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Tendina (sonora) a scomparsa anti-cazzate

Nelle segrete stanze di un laboratorio occulto, in un luogo imprecisato della capitale, tra via delle Botteghe Oscure e via del Nazareno, una fucina di nuovi cervelli – che purtroppo non fuggono mai e, se fuggono, poi inesorabilmente ritornano – è, mane e sera, impegnata nella laboriosa impresa di coniare nuove idee per l’avvenire multiculturale e, va da sé, democratico della patria. E così, in un implacabile e indefesso sferragliare di neuroni, la tempesta di cervelli sforna senza posa invenzioni. L’ultima trovata di un amministratore locale, rilanciata dall’ex candidato governatore di una nota regione, è la “tendina a scomparsa” per le croci di cimitero. La scoperta dei novelli Archimede è concepita per non offendere le altre religioni e gli atei: prevede l’istallazione di un sistema di tendine a scomparsa contro l’inquietante presenza di sinistri crocifissi nei camposanti.
 
Ora, il primo che si lancia in una filippica seria, e motivata, contro questa monumentale cazzata, lo sbrano. Vi prego, vi supplico, per una volta non scomodiamo argomenti nobili, alti, profondi: per esempio, sull’importanza di avere e coltivare una identità, sulla intrinseca inoffensività di qualsiasi simbolo religioso o sull’impossibile rispetto delle culture altrui senza la preventiva conoscenza e l’orgogliosa rivendicazione della propria. Tutto giusto, tutto ineccepibile, ma rischiamo di ripetere quanto già detto in occasione di altri episodi che, sempre meno episodicamente, si ripetono nel nostro Paese. Proprio perché sono monumentali cazzate, non bisogna legittimarle, elevandole al rango di temi degni di dibattito. Piuttosto, vorremmo chiedere all’opificio di piccoli Einstein di cui sopra se ci consente di brevettare, e magari ci sponsorizza pure, un’invenzione fantastica. Sappiamo di non poter attingere a quelle vette di genio, ma magari – debitamente implementata e migliorata dai grigi emisferi di partito – la nostra potrebbe anche funzionare ed essere messa sul mercato.
 
Si tratta di una “tendina sonora a scomparsa” che entra in funzione appena qualcuno dice una cazzata. Parte la cazzata e una musica la “copre”. Esaurita la cazzata, il jingle cessa. Chi l’ha pronunciata, ha il tempo tecnico di rendersene conto. Riflette e poi, se è davvero persuaso, è libero di ridirla; questo non è un sistema di censura fascista, che cavolo! È solo un modo di sollecitare l’entrata in funzione degli apparati cerebrali debitamente deputati all’inibizione delle cazzate che in taluni soggetti, e in taluni movimenti, soffrono di anchilosi. Siccome siamo ottimisti – e sicuri che la gran parte dei politici sia molto più acuta di quanto non sembri quando parla – potrebbe funzionare. Farebbe il bene di tutti, pure di certi dirigenti e funzionari di partito che si risparmierebbero un sacco di smentite, di precisazioni, di puntualizzazioni. Anche perché (cazzate a parte) negli ultimi anni di proposte geniali, da certi nostri politici “progressisti”, ne sono venute un sacco. Scusate, ho appena detto una cazzata e mi si è inceppata la tendina.
 
Francesco Carraro
www.francescocarraro.com

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