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UE: POLITICA DI BILANCIO TROPPO RESTRITTIVA RISPETTO AGLI USA

 

Il presente grafico illustra l’andamento simile nelle politiche fiscali degli USA e della UE. Ad un certo punto, invece, l’anima profondamente antidemocratica europea esce fuori (alla distanza) abbandonando le politiche americane sino ad allora seguite pedissequamente.

Da qui in poi nasce la vera crisi per l’intero pianeta, sebbene le difficoltà di PIL e conti pubblici siano maggiori in UE che nel resto del mondo:

USA E UE POLITICHE DI BILANCIO

 

I quattro quadranti esprimono l’andamento (positivo o negativo) dell’Output Gap percentuale sul PIL e la variazione percentuale (positiva o negativa) del saldo primario sul PIL.

FASE 1: il saldo primario strutturale delle due macroaree era positivo (2006 e 2007) nonostante una politica fiscale restrittiva;

FASE 2: 2008 è anno di saldi primari negativi (ovviamente parliamo di espansione fiscale pro-ciclica con output gap positivo;

FASE 3: nel 2009-2010 ancora i saldi primari sono negativi ma l’espansione fiscale diventa anti-ciclica e l’output gap diventa negativa;

FASE 4: dal 2011 in poi parte in entrambe le macrozone la restrizione fiscale pro-ciclica che consente di realizzare saldi primari positivi, ma mentre gli USA recuperano l’output gap, quello dell’Eurozona distrugge letteralmente il sistema industriale;

FASE 5: qui le due macroaree divergono, l’eurozona nel 2015 si prevede entri in zona di ESPANSIONE FISCALE ANTI-CICLICA (TLTRO e probabilmente sforamenti nei deficit) mentre gli USA che hanno già l’output gap positivo possono pensare di frenare l’inflazione con una RESTRIZIONE FISCALE ANTI-CICLICA.

 

Maurizio Gustinicchi

Economia5Stelle

mauri and il prof

 

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