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Secondo la stampa svizzera il sottomarino argentino è affondato per colpa di batterie scadenti installate da aziende tedesche con il pagamento di tangenti!

 

Purtroppo abbiamo innanzi un altro esempio di ipocrisia interessata, vedasi il commento nel prosieguo. Come ben sapete i partner tedeschi sono sempre in prima fila quando si tratta di dare il buon esempio nei conti (o forse no, visto che all’inizio del III millennio quando si trattò di sforarli in ambito EU per loro propri interessi non si fecero molti problemi).
Certamente i germani sono sempre prontissimi a richiamare l’Italia al rigore, dall’alto di una supposta superiorità morale.
Fa dunque pensare dover scoprire che il sommergibile argentino San Juan affondato poche settimane Or sono per un incendio con a bordo 44 marinai, sommergibile costruito dai tedeschi di Thyssen, era stato riammodernato con la fornitura da parte di due aziende tedesche di nuove batterie nel 2011, batterie che sembrano essere state riconosciute come scadenti. Oltre a scoprire che i soliti tedeschi, quelli dalla grande moralità, hanno pagato le solite tangenti agli argentini per accaparrarsi detta fornitura di batterie (scadenti). Causando il disastro successivo.
Chiaramente ci tocca reperire tale notizia dalla solita Svizzera, sulla stampa italiana sordina totale (vedasi LINK). Complimenti.


Faccio presente che detto atteggiamento corruttivo/approfittativo tedesco non è un caso isolato: cito, i tedeschi pagarono immense tangenti in Grecia per le olimpiadi di Atene, contribuendo al successivo default. Pagarono la più grande tangente in Italia dopo Enimont (Siemens, per le turbine di ENEL), hanno evitato spese – dicesi risparmiato – per la sicurezza alla Thyssen di Torino causando la strage di 10 anni dopo (caso per certi versi similissimo al sommergibile argentino), Deutsche Bank è presente in quasi tutti gli scandali finanziari scoperti negli ultimi 10 anni, Siemens ha una lista lunghissima di tangenti pagate all’estero…


Insomma, c’è qualcuno che evidentemente fa il santerello a casa sua e poi ne combina di ogni all’estero.
Forse dobbiamo dubitare che anche le ricette austere che propina all’Italia siano una enorme fregatura a loro vantaggio? Io più che dubbi ho ormai certezze, ve l’ho spiegato allo sfinimento…

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Qualcuno sta reclamando il mio ritorno ad argomenti diciamo tecnici, su aspetti economici: dopo più di 500 articoli mi sono semplicemente stufato, ormai l’ho dimostrato in decine di modi che le misure austere imposte da Bruxelles sono ad uso e consumo del blocco franco-tedesco, ma nefaste per chi le applica. Meglio concentrarsi sul malaffare altrui, farà certamente più presa, tempo al tempo (…). Guardate solo cosa è successo quando aziende italiane hanno tentato di acquisire omologhi in Francia e Germania, sono state bellamente rimbalzate senza troppi complimenti, anchevandando contro il diritto comunitario (su tutti vedasi il caso Fincantieri-STX). Mentre francesi e tedeschi pretendono di poter acquisire quelle italiane… magari per il tramite di privatizzazioni imposte per via austera/EUropea. Si chiama neocolonialismo del III millennio, per chi non l’avesse ancora capito.

Appunto, pur sapendo che l’austerità non serve per uscire dalla crisi, anzi la peggiora, l’EU persevera soprattutto con Italia e Grecia. (Se poi voleste davvero arrabbiarvi sappiate che i governi di sinistra non eletti lo sapevano dal 2013 che l’austerità fa male, dalla data dell’articolo de L’Espress, del gruppo editoriale di Repubblica, Carlo De Benedetti, vedasi LINK). Di questo ho già parlato approfonditamente in “enne” interventi. Ho infatti provato in svariati modi che ci sono tutti gli indizi di un piano EU per annichilire l’Italia, oggi che Londra non è più in grado di difendere ma sua creatura ottocentesca nel cuore del mediterraneo, un paese arricchitosi troppo dalla fine della seconda guerra mondiale e dunque divenuto preda. A maggior ragione oggi che la rediviva Europa riscopre la sua innata natura coloniale: essendo gran parte dei paesi che furono colonie oggi indisponibili o eccessivamente forti, le potenze ex imperiali devono approfittarsi delle prede più accessibili, magari degli stessi vicini, ad esempio l’Italia. A maggior ragione se si tratta di “conquistare” o anche “neutralizzare” alleati diciamo “strutturali” del vero avversario EUropeo dei prossimi anni, gli USA. A riprova, proprio ieri Sigmar Gabriel – vice primo ministro tedesco – ha annunciato che la rottura con Washington non verrà sanata nemmeno dalla dipartita di Trump. Ossia la sfida sfida-tedesca a Washington è appena iniziata.

La cosa che mi stupisce è come la gran massa degli italiani, non il manipolo di globalisti elitari tipo Elkann o DeBenedetti della situazione, non abbiamo ancora capito che bisogna abbandonare il carro euro tedesco il più velocemente possibile, il rischio è finire precisamente come si sta finendo: schiavi del debito e poveri. Parlo della gente comune; chi invece ha convertito enormi patrimoni da instabili lire in solidi pseudomarchi se la gode.

Appunto, il rischio è di finire come il sommergibile argentino.

MD

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