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TUTTO SUL REDDITOMETRO (di Michela Rimano e Stefania Matricardi)

 

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Pubblichiamo molto volentieri un’analisi sul REDDITOMETRO realizzato da due studenti del terzo anno di Economia e Commercio, Corso CLEC, dell’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara.

Che cos’è il redditometro? Come si evolve nel tempo? Perchè il nuovo redditometro? A chi viene applicato? Come funziona? Viene attivato automaticamente? Come ci si può difendere dalle indicazioni del redditometro?

Queste sono le domande che i contribuenti si pongono quotidianamente; cerchiamo di fare chiarezza.

Il Redditometro è lo strumento di cui il governo si è dotato per combattere l’evasione fiscale. La finalità principale è quella di permettere agli organi di controllo di effettuare controlli incrociati tra il reddito e le spese effettuate, al fine di scoprire eventuali discrepanze tra l’effettivo tenore di vita ed il reddito dichiarato. Gli accertamenti esecutivi sono previsti nel solo caso in cui lo scostamento superi il 20%.

Questo strumento nasce con il D.M. 10 settembre 1992 e considerava come indici di reddito la disponibilità di aerei, elicotteri, navi, barche, auto, moto, camper, residenze principali e secondarie, cavalli, collaboratori familiari e premi di assicurazione. Inoltre, a seconda dei casi, il Fisco poteva considerare indici ulteriori.

Lo scorso 16 settembre è stato varato il D.M. sull’accertamento del reddito delle persone fisiche, in seguito pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, prevede l’inclusione di nuovi parametri per la verifica, come ad esempio spese per pay-tv, centri benessere e animali. Le novità sono state applicate dall’anno di imposta 2011.

Il nuovo accertamento sintetico si è reso necessario per rispettare il parere espresso dal Garante della Privacy, che contestava l’utilizzo delle medie Istat. L’Agenzia delle Entrate terrà quindi conto:

  • delle spese certe (quali spese per l’abitazione, la sanità, i trasporti, il tempo libero e l’istruzione).
  • delle spese per elementi certi (quali quelle che l’Agenzia delle Entrate utilizza per selezionare i contribuenti da sottoporre a controllo).
  • della quota di incremento patrimoniale imputabile al periodo d’imposta dovuta a investimenti in beni mobili, immobili e finanziari. Il valore di questi può essere abbattuto con eventuali finanziamenti o mutui contratti per sostenere le spese.
  • della quota di risparmio formatasi nell’anno, tenendo conto dei saldi di conto corrente di cui è titolare il contribuente.

La principale novità introdotta, però, riguarda la possibilità di poter utilizzare i soli dati presenti nell’Anagrafe Tributaria e non più le medie Istat che invece saranno riportate al solo fine di consentire e agevolare un semplice confronto.

Sono interessati al redditometro le persone fisiche, quali professionisti, commercianti, imprenditori individuali, artigiani, dipendenti e pensionati. Sono escluse dai controlli effettuati attraverso il redditometro le società, per le quali il fisco utilizzerà altri strumenti quali studi di settore e tutoraggio.

Il  redditometro permette di effettuare controlli incrociati tra i redditi dichiarati e le spese sostenute complessivamente dal nucleo familiare e di riportarle su base individuale. Per determinare questa relazione il Fisco ha messo a punto una metodologia statistico matematica che si applica in relazione a precisi gruppi di famiglie differenziati per aree geografiche. In pratica, nel valutare le spese sostenute da un contribuente il software del fisco riuscirà a calibrare diversamente il peso, ad esempio, di un acquisto fatto a Trapani rispetto a quello fatto a Milano, così le spese sostenute in un anno da un single rispetto a un nucleo familiare di quattro persone.

Il nuovo redditometro viene attivato dagli uffici delle Entrate che si accorgono degli scostamenti tra quanto il contribuente ha indicato in dichiarazione dei redditi e quanto ha speso per il suo tenore di vita nel corso dello stesso anno. Se lo scostamento è lieve il Fisco non interviene, se è invece un errore medio, oltre il 20%, chiede spiegazioni e convoca per un contraddittorio il soggetto sottoposto a controllo.

Se lo scostamento è più ampio (si possiedono tre case, due macchine, una barca e si sono dichiarati solo ad esempio 20mila euro di redditi in un anno) il Fisco attiva controlli mirati e fa scattare un accertamento vero e proprio.

Per tutelarsi, il contribuente contestato, può dimostrare che lo scostamento superiore al 20% è stato finanziato con redditi conseguiti in un periodo d’imposta diverso da quello preso in esame.
Il redditometro ha risolto qualcosa?

Tenendo conto che lavoratori dipendenti e pensionati non possono evadere, o posso farlo in maniera irrisoria, dal momento che le imposte gli sono trattenute direttamente alla fonte, questo strumento è “dedicato” a quei lavoratori autonomi che, al contrario, riescono a evadere ingenti somme.

Nel corso degli anni, però, il redditometro è stato usato sempre meno e il gettito recuperato è stato inferiore alle aspettative. La stessa Corte dei Conti è scettica sull’efficacia dello strumento in quanto alcuni degli strumenti introdotti per contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale in Italia potrebbero addirittura rivelarsi controproducenti.

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