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TRUMP: NON LASCEREMO L’IRAQ FINCHE’ NON CI RIMBORSANO

Il parlamento Iracheno ha votato ieri una risoluzione con la quale chiede ai soldati statunitensi di abbandonare il paese quanto prima. Naturalmente Trump ha detto che ..non se ne parla neppure , almeno sino a quando l’Iraq non avrà ripagato il costo delle basi militari statunitensi sul suo territorio, costate diversi miliardi di dollari.

“We have a very extraordinarily expensive air base that’s there. It cost billions of dollars to build. Long before my time. We’re not leaving unless they pay us back for it.” 

Abbiamo una base straordinariamente costosa li. Ci è costato miliardi di dollari costruirla, molto prima della mia venuta. Non lasceremo sino a quando non ce l’avranno ripagata. 

A questo si aggiunge la minaccia, nel caso si voglia forzare l’espulsione, di applicare sanzioni economiche che faranno apparire quelle iraniane “Uno scherzo”

L’Iraq non potrebbe mai forzare militarmente gli USA dal lasciare il paese: la condizione delle forze armate irachene è quella vista nella  guerra contro l’ISIS, in cui le truppe di Baghdad si soo liquefatte prima ancora di vedere i ribelli, lasciando poi il lavoro di riconquista ai Peshmerga curdi o, ironia della sorte, alle milizie sciite appoggiate dall’Iran. Militarmente l’Iraq non esiste, o quasi. Comunque l’iniziativa politica mette in grande imbarazzo Washington, tanto che, secondo Axios, gli USA hanno cercato di evitare il voto fino all’ultimo.

Chiaramente l’Iraq, diviso al proprio interno, cerca di staccarsi il più possibile dagli USA per non essere coinvolti in un possibile conflitto militare. Nello stesso tempo una posizione del genere potrebbe cambiare nuovamente gli equilibri nel Medio Oriente: il Kurdistan Iracheno, praticamente indipendente, ma nominalmente ancora parte dell’Iraq, ha dichiarato la propria indipendenza, non riconosciuta internazionalmente. L’ostilità dell’Iraq potrebbe spingere Washington a riconoscere il Kurdistan, attualmente l’unico territorio veramente amico degli USA, dove già si trovano importanti basi a stelle e strisce. Il trasferimento delle testate nucleari dalle basi turche rende questo passaggio sempre più probabile.


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