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Svolta migranti in Germania: la CSU chiede il rimpatrio dei Siriani e un terminal per le espulsioni a Monaco. “La guerra è finita”

Germania, svolta sui migranti: la CSU dichiara finita la guerra in Siria e prepara i rimpatri. Piano per un terminal espulsioni a Monaco e stretta sui sussidi per chi va in vacanza nel Paese d’origine.

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Il vento in Germania sta cambiando, e soffia forte dalla Baviera. La CSU, storica sorella bavarese della CDU, ha deciso di togliere i guanti di velluto sulla questione migratoria. In vista della riunione a porte chiuse presso il monastero di Seeon, il gruppo parlamentare ha messo nero su bianco una proposta che farà discutere: la guerra civile in Siria è terminata, quindi è tempo che i rifugiati tornino a casa per ricostruire il proprio Paese.

Non si tratta di semplici dichiarazioni d’intenti,, ma di un piano operativo dettagliato che prevede persino infrastrutture dedicate per gestire i rimpatri.

“La protezione non serve più”: il piano per la Siria

Il ragionamento filtrato dal documento, e riportato dal Münchner Merkur, è politicamente lineare: la Germania sostiene la ricostruzione della Siria, dunque i cittadini siriani sono necessari in patria. Secondo la CSU, “i motivi di protezione non si applicano più alla maggior parte dei siriani che hanno ottenuto la residenza temporanea”. Il messaggio è chiaro: lo status di rifugiato non è un biglietto di sola andata per il welfare tedesco, ma una misura temporanea legata a un’emergenza che, secondo i bavaresi e diverse recenti sentenze dei tribunali tedeschi, è ormai conclusa.

L’obiettivo è lanciare una “offensiva di deportazione” già nel 2026. La logistica è già stata pensata:

  • Utilizzo di voli di linea (già attivi verso Damasco via Istanbul o Dubai) e voli charter.
  • Creazione di “centri di partenza” dislocati sul territorio nazionale.
  • Apertura di un terminal dedicato alle espulsioni presso l’aeroporto di Monaco.

Inoltre, viene introdotto un principio di logica ferrea: se un rifugiato torna nel proprio Paese d’origine per andare in vacanza, perde automaticamente lo status di protetto. Se puoi feriare dove dici di essere perseguitato, evidentemente la persecuzione non è così pressante.

Non solo Siria: stretta su Ucraina e Welfare

Il documento della CSU non si limita al Medio Oriente, ma tocca tasti dolenti anche per quanto riguarda l’Europa orientale e la sicurezza interna. Ecco i punti salienti della proposta:

  • Rifugiati Ucraini: Si richiede un approccio più rigido verso gli uomini in età di leva. La posizione è che dovrebbero contribuire alla difesa del proprio Paese piuttosto che risiedere all’estero. Inoltre, dall’aprile 2025, i nuovi arrivati dovranno utilizzare i propri beni per coprire i costi del soggiorno, una misura volta a ridurre il peso sui conti pubblici.
  • Contrasto all’Islamismo: Tolleranza zero per chi rifiuta l’ordine democratico. Chi richiede pubblicamente l’instaurazione di un califfato o commette crimini antisemiti dovrà affrontare l’espulsione immediata, il rifiuto del soggiorno e, per chi ha la doppia cittadinanza, la revoca di quella tedesca.
  • Abuso del Welfare e Norme UE: Qui emerge l’anima tecnica della proposta. Alexander Hoffmann, capogruppo parlamentare, punta il dito contro la “migrazione per povertà” mascherata da lavoro. La CSU vuole rivedere la direttiva UE sulla libera circolazione: non basta lavorare 5,5 ore a settimana per accedere al sistema di previdenza sociale tedesco. Si vuole ridefinire il concetto di “lavoratore” per escludere il godimento di prestazioni sociali non supportate da un’attività economica reale, fermando quelle che vengono definite “frodi organizzate sui sussidi”.

In sintesi, la Baviera propone un modello in cui l’accoglienza è strettamente legata alla necessità reale e temporanea, chiudendo i rubinetti del welfare a chi non ne ha più diritto o ne abusa. Resta da vedere come reagiranno gli alleati di governo e l’Europa, ma la direzione tracciata è inequivocabile. Un governo di “Grande coalizione” tedesco che contiene anche la SPD difficilmente potrà accettare queste misure, figuriamoci una Commissione europea dominata da socialisti e verdi.


Domande e risposte

Perché la CSU vuole rimandare i siriani in patria proprio adesso? La motivazione principale è che la guerra civile in Siria è considerata conclusa. Secondo il documento della CSU, supportato da recenti sentenze di tribunali tedeschi, non sussistono più i pericoli immediati che giustificavano la protezione internazionale. Inoltre, si ritiene che i cittadini siriani siano necessari per la ricostruzione fisica ed economica del loro Paese, processo che la Germania sta già finanziando. Pertanto, il motivo della protezione temporanea è decaduto.

Cosa succede se un rifugiato torna nel suo paese per vacanza? La proposta prevede una linea molto dura su questo punto. Se un rifugiato decide di recarsi nel proprio Paese d’origine per turismo o vacanza, perderà automaticamente il suo status di protezione. Il ragionamento è logico: se una persona si sente abbastanza sicura da tornare volontariamente in patria per svago, le sue azioni smentiscono la necessità di asilo politico o protezione umanitaria, dimostrando che non corre pericoli reali.

In che modo cambieranno le regole per i sussidi e il welfare? La CSU intende alzare l’asticella per l’accesso al sistema sociale tedesco. Per i richiedenti asilo, inclusi i nuovi arrivati ucraini, si chiederà di utilizzare i propri beni personali per mantenersi. Inoltre, si mira a modificare le direttive UE per evitare che cittadini comunitari accedano al welfare tedesco con orari di lavoro minimi (es. 5,5 ore settimanali), definendo più rigorosamente chi può essere considerato “lavoratore” per evitare quella che viene definita “migrazione per povertà” o frode dei sussidi.

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