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Tutte le richieste dei Gilet Gialli a Macron: non solo gasolio

 

Prima dell’incontro, saltato per mancanza di uno streaming (I Gilet Gialli hanno imparato dai pentastellati), i portavoce dei Gilet Gialli avevano inviato alla stampa una lista delle loro richieste piuttosto lunga ed articolata, che cercheremo di spiegare ai lettori italiani. Ringraziamo in sito Cnews che li ha pubblicati per intero.

  1. Urgente: risolvere il problema dei senzacasa. Circa 200 mila persone vivono per strada in Francia.
  2. Imposta sul reddito fortemente progressiva;
  3. Paga minima mensile di riferimento SMIC a 1300 euro;
  4. Favorire i piccoli commercianti con la fine della costruzione dei grandi centri commerciali e con la concessione dei parcheggi gratuiti nelle città;
  5. Che i grandi (Macdonald, Amazon, Carrefours) paghino tanto edi piccoli paghino poco;
  6. Tutti abbiano la stessa pensione, fine della discriminazione per i lavoratori dipendenti (RSI);
  7. Il sistema pensionistico deve essere socializzato ed essere solidale per tutti; 
  8. Fine dell’aumento dei carburanti;
  9. Pensioni minime a 1200 euro mese;
  10. Per tutti gli eletti lo stipendio ottenibile sarà lo stipendio MEDIO, con controllo per i rimborsi dei trasporti e gli altri trasporti ed il diritto alle ferie pagate. Anche questa richiesta ricorda molto quella del M5s in Italia, ed è anche indicativa della scarsa stima dei francesi per i loro politici;
  11. Tutti gli stipendi e le pensioni devono essere collegati all’inflazione;
  12. Difendere l’industria francese, combattere le delocalizzazioni e difendere il know how specifico;
  13. Fine del lavoro in trasferta. Tutti coloro che lavorano sul territorio francese devono essere sottoposti alle norme fiscali, contrattuali e previdenziali dei cittadini francesi, senza possibilità di fare concorrenza sleale ai lavoratori nazionali. In Francia, come in italia, è in crescita il fenomeno dei contratti “In Trasferta”, cioè dei lavoratori che sono sottoposti a contratti polacchi o rumeni e quindi mettono  fuori mercato i lavoratori francesi.
  14. Lotta per la sicurezza del posto di lavoro contro i Contratti a tempo determinato (CDD) ed a favore dei contratti a tempo indeterminato;
  15. Fine del CICE , cioè del regime speciale concesso alle imprese di riduzione del carico contributivo, e sua conversione in un fondo per lo sviluppo dell’auto francese a Idrogeno, quella si veramente ecologica, invece che quella elettrica , che ecologica non è (ed hanno ragione);
  16. Fine della politica di austerità, con il non pagamento di tutti quegli interessi sul debito che sono stati dichiarati illegittimi, e pagamento degli altri senza pesare sui poveri, ma cercando di rincorrere le frodi fiscali (80 miliardi). Il debito francese comunque costa meno di quello italiano, ma questa richiesta è legata ad una discussione molto viva in fFrancia sull’illegittimità di una grossa fetta del debito pubblico;
  17. Che siano trattate le cause all’origine delle migrazioni; 
  18. Che i richiedenti asilo siano ben trattati, abbiano alloggi , cibo ed educazione, ma lavorando con l’ONU affinchè attendano il permesso di accesso nei paesi d’origine;
  19. Che le concessioni ed i rinnovi dei permessi di soggiorno siano compiuti nei paesi d’origine;
  20. Che una vera politica dell’integrazione sia messa in atto, per cui immigrare in Francia significhi diventare francese, con corsi di lingua, di storia e di educazione civica , con un percorso certificato;
  21. Salario Minimo a 15 mila euro annui , 1250 euro al mese senza tredicesima;
  22. Creazione di nuovi posti di lavoro per i disoccupati; 
  23. Aumento dei fondi per gli handicappati;
  24. Tetto per gli affitti e affitti sotto controllo per gli studenti e i lavoratori sociali;
  25. Divieto della vendita di beni appartenenti allo Stato francese (esempio gli aeroporti, con la società Aeroporti di Parigi che è in vendita);
  26. Più mezzi per la giustizia, le forze dell’ordine e l’esercito a cui siano pagate le ore di straordinario;
  27. Tutto il denaro incassato dai pedaggi autostradali deve essere utilizzato per la sicurezza e l’ammodernamento delle autostrade francesi;
  28. Il prezzo del gas e dell’elettricità è aumentato dopo le privatizzazioni e quindi questi servizi devono tornare pubblici per ridurre il prezzo delle utenze;
  29. Fine della chiusura delle linee secondarie, dei pronto soccorso, degli uffici postali, delle maternità de delle scuole;
  30. Divieto di fare business sugli anziani. “L’oro grigio è finito”;
  31. Tetto massimo di 25 allievi in ogni scuola di ogni ordine e grado;
  32. Una legge per il referendum popolare, con un sito trasparente tove raccogliere le firme. Se una proposta raggiunge le 700 mila firme , dopo essere stata completata dal parlamento deve essere portata come referendum popolare entro un mese ed un anno;
  33. Ritorno del manato del Presidente a 7 anni, con elezioni politiche ogni 5 in modo da dare un segnale politico al presidente stesso sulla qualità del suo comportamento;
  34. Obbligo pensionistico a 60 anni per i lavori usuranti che godranno della possibilità di pensione volontaria a 55 anni;
  35. Estensione del sistema di assistenza per la sorveglianza dei minori Pajemploi dai 6 ai 10 anni;
  36. Il trasporto per le merci deve favorire la ferrovia rispetto alla strada;
  37. Fine dei prelievi alla fonte;
  38. Fine dell’indennità presidenziale a vita;
  39. Divieto di far pagare commissioni sui pagamenti per carte di debito, Tasse sul gasolio navale e kerosene per aerei. 

Sono domande complesse, alcune chiaramente demagogiche, altre molto più realistiche. Un tempo si sarebbe parlato di “Piattaforma di sinistra”, ma oggi la sinistra non si capisce più cosa sia. Potremmo parlare di una base di discussione che somma un 30 per cento di sinistra spinta, un 30 di spinta all’uguaglianza, un 30 di richieste pratiche immediate ed un 10 di demagogia pura. Sicuramente nessuna di queste richieste, letteralmente nessuna, è accettabile da Macron neanche come base di partenza, ed i due terzi sono contrari allo spirito che l’Europa  vuole imporre ai suoi soggetti. Appare chiaro che si tratta di una piattaforma oggettivamente antieuropea, o meglio anti Commissione Europea dei grandi poteri, almeno nella sua forma attuale. Questo spiega perchè sia dovuto nascere in francia un movimento ad hoc per sostenerla.

 

 

 


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