africa.

Ora vediamo i punti un po’ più ostici per noi:

  • una situazione non chiara sui “Movimenti secondari” nella UE, comunque visti come negativi e contro i quali gli stati sono lasciati liberi di operare dal punto di vista legislativo;
  • i “Centri controllati di immigrazione” che non erano a noi graditi, ma sono stati inseriti dopo aver, evidentemente, fornito adeguate garanzie, e che saranno a spese della UE. Non ci erano graditi perchè rischiano di caricarci di peso ulteriore;
  • il finanziamento dei fondi per lo sviluppo africano, strumento di pressione su paesi di partenza e freno economico all’immigrazione

L’elemento che ha colpito maggiormente i partner europei è stato il cambio di atteggiamento del governo italiano: si è sottoposta tutta la trattativa, anche su altri punti secondari su cui vi era già l’accordo, all’eventuale accordo sull’immigrazione che per noi, anche per motivi interni, risultava essere più rilevante. Lo stupore, almeno quello fatto trapelare dai partner, è stato essenzialmente legato ai metodi usati: si è arrivati a minacciare il veto su tutto, se non si fosse raggiunto un accordo sulla migrazione, e lo stupore derivava dal fatto che su altri temi  gli accordi erano già conclusi.

In realtà Conte e la sua squadra sono stati quasi obbligati a questa mossa da una serie di fattori:

  • la pessima, abominevole, abitudine ai vertici a due franco-tedeschi per la predisposizione dei vertici, e l’Italia ha fatto bene a temere il solito biscotto ed a far capire che da ora in poi non si  accetteranno documenti preconfezionati;
  • la necessità di rompere, anche dal punto di vista della modalità di trattativa, con i governi precedenti europroni e fessacchiotti, per i quali l’importante era esserci, non i risultati portati a casa;
  • mettere un pelo di dignità anche per respingere le prese in giro degli altri leader, e su questo punto, a quanto risulta da Politico.eu, il successo è stato minore anche a causa di alcune debolezze nell’immagine di Conte, ma siamo sicuri che quando l’incaricato della trattativa sarà diverso, diversi saranno i risultati.

Sull’ultimo punto pare che i leader di alcuni stati abbiano messo un po’ troppa ironia sul chilometrico curriculum del  primo ministro italiano, alcuni vantandosi della propria scarsa cultura accademica. Probabilmente un diverso politico riuscirà a spiegare loro l’importanza dello studiare bene.  Comunque ricordiamo che Conte non è stato il solo a minacciare il veto total: lo fecero già la Polonia su Tsk e l’Austria sulla questione dell’entrata della Turchia. Certo che un paese fondatore della UE che si mette in posizione rigida fa un certo effetto.

Ciò premesso, anche se così non sembra, il vertice sull’immigrazione è stato una passeggiata a confronto di quello che attende il futuro. La Germania della Merkel era su una posizione debole e l’Italia condivideva vari punti con altri paesi europei. La parte veramente difficile inizierà il prossimo autunno, quando si parlerà di bilanci, di BCE, di banche e di Euro. A quel punto bisognerà veramente essere pronti a tutto, perchè la crisi economica è dietro l’angolo, ha già un nome e cognome, e non possiamo fare finta di nulla ed arrivarvi non solo impreparati, ma pure con pesanti vincoli monetari e fiscali. A quel punto sarà necessario veramente essere astuti come volpi, coraggiosi come tigri e saggi come elefanti, perchè portare a casa le ossa intatte sarà molto complesso.

 


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