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USA: che succederà in caso di elezione contestata? Forse meglio cercare un porto sicuro

Fra meno di due mesi si terranno le elezioni negli USA, e la situazione è socialmente molto tesa. Quello che, in generale, ci si potrebbe augurare è una vittoria netta, incontestabile, di una delle due parti che subito chiarisca la situazione politica. Purtroppo questo evento probabilmente non accadrà: se la distanza fra i due candidati sarà minima avremo sicuramente una serie di contestazioni di carattere  legale, ad esempio su stati contesi o sul voto postale. Ad esempio Sam Faddis, ex agente della CIA con grande esperienza in Medio Oriente, afferma che in queste situazioni si potrebbe anche assistere a delle vere e proprie rivolte, ben organizzate e molto violente, chiunque vinca: se vincesse Trump per contestarlo, se vincesse Biden per approfittare di un governo visto come un fantoccio nelle mani dell’estrema sinistra.

Comunque ci sarebbe un periodo di grande incertezza. Secondo il gestore di fondi ed economista Michael Pento questo è quello che succederà:

“Avremo un’elezione in questo paese che è il voto più contestato che questo paese abbia mai visto. Qualunque parte che perda non accetterà i risultati. Questo è un caos folle per il mercato azionario, e questo è uno dei miei timori quando gestisco il denaro. ” Inoltre Pento considera l’enorme quantità di denaro che la FED ha immesso sul mercato per  controbattere gli effetti negativi del Covid-19. Il problema è che le politiche di rilancio e quelle fiscali verranno ad esaurirsi circa in prossimità delle elezioni quindi avremo una sorta di tempesta perfetta, Questo accentuerà la dicotomia fra economia reale ed economia finanziaria della borsa, unita anche alle incertezze di carattere fiscale per le nuove imposte che vuole introdurre Biden sulle società . Tutto questo porterà a forti oscillazioni su borsa e titoli di stato.

Cosa fare, secondo Pento? beh diversificare su oro ed argento, magari con un occhio sull’argento che ora è al di sotto dei massimi di giugno di un bel po’.

Pento dice di aver spostato su oro ed argento un 20% del suo portafoglio. In generale comunque diversificare fuori dall’azionario e dal dollaro, magari anche solo per vedere che succede, potrebbe rivelarsi una mossa non sbagliata.


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