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Economia

Tensioni tra Dacca e Nuova Delhi: il Bangladesh contesta l’accordo energetico miliardario con Adani

Il nuovo governo del Bangladesh indaga sul mega-contratto energetico con il colosso indiano Adani. Tra accuse di “anomalie” e crisi diplomatica, a rischio il 10% dell’energia del Paese.

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Il riassetto geopolitico nell’Asia meridionale passa anche, e forse soprattutto, dai cavi dell’alta tensione. Un comitato governativo del Bangladesh ha infatti annunciato lunedì di aver riscontrato “anomalie eclatanti” in un accordo transfrontaliero multimiliardario per la fornitura di energia elettrica stipulato con il conglomerato indiano Adani. Non si tratta di una questione marginale: il contratto copre circa il 10% del fabbisogno energetico del Paese, , ma oggi rappresenta il nuovo campo di battaglia diplomatico ed economico tra i due stati.

La vicenda apre un ulteriore e delicato fronte di opposizione tra India e Bangladesh. È il segnale inequivocabile di un inasprimento dei rapporti, diretta conseguenza della recente rivoluzione che ha portato a un drastico cambio dei vertici politici a Dacca. Il nuovo esecutivo sembra intenzionato a rimettere in discussione i rapporti di forza con il potente vicino indiano, partendo proprio dalle infrastrutture strategiche e dalla bilancia dei pagamenti.

Da un punto di vista strettamente economico, rivedere un contratto di tale portata per un paese in via di sviluppo è una mossa destinata ad avere un certo impatto economico: si cerca di evitare che un accordo asimmetrico dreni risorse pubbliche vitali verso l’estero, , ma il rischio di ritorsioni da parte di Nuova Delhi è elevato. Il gruppo Adani, d’altro canto, è un colosso strettamente legato all’establishment politico indiano, e toccare i suoi interessi significa inviare un messaggio politico diretto al governo Modi.

Ecco i punti chiave della controversia:

Elemento ChiaveDettaglio della QuestioneImpatto Economico/Geopolitico
L’AccordoFornitura di energia dalla centrale termoelettrica di Adani (in India) al Bangladesh.Valore miliardario, copre il 10% della rete bengalese.
Il Problema“Anomalie eclatanti” riscontrate dal nuovo comitato governativo di Dacca.Possibile revisione dei prezzi o rescissione del contratto.
Il ContestoCambio di regime in Bangladesh e allontanamento dalla sfera di influenza indiana.Deterioramento dei rapporti commerciali e diplomatici bilaterali.

La situazione è in rapida evoluzione. Se il Bangladesh dovesse decidere di recedere unilateralmente o di imporre nuove condizioni, le ripercussioni sul mercato energetico regionale sarebbero notevoli. Il gruppo Adani aveva ridotto le forniture a fine 2024 per poi riprenderle nel marzo 2025. La cessazione della forniture del 10% dell’energia alla rete potrebbe portare a un’instabilità del eistema del Bangladesh, con possibili blackout anche estesi.

L’energia, ancora una volta, si conferma lo strumento primario per misurare l’effettiva sovranità di uno Stato.

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