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USA: come le Big Tech hanno ingannato Trump

 

Una breve nota, alla  vigilia di Pasqua, per far notare che non tutti i risparmi e gli sconti fiscali sono utili. Nel 2017 Trump ha applicato tagli fiscali per le grandi società tech quotate che, nelle intenzioni e nelle loro proposte, avrebbero dovuto assumere massivamente con i maggiori utili. Un modo per far aumentare i posti di lavoro qualificati ed altamente remunerati.

Peccato che non sia andata così. Come rivela Bloomberg, i risparmi fiscali, invece che in nuove assunzioni, sono andati in riacquisti azionari, buyback, per aumentare il valore orsa, in modo da premiare gli azionisti ed i manager imbottiti di azioni e di stock option…

I buyback sono arrivati a 169 miliardi di dollari, con un incremento del 55%  rispetto all’anno precedenti. Quindi la riduzione delle imposte dal 21 al 15,5% , con un calo del 5,5% non sono andate a vantaggio dell’occupazione, della ricerca, o della crescita internazionale, ma sono andate nella riduzione della base azionaria al fine di manipolare i prezzi delle azioni e di falsarli. Inoltre in questo modo si abbassa la capitalizzazione delle società e le si rende fragili, incapaci di affrontare la prossima crisi. I buyback iniziano dagli anni ottanta, ma , a questo punto, sono diventati una pratica comune e, soprattutto, sono stati fatti con i soldi che le società si erano impegnate ad utilizzare in nuovi posti di lavoro.

Caro Presidente, forse è meglio ripensare a certi tagli.

 


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