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UN GOVERNO PALLISTA. Ormai siamo alla presa in giro

Le ultime 24 ore hanno visto un’esplosione di palle comunicative talmente grande che, ormai, penso abbiano superato la dimensione del nostro pianeta. Non si sono mai sentite così tante fandonie quanto degli ultimi giorni.

Ieri sera si è iniziato con lo spettacolo di Matteo Renzi che, forte di quel 4% che gli assegnano i sondaggi più amichevoli, minacciava la sfiducia al ministro Bonafede se non avesse ritirato la normativa sulla prescrizione. Una vera e propria palla colossale, dato che persino i sassi sono conoscenza dell’allergia estrema di ogni partito di questa maggioranza alle elezioni. Per rubare qualche posticino in più nelle prossime nomine governative Renzi si è ridotto a darci uno spettacolo trito e ritrito a Porta a Porta, ma ormai gli italiani non gli credono più: solo il 13% lo ritiene sincero, e già è una percentuale molto ottimista.

Non bastando il Renzi nazionale Oggi si è unito pure con te, Con l’ennesimo annuncio della revoca a ad Autostrade per l’Italia belle concessioni autostradali. Naturalmente la revoca è stata subito corretta dalla supplica fatta ad autostrade di “Fare una controproposta “, proprio per lanciare l’ancora di salvezza ad Aspi. Anche i sassi sanno benissimo che, nonostante tutti i proclami, questo governo non ha nessuna intenzione di cancellare le concessioni autostradali. Come ben spiegato all’interno del pezzo, al limite le concessioni stesse verrebbero temporaneamente affidate ad Anas, per essere poi ancora cedute ad una società privata con una gara. A questo punto il governo avrebbe preso in giro gli italiani in due modi:

  • Continuando a far finta di non capire che i Monopoli naturali, cioè le infrastrutture come autostrade, acquedotti, reti elettriche, reti telefoniche, che operano in una situazione di monopolio oggettivo, non possono che essere gestite dallo Stato, perché ogni concessionario privato non farà altro che aggiungere un margine in proprio ai costi di gestione della rete stessa. Il privato ed il mercato svolgono la propria funzione solo quando c’è concorrenza, e dato che non possono esserci due autostrade parallele a farsi concorrenza, queste Infrastrutture devono essere gestite solo ed esclusivamente dallo Stato con criteri pubblicistici. Continuare a non capirlo e continuare a prendere in giro gli italiani.
  • Perché vantarsi di aver cambiato la la legge per togliere una concessione autostradale, per quanto questo fosse moralmente legittimo, non farà che peggiorare la situazione contrattuale dello Stato nei confronti di un privato. A questo punto avrebbe più senso la gestione pubblica, piuttosto che un affidamento oneroso per il consumatore ed il cittadino, ma neppure redditizia per lo stato.

Tra l’altro appare strano che da un lato si vogliano togliere le concessioni, poi dall’altro si conceda stessa Società Autostrade, grazie ad una iniziativa del PD e di Italia viva, una gestione agevolata degli appalti, a favore di soluzioni interne, come si può bene leggere da questo articolo La Verità

Ora capiamo bene che il governo giallorosso, però non la Francia, non veda l’ora di cedere a Vinci la gestione delle autostrade italiane. Però almeno agisca con un po’ di ritegno e lo dica chiaramente, invece che pur siccome Salvatore di una patria nella quale non ha mai creduto.


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