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TERCAS: UNA BANCA CHE RISCHIA DI FALLIRE PER COLPA DELLA UE

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La vicenda del salvataggio di TerCas (Teramo Cassa) appariva come una storia di successo nelle operazioni di BI e del FITD (Fondo Interbancario di tutela dei depositi). Una banca salvata con l’intervento di FIDT ma senza danni per i risparmiatori e poi affidata ad un’altra banca per la gestione. Però la soluzione all’italiana pare non sia gradita a Nord, e rischia di saltare.

Tercas è un istituto di credito in crisi da lungo tempo: in Amministrazione Straordinaria dal 2012, se non ha seguito la strada di Banca popolare dell’Etruria e BancaMarche è perchè è intervenuto il salvataggio da parte di Banca Popolare di Bari, che ha utilizzato nel salvataggio 300 milioni del Fondo Interbancario. La procedura scelta ha funzionato talmente bene che la banca è uscita al 1 ottobre dall’amministrazione straordinaria (l’amministratore è stato mandato a dirigere il “Salvataggio” di Carichieti, dove invece azionisti ed obbligazionisti sono stati tosati) ed è stato regolarmente nominato un CdA. Nel frattempo sono proseguite le azioni penali e civili nei confronti dei responsabili del crack, sotto processo a partire da febbraio 2015,  che vede coinvolti imprenditori, direttori, amministratori, tra cui il noto avvocato modenese Samorì, che ad un certo punto sembrava dovesse prendere il posto di Berlusconi, con il solito bailamme di massoneria, distrazioni di fonti e conti off shore a Singapore. La magistratura deciderà sul tema.

Purtroppo Bruxelles ci mette lo zampino. Per motivi che sono noti solo nel Nord l’intervento del Fondo Interbancario per la Tutela dei Depositi, nonostante NON siano denari versati dal pubblico, sono considerati aiuti di stato, e quindi vietati. Quindi i fondi erogati per salvare la banca dovrebbero essere restituiti, portando la banca al “Salvataggio” del Bail out e quindi ad una pesante penalizzazione per azionisti ed obbligazionisti junior.

In questi giorni Bruxelles dovrebbe pronunciarsi in modo definitivo, e la decisione è in bilico perchè il salvataggio di una singola banca non è considerato come in intervento teso ad evitare una crisi sistemica, e quindi , nell’ottica nordica ingiustificato. La stessa ottica che finanzia , con soldi pubblici, non del fondo interbancario, il salvataggio di HSH avvenuto quest’anno, ma sappiamo come la doppia morale sia ormai d’uso corrente nella UE.

Se Tercas verrà liquidata secondo il “Bail Out” gli obbligazionisti, oltre che con gli amministratori ed i direttori, dovranno prendersela  con Bruxelles e con le sue normative astruse ed incomprensibili, create ad arte per danneggiare i risparmiatori.

 

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