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Tesla porta i robot Optimus nella Gigafactory in Texas: l’automazione fa un passo avanti, ma i tempi restano lunghi

Tesla porta i robot umanoidi Optimus nella Gigafactory di Austin. Partono i test per automatizzare la fabbrica, ma Musk avverte: “La produzione sarà dolorosamente lenta”. Ecco le sfide economiche e tecnologiche.

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La transizione verso un’industria sempre più automatizzata, e meno dipendente dal fattore umano, compie un nuovo passo decisivo: Tesla ha infatti comunicato ai propri dipendenti l’intenzione di avviare la raccolta dati per l’addestramento dei robot umanoidi Optimus presso la Gigafactory di Austin, in Texas. Una mossa che sposta il baricentro dell’innovazione dalla California al cuore produttivo texano, con l’obiettivo di rendere i droidi pronti per la catena di montaggio.

Secondo quanto emerso durante un recente incontro aziendale, il progetto texano partirà a febbraio. Fino ad oggi, Tesla ha collaudato e addestrato i prototipi di Optimus nello stabilimento di Fremont, in California, per oltre un anno. Qui, i “formatori di robot” operano separati dai normali addetti alla linea, per non intralciare la produzione.

Come impara il robot: dai sensori al video

La tecnica di addestramento ha subito un’interessante evoluzione tecnica, passando dalla semplice teleoperazione alla raccolta di dati video. In sostanza, operatori umani dotati di caschi con telecamere multidirezionali e pesanti zaini tecnologici si filmano mentre eseguono compiti reali, come smistare componenti o operare sui nastri trasportatori. Questi dati visivi vengono poi utilizzati per insegnare all’intelligenza artificiale di Optimus a replicare i movimenti.

Training di optimus in addestramento in fabbrica a Freemont

Ecco i punti chiave dell’operazione:

  • Addestramento su larga scala: I formatori sono alcune decine, ma Tesla potrebbe presto attingere alle migliaia di operai presenti per ampliare la raccolta dati. Devono addestrare quelli che saranno i loro collaboratori e un giorno i loro sostituti.

  • Evoluzione dei compiti: Musk ha dichiarato a Davos che i robot stanno già eseguendo “compiti semplici” in fabbrica, con l’obiettivo di passare a mansioni complesse entro fine anno.

  • Innovazione dell’equipaggiamento: L’azienda sta sperimentando attrezzature più leggere (simili a marsupi) per agevolare il lavoro degli addetti alla raccolta dati.

Tra visioni futuristiche e realtà economica

Elon Musk, con la consueta abilità retorica, ha definito Optimus “il più grande prodotto di tutti i tempi”, preconizzandone l’uso non solo nelle fabbriche, ma anche nei centri dati nello spazio profondo e nei lavori domestici. La promessa è quella di vendere il robot al pubblico già entro la fine del prossimo anno.

Tuttavia, l’ottimismo tecnologico si scontra con la dura realtà dei colli di bottiglia industriali. Lo stesso Musk ha avvertito su X che la produzione di Optimus, così come quella del Cybercab, sarà “dolorosamente lenta”.

Un’ammissione che si inserisce in un quadro economico aziendale complesso: nell’ultimo anno Tesla ha ripetutamente tagliato le ore di produzione per il Cybertruck, spostando gli operai sulla linea del Model Y a causa di vendite piuttosto fiacche. Insomma, il futuro robotico avanza, ma la contabilità economica del presente, come sempre, non fa sconti a nessuno.

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