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Trump vince in tutti gli Stati dell’East Coast e annichilisce le speranze dell’establishment di impedirne l’elezione: il Donald, magari imperfetto, resta la speranza della classe media

L’ultima tornata di votazioni nelle primarie USA ha espresso i risultati attesi: Trump sbanca ovunque, convincendo. Non si può dire lo stesso di Hillary Clinton che vince in 4 stati su 5 ma in modo risicato, ad esempio in Connecticut (da Realclearpolitics.com).

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Quello che succederà nelle fila Repubblicane dipenderà dai risultati dell’Indiana e della California: lo stato del Pacifico sembra prepotentemente schierato con Trump, non si può dire la stessa cosa dell’Indiana dove siamo ancora in bilico sebbene con Trump in discreto vantaggio.

Il problema attuale degli USA – e del mondo – è la sparizione della classe media unitamente al vigore delle elites che vivono di privilegi, soprattutto le elites finanziarie. Oltreoceano la classe media è ben rappresentata da Trump, diciamo pure anche da Sanders che accomuna una certa classe media meno sebbene meno imprenditoriale ma certamente non elitaria. Dall’altra abbiamo invece la Clinton, moglie di un membro tra i più legati alle elites finanziarie d’America, quel Bill Clinton che alla fine del suo mandato “salvò” da presidente il famoso speculatore finanziario Marc Rich dalle conseguenze penali oltre a firmare l’abrogazione del Glass Steagall Act che, introdotta per evitare un ripetersi del ’29, poi causò la crisi dei subprime 10 anni dopo. Nel campo Dem stiamo certamente parlando di elites contigue alla finanza…

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Il disagio sociale attuale dipende, non solo in America, dall’assottigliarsi della classe media: tutte le volte che in tempo di pace tale classe si è assottigliata abbiamo avuto conflitti epocali. Successe ad inizio secolo, successe l’inverso dopo la seconda guerra mondiale… Succede di nuovo oggi, dopo una presidenza strategicamente inutile in quanto non ha corretto nessuno dei problemi sistemici ereditati dai predecessori, prima fra tutti la disuguaglianza e le maggiori tasse pagare dalla segretaria di Warren Buffet rispetto al suo ricchissimo datore di lavoro! Della serie, la classe media sparisce ed i ricchi diventano sempre più ricchi, ma il sistema a lungo termine non si sostiene…

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E che dire degli effetti dell’abrogazione del Glass Steagall Act sopra citato. O la costante manipolazione dei mercati con i vari QEs che ci stanno portando in dote uno dei mercati azionari (ed obbligazionari) più in “bolla” della storia… [con parallelo arricchimento delle stesse elites finanziarie citate sopra, ndr]. Però in tutto questo è stata data l’assistenza sanitaria obbligatoria a tutti i poveri o quasi, il famoso Obamacare, oltre ad aver contemporaneamente ingenerato il caos in mezzo mondo, Ucraina, nord Africa, Sirya, Libya, pure con sfide sotto traccia a Russia e, almeno economicamente, Cina… E non dimentichiamo il delirio nei paesi europeriferici dove come conseguenza di aver lasciato mano libera in EU alle folli politiche austere della Germania – con Francia al seguito – si stanno disintegrando intere società.5

Oggi la macchina economica a stelle e strisce continua ad arrancare semplicemente perché gli occupati americani e la discesa dell’occupazione nel post subprime è avvenuta solo con posti di lavoro di terza serie, venditori di hot dog, camerieri, inservienti, non precisamente lo stereotipo del sogno americano. E quindi la ricchezza diffusa non cresce ovvero i consumi languono, almeno per come ci eravamo abituati… La prova del nove? Le economie sane sono quelle che vedono la classe media crescere! Non ci credete? Ecco a voi un interessante spunto di rilfessione:

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In più abbiamo la profezia di Oliver Stone che afferma che con la Clinton ci sarà una guerra mondiale, convinzione riproposta indirettamente dalla hyper-Dem Susan Sarandon che dice di preferire Trump alla Cllinton…

Chiaro, in un futuro senza gli equivalenti di Obama e della Clinton tutte le politiche e gli indirizzi dem degli ultimi 8 anni verrebbero stravolti, incluso il supporto per l’EU e per l’euro oggi a vantaggio esclusivo delle elitocrazie finanziarie ma non della gente comune, ne americana ne europea. Fortunatamente un barlume di speranza emerge oggi dal Brexit attraverso cui anche gli inglesi cercano di emanciparsi dallo status quo di un mercato ingessato, di economie decadenti, di strapotere concentrato nelle mani di pochi (in EU, Germania+Francia) a danno degli altri paesi. Questo necessariamente implica un ritrovato supporto per Trump lato britannico, a maggior ragione dopo le incredibili affermazioni – diaciamo pure minacce – di Obama in visita a Londra la scorsa settimana contro un ipotetico Brexit.

Chi scrive, filo USA storico, è per Donald Trump, senza dubbio, senza esitazioni. Sapendo di rischiare una presidenza democratica a maggior ragione esprimo la mia convinzione, che è la stessa di Oliver Stone, di Susan Sarandon e della classe media mondiale che spera di non scomparire.

Così non si può andare avanti, gli USA sono stati debilitati dalla sua stessa amministrazione negli ultimi 8 anni ed il mondo ne ha patito le conseguenze, bisogna sempre tenere a mente che in momenti di difficoltà la reazione non può passare per il caos generalizzato imposto con il fine di spingere gli alleati come ad es. l’Italia a sentire il bisogno di una America che li difende (gli alleati apparenti, dovrei dire ex alleati, come Germania e Francia stanno già perseguendo la loro agenda in contrapposizione a quella USA). Infatti la reazione a questa folle politica estera è che i paesi “forti” ed ex coloniali stanno cercando di trovare spazio localmente a danno non solo americano ma anche e soprattutto dei propri vicini ricchi ma deboli e magari facilmente destabilizzabili, sempre la stessa storia, sempre il solito colonialismo europeo di chi vive oltre i propri mezzi.

E dico questo con rispetto, il rispetto dovuto ad un grandissimo amico che sta decidendo sul proprio futuro, l’America, con cui l’Italia ha avuto almeno da 70 anni a questa parte un vincolo speciale che ci ha fatti diventare a buon titolo il miglior alleato non anglosassone in Europa. Si deve parlare certamente di rispetto lato italiano, sentimento che non è stato purtroppo contraccambiato dall’ultima presidenza USA, quella di Obama.

Vedremo come finirà, ma ritengo che la partita sia aperta.

Che Dio Salvi l’America.

Mitt Dolcino

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