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T2: BASTA APPROFITTARCI DEI TEDESCHI, ORA FONDIAMO UN COMITATO PER L’AZZERAMENTO DEL SALDO! E SE AI TEDESCHI NON PIACE, AMEN…

 

Cari amici

il tema del T2 e dei suoi sbilanci sta diventando pressante. Del resto giornalisti del Welt, come Holger Zschaepitz (da ora in poi HZ, non vorrei perdere qualche consonante in surplus per strada) continuano a rinfacciare l’enorme “Avanzo” di Target della Germania verso l’Italia.

 

Potremmo portare una serie di articoli per spiegare che il T2 non è un debito ma un flusso finanziario complessivo, come ad esempio questo di Ashoka Modi, oppure questo paper della BIS, ma probabilmente sarebbe inutile. Potremmo far notare che la FED non calcola i saldi parziali fra Ohio e California e comunque non li considera debiti fra li stati, che allo stesso modo la Banca Centrale Russa non calcola i flussi parziali fra Mosca e Vladivostok, o quella Cinese fra Pechino e Shanghai, perchè si ritengono parte della stessa unità ed un cittadino di Mosca non rinfaccerebbe il “T2 negativo” ad un cittadino di Vladivostok perchè quello della città sul Pacifico ha aperto un conto corrente nella capitale.

Ora anche se la concezione del T2 come un debito è falsa, comunque risulta estremamente fastidioso vedersi rinfacciati con debiti che, nella realtà, risultano poprio dal pagamento di un debito (perchè se voi pagate un fornitore tedesco il T2 BI-BUBA vede crearsi un movimento negativo). Per questo motivo mi pongo come promotore di un “COMITATO PER L’AZZERAMENTO DEL T2 BILATERALE ITA-DE”, per ottenere l’assoluta sicurezza della Repubblica Federale Tedesca nell’ambito della collaborazione e della fratellanza europea.

Il Comitato si propone come obiettivo l’ottenimento di approvazione di leggi che azzerino il saldo T2 bilaterale , anche in deroga a norme europee. Questo può essere ragiunto tramite le seguenti misure:

  1. bloccando le esportazioni di aziende tedesche in Italia, perchè il pagamento di queste forniture comporterebbe un saldo movimento negativo del T2- Sono ammesse le forniture che non comportano un pagamento , come gli insoluti;
  2. quando non fosse possibile, obbligando le aziende tedesche ad aprire un conto corrente su una banca italiana per ricevere il pagamento ed a spendere sul territorio italiano quanto ricevuto. Eventuali beni acquistati potrebbero essere poi esportati in Germania;
  3. impedendo ai cittadini italiani di investire in titoli ed obbligazioni emessi da aziende tedesche, perchè lil flusso finanziario relativo darebbe un movimento negativo con il T2;
  4. spostando la sede operativa della BCE presso la Banca d’Italia a Roma ed eseguendo a Roma gli acquisti di titoli relativi al QE.

Certo si tratterebbe di mandare in surplus forzato la bilancia della partite correnti ITA-GER,  e di invertire un po’ di saldi, ma, a parte violare tutte le norme europee relative alla libera circolazione di beni e capitali, non sarebbero un grosso problema di applicazione. I risultati sarebbero i seguenti:

  • minori posti di lavoro in Germania, più posti di lavoro in Italia;
  • minori risorse finanziarie per la Germania di più per l’Italia.

Certo, le aziende tedesche avrebbero un 8 miliardi circa in meno di produzione e VW, Allianz etc dovrebbero rinunciare agli azionisti italiani, ma volete mettere la soddisfazione per la Germania di poter vantare l’azzeramento dei saldi T2 ? Volete poi mettere la nostra soddisfazione per non farceli rinfacciare ad ogni occasione, oltre che per aver guadagnato qualche decina di migliaia di posti di lavoro ?

In realtà il saldo T2 è figlio dell’enorme ipocrisia europea: se Leuropa (tutto attaccato) fosse veramente un disegno sensato e compiuto, non reversibile per nessuno, non avremmo saldi T2 , ma al limite saldi bilaterali fra i singoli istituti di credito indipendentemente dalla loro localizzazione. L’esistenza del T2 è l’indice della sfiducia delle stesse istituzioni europee nel proprio operato e nella sua irreversibilità, ma se non ci credono loro, perchè dovrebbero credervi i cittadini ?

 

 

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