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TRUMP CHIEDE 4,6 MILIARDI DI DOLLARI PER SCHIACCIARE L’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA, E BLOCCA IL TENTATIVO DI GENTILONI DI AFFRONTARE IL TEMA AL G7

 

Evidentemente le visioni di Trump sono un poco più dure sul tema dell’immigrazione negli USA rispetto  alle sue controparti d’oltreoceano: infatti il presidente repubblicano ha chiesto un primo stanziamento per 1,6 miliardi di dollari per porre le fondazioni della nuova barriera contro l’immigrazione clandestina con il Messico. Si tratta del famoso “Muro” che, almeno nei desiderata di Trump, dovrebbe essere pagato dal governo di Città del Messico, ma che per ora ricade sulle spalle dei contribuenti americani.

Il Muro fisico dovrebbe essere solo il primo passo. Il Pacchetto complessivo dovrebbe superare i 4,6 miliardi di dollari e comprendere:

  • la costruzione di nuovi centri di detenzione ed espulsione per gli immigrati illegali ;
  • l’assunzione di almeno 1500 nuovi agenti della ICE , Immigration and Custom Enforcement;
  • l’assunzione di una successiva tranche di oltre 10 mila agenti di frontiera;
  • il miglioramento di tutti i sistemi, sia attivi sia passivi, di sorveglianza delle frontiere , oltre ad un aggionamnto dei sistemi informatici e di comunicazione fra gli agenti.

Non è finita! Aggiungiamo che Trump vuole definire , insieme al ministero della giustizia, un successivo pacchetto di 70 nuovi pubblici ministeri dedicati in modo specifico alla lotta all’immigrazione clandestina, scelta quanto mai opportuna, considerando che, ad oggi, sono ben 42 mila le cause per immigrazione clandestina pendenti di fronte alle corti federali. Un numero norme, che necessita di essere smaltito.

Se consideriamo poi la sua stretta sui visti speciali temporanei H1B, che le grandi società di internet utilizzano per assume teorici “Tecnici specializzati” dai paesi in via di sviluppo che poi diventano manodopera a basso costo, abbiamo un’idea chiara di Trump sull’immigrazione. A chi vuole entrare e lavorare  negli USA non resta che chiedere il visto regolare ESTA USA ed uniformarsi alla legge a stelle e strisce.

Con queste premesse possiamo capire come il desiderio del nostro impavido primo ministro Gentiloni di introdurre il tema dell’immigrazione nelle discussioni del G7 NON sia stato per niente preso bene a Washington.  Il governo USA ha incaricato il consigliere Stephen Mille di bloccare ogni tentativo in materia, puntando invece ad incentrare il tema sulla lotta al terrorismo. Possiamo capire che al “Duro” Trump le mollezze dell’accoglienza italica di Gentiloni non vadano proprio giù , ed il presidente non vuole rischiare di trovasi coinvolto in un comunicato finale comune nebuloso e che lo obblighi ad obblighi di accoglienza straordinaria che non desidera.

Ecco perchè Miller è stato mandato avanti: bloccare il terzomondismo buonista che guida l’Europa sul tema dell’immigrazione. Per lo sceriffo Trump o si seguono le leggi o si torna a casa. Non ci sono soluzioni alternative.

 

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